Viespoli e Del Basso De Caro sono giunti al gremito Auditorium "Vergineo" senza essersi "truccati" con l'intento di spingere al confronto ed alla discussione, cose queste che sono divenute rarissime in una città in declino

Viespoli e Del Basso De Caro sono giunti al gremito Auditorium "Vergineo" senza essersi "truccati" con l'intento di spingere al confronto ed alla discussione, cose queste che sono divenute rarissime in una città in declino

Viespoli: Oggi è Francesco De Pierro che sostiene Mastella sindaco in quanto è quello che ha spostato il segmento del centro sinistra per gestire l'acqua, Sannio Europa, l'Asi, facendoci capire che il consenso è dato dalla politica della sommatoria e del notabilato. Del Basso: Bisogna recuperare l'idea di Città-Cultura. Manca solo che si vendano noccioline dinanzi al Teatro Romano e siamo apposto

L'Auditorium "Vergineo", stracolmo, con posti a sedere esauriti e quelli in piedi, pure, ha accolto due personaggi della vita politica cittadina e non solo, Umberto Del Basso De Caro e Pasquale Viespoli, che si sono confrontati su temi importanti che hanno visto protagonista la nostra città che sta vivendo uno dei momenti forse più difficili della sua vita amministrativa degli ultimi decenni.
Dobbiamo dire che non li abbiamo visti "truccati" i due, e pur provenienti dal passato, come scrive chi di quel passato fa parimenti parte, hanno avuto la mente fresca e pronta ad argomentare senza badare a dover proteggere rendite, in tutti i sensi intese, di posizione.
Ne avessimo di Viespoli e di Del Basso De Caro, pur con i loro limiti, i loro difetti, i loro errori commessi nell'arco di una vita politica.
Non ci è parso di capire però che l'appuntamento di oggi fosse indirizzato ad annunciare la nascita di un nuovo soggetto pronto a prendere parte alla competizione per la conquista di Palazzo Mosti prevista per la prima metà del prossimo anno.
Questo però non vuol dire che non siano o non fossero pronti a dare il proprio contributo di idee alla formazione di un programma che cancelli una parte non gradevole di questa ultima gestione del Comune di Benevento.
Riguardo il nome del candidato sindaco, neanche ci pare che vogliano essere protagonisti della scelta che invece demanderebbero ben volentieri alle primarie.
Insomma, come ha detto il conduttore del dibattito sul tema "Invertire il declino. Riflessioni sulla città", il collega Enzo Colarusso, due personaggi che pur partendo da posizioni estremamente contrapposte, uno di Destra e l'altro di Sinistra, provano a discutere con l'intento unico di ridare dignità a quella città, ha detto ancora Colarusso, che pure dobbiamo quotidianamente raccontare anche se ciò non sempre ci fa piacere farlo.
In epoche diverse, Viespoli e Del Basso De Caro, hanno svolto ruoli di responsabilità fino ad arrivare al governo del Paese nella qualità di sottosegretari di Stato, al Lavoro il primo ed alle Infrastrutture ed ai Trasporti, il secondo.
Entrambi hanno provato a ragionare riguardo ad una città che sta precipitando nel baratro.
Prima di dare la parola ai due protagonisti della mattinata, Colarusso, su suggerimento anche di Sandro D'Alessandro, già sindaco della città, ha chiesto ed ottenuto che la sala osservasse un minuto di raccoglimento in memoria delle quattro vittime italiane decedute nell'incidente ad un elicottero del nostro Esercito.
La parola è quindi passata a Viespoli il quale ha esordito dicendo che questa è oramai la città delle inaugurazioni e che si è disabituata a riconoscere che la politica è fatta anche di dibattito e di confronto ed anche dello stare insieme nell'interesse di tutti.
Quello di stamane è un confronto pubblico che ha come punto di convergenza la discussione su di una città che è finita in un potente vortice giudiziario.
Diciamo no al buonismo, ha detto Viespoli ed a chi cerca in tutti i modi di minimizzare.
Bisogna valutare il tutto non come un evento straordinario ma come un fatto che accade.
La politica è responsabilità che poi si misura con il consenso.
Quando, invece, essa è solo consenso, inevitabilmente c'è la degenerazione anche perché la responsabilità oltre che penale è anche politica ed il sindaco deve assumerla in pieno questa responsabilità.
Mastella ha sempre gioito del fatto che egli sia stato eletto sindaco con 15mila voti, con la maggioranza degli elettori, certo, ma non dei cittadini.
Io di voti nel 1993 ne ottenni 28mila e fui eletto sindaco.
Ed allora con 15mila voti il dovere era quello di diventare il sindaco della città assumendo su di sé la responsabilità di rappresentare tutti, anche chi non ti ha votato, ha concluso Viespoli.
Colarusso nel dare la parola ad Umberto Del Basso De Caro ha detto che egli resta comunque il nume tutelare del Partito Democratico anche se lui dice di non avere nessun incarico.
E qui si è inserito nuovamente Viespoli per una forte reprimenda nei confronti della Stampa locale che è funzionale al mastellismo in città ed è portatrice della menzogna informativa.
E qui dalla sala è scoppiato un fragoroso applauso di assenso, anche con qualche voce che ha gridato bravo, è così.
Non ci è parsa una cosa ben fatta, diciamo noi e lo abbiamo riferito anche a Viespoli a convegno ultimato, visto che non è stato data la possibilità alla Stampa di intervenire a fine lavori.
Senza essere convinti di essere quelli senza peccato che possono scagliare la prima pietra, tutt'altro, non ci siamo però ritrovati in questa reprimenda che peraltro Viespoli fa spesso, quando ne ha l'occasione.
Tornando al confronto, Umberto Del Basso De Caro ha detto, rispondendo a Colarusso, che la posizione del Pd è nota, è antica e non ha mai subito oscillazioni.
Quest'oggi è stato presentato un simbolo "Cittadino Sudd" che fu proposto a Salerno tanti anni fa assieme al parlamentare Conte del Psi.
Ho pensato sempre liberamente e così ho parlato di conseguenza.
Riguardo poi ai commenti ricevuti sulla fattispecie di questo incontro tra Viespoli e Del Basso De Caro, ha detto che egli i lillipuziani non li ha mai considerati e chi ha fatto commenti malevoli si sbagliava, si sbaglia e soprattutto si sbaglierà. rispetto a chi pensava che la nostra era una personalità che oramai era utile per andare ad assumere una posizione di riposo nella Villa comunale.
Il nostro vuole essere un contributo al programma e lo facciamo da chi la testa ce l'ha ancora sulle spalle. mentre assistiamo ad isole dove la politica è praticamente un optional.
C'è in giro un cesarismo che non è democratico.
Chi si professa essere un segretario nazionale mi fa venire alla mente il Circolo Pickwick di Charles Dickens.
Con il 17% dei seggi si amministra l'intero territorio sannita perché è noto che con i voti espressi dai consiglieri di Benevento si conquista anche la presidenza della Provincia.
Nulla è stato lasciato al caso e ci si è accaparrato di tutto. Nei miei 51 anni di politica, non ho mai visto nulla di simile.
La vicenda giudiziaria non ci interessa affatto, ha proseguito Umberto Del Basso De Caro ma la sua valutazione politica quella sì.
Sono indagati tanti dirigenti e funzionari.
C'è la ipotesi del finanziamento illecito al partito ma in questo caso il segretario nazionale non ne sa nulla e scompare.
Poi c'è la triste vicenda dei concorsi. E qui subentra un riso amaro quando penso alla perdita di circa 11mila residenti di Benevento.
Sono giovani sfortunati quelli che sono andati via perché non hanno mai avuto tra i loro parenti un consigliere comunale.
Se così fosse stato, sarebbero rimasti qui spartiti tra Asia, Provincia, Gesesa e così via.
Ma l'unica cosa che non si può smentire è lo stato civile.
Se è moglie è moglie e basta.
E qui subentra la questione morale.
Poi c'è il sistema degli appalti.
E dunque è cosa utile mettere insieme chi chiede di voltare pagina.
Ma vi candidate voi, ci è stato chiesto?
No, neanche se fossero venuti i miei genitori dall'altro mondo a chiedermelo.
Osservo però, citando Plutarco, che le guerre si vincono con le lance dei giovani e con i consigli e la saggezza dei vecchi.
Per quanto riguarda il candidato a sindaco penso che la scelta debba ricadere sulle primarie.
Qui in questa città ho vissuto 73 anni e non me ne sono mai allontanato e quindi la conosco bene come nessun altro e posso dire che chi sarà sindaco il prossimo anno troverà un disastro, soprattutto di ordine finanziario.
Del Basso De Caro ha anche contestato a Mastella la primogenitura sul depuratore.
I primi studi nel 1970 furono di Biggiero.
Oggi lo realizza un commissario di governo e allora come si fa ad intestarsene il merito?
Anche sull'acqua pubblica l'ex sottosegretario ha avuto di chi dire.
E' mai possibile che possa gestire il Servizio Idrico Integrato una società composta da tre Comuni che in totale rappresentano 6mila abitanti?
Tuttavia, nonostante ciò, il sindaco Mastella, su carta intestata, ha designato il presidente di questa società di cui non è neanche socio.
Queste sono cose terribili ma vanno avanti lo stesso e viene così appaltato il servizio per 27 anni per gestire peraltro circa 1 miliardo di euro di risorse.
Diciamo allora, ha concluso Del Basso De Caro, che ad oggi parte una campagna di ascolto con la nascita di un comitato civico di liberazione.
A questo punto ha ripreso la parola Viespoli per affermare che oggi è Francesco De Pierro che sostiene Mastella sindaco in quanto è quello che ha spostato il segmento del centro sinistra per gestire l'acqua, Sannio Europa, l'Asi, facendoci capire che il consenso è dato dalla politica della sommatoria e del notabilato.
E' questo un sistema che ha la sua cultura nella costruzione del consenso.
E questa è invece una città che ha bisogno di chi fa sintesi.
Occorre un patto delle aree interne della Campania per spostare anche gli equilibri delle persone da un territorio ad un altro.
Qui invece è tutto all'inverso.
Viespoli, riguardo la questione dell'acqua gestita da Sannio Acque, ha detto che dobbiamo aspettarci di avere una bolletta impazzita.
Siamo alla inaugurazione della stazione senza treni, al servizio idrico senz'acqua ed è proprio quello che vuole Mastella.
Avrà salvato per 4 volte Villa dei Papi ma nessuno se ne è accorto.
Quando Sandro D'Alessandro sindaco della città e Carmine Nardone, presidente della Provincia, acquistarono Villa dei Papi venne in essa insediato l'Isfol, Istituto statale, con 15 nuovi posti di lavoro, tutte intelligenze locali. E questa fu una gara che io vinsi da sottosegretario di Stato.
Sembrava alla mia epoca un tassello importante dopo l'avvento dell'Università, invece da quando Mastella è sindaco essa è chiusa.
La verità è che il futuro di questa città è già passato.
Non sono candidato a nulla ma nessuno può impedirci di pensare.
Quanto a questo segretario nazionale di un partito che non c'è, mi sembra di rivedere Bracardi, quella macchietta, senza offesa per Bracardi, ogni volta che si richiama ad essere segretario nazionale di un partito, ha concluso Viespoli.
L'ultimo intervento è stato di Umberto Del Basso De Caro il quale ha detto che bisogna descrivere una traiettoria e credere in essa.
La realtà è che abbiamo perduto centralità mentre bisogna agganciarsi a prospettive serie per le nostre piccole comunità, quelle del Sannio e dell'Irpinia.
Per noi i collegamenti ferroviari sono indispensabili ed è necessario anche un censimento degli alloggi pubblici da riqualificare ed a Benevento ce ne sono tanti.
Bisogna riqualificare anche le periferie, quelle vere.
Capodimonte non lo è, è divenuto solo un dormitorio.
Bisogna poi recuperare l'idea di Città-Cultura.
Manca solo che si vendano noccioline dinanzi al Teatro Romano e siamo apposto.
C'è necessità di rivalutare i nostri fiumi innanzitutto ripulendoli cosa che non si fa da tempo immemorabile. Sono il segno distintivo della nostra città.
Il letto del Sabato è talmente ingovernato che si potrebbe girare in esso un film di guerriglieri della savana per come è ridotto.
Bisogna chiamare all'intervento le Associazioni nate spontaneamente sui vari argomenti.
Non vogliamo statue equestri in città.
Questa è una città, strana, con un'abbondante area grigia di persone che non si espongono e aspettano solo come andrà a finire.
Bisogna fare di tutto per vincere anche questa brutta abitudine.
Stamane, ha concluso Del Basso De Caro, non è una riunione per lanciare una candidatura ma solo per perseguire su un metodo che va esportato che è quello della discussione.
A proposito di ciò, non ho mai visto che tutti i vincitori dei concorsi siano parenti di amministratori pubblici.
Un fatto gravissimo, questo.
Uno ci può stare, due pure ma 33 è un po' troppo, vuol dire che è un sistema.
Il collega Colarusso a proposito delle accuse mosse da Viespoli ai giornalisti, generalizzando, non ha negato che il fenomeno esista ma dire che per tutti è così è profondamente sbagliato e soprattutto è errato non individuare la figura giusta di questo stato di cose.
Essa non è il giornalista ma l'editore.
Di puro a Benevento non ce ne sono (Viespoli, bontà sua, ha indicato noi con il gesto della mano).
Ci sono editori che hanno altri interessi che cercano di raggiungerli attraverso l'editoria e in questo il giornalista deve barcamenarsi.