Un tiepido raggio di tranquillità, mi ha permesso, anche se per breve tempo, di accodarmi alla folta schiera dei vacanzieri stanchi, scrive Peppino De Lorenzo all'esito di una estate oramai conclusa

Un tiepido raggio di tranquillità, mi ha permesso, anche se per breve tempo, di accodarmi alla folta schiera dei vacanzieri stanchi, scrive Peppino De Lorenzo all'esito di una estate oramai conclusa

Il caso ha voluto che fossi partecipe di due esperienze veramente belle. Ho anche cercato di rivivere i tempi in cui l'informazione cartacea ci accompagnava anche sulle spiagge sconfiggendo, in questo modo, l'ozio che era vieppiù avvertito da quanti, nella quotidianità, hanno una vita frenetica

Questa domenica, Peppino De Lorenzo non si sofferma, come di consueto, su personaggi ed eventi che interessano la nostra comunità, ma descrive sue esperienze personali, intensamente vissute, di recente, nel corso delle ferie.
Dalle stesse emerge, senza dubbio, l'insostituibile funzione per lui della carta stampata, è ben nota, in proposito, la passione di De Lorenzo per il giornalismo, nonché l'intenso legame con la sua terra di origine, nello specifico, Benevento.
"Dopo un intenso anno dedicato ad alleviare la quotidiana sofferenza umana, malgrado la stanchezza che, ad un tratto, ha avuto il sopravvento, situazioni particolari, d'improvviso, hanno quasi visto sparire le tanto attese ferie.
Poi, un tiepido raggio di tranquillità, mi ha permesso, anche se per breve tempo, di accodarmi alla folta schiera dei vacanzieri stanchi.
Il caso ha voluto che, senza volerlo, fossi partecipe di due esperienze, per me belle, veramente belle.
Vi è in noi tutti una tendenza, quasi naturale, che ci induce a guardare il progresso della vita.
Infatti, spesso il ricordo rappresenta un atto inevitabile in quanto la memoria agisce quale bussola regolatrice delle nostre emozioni.
Viviamo in un mondo in cui le informazioni viaggiano con velocità, diversamente dal passato, e, per questo, le apparenze spesso possono ingannare.
Tutto questo evidenzia, qualora ce ne sia bisogno, il declino del nostro Paese, nonchè la scadente qualità dell'informazione stessa.
Prima dell'avvento di internet esisteva il giornale, oggi caduto, purtroppo, in disuso.
Giunto nella sede destinata alla fugace vacanza, volutamente, ho cercato di rivivere i tempi in cui l'informazione cartacea ci accompagnava anche sulle spiagge sconfiggendo, in questo modo, l'ozio che era vieppiù avvertito da quanti, nella quotidianità, hanno una vita frenetica.
Mi è stato difficile, a dire il vero, reperire una edicola, ma, in ultimo, ho colpito nel segno.
E' stato così che, al mattino, dopo essermi rifornito delle copie delle varie testate, ho rivissuto tempi oramai lontani, mentre tutti, intorno a me, facevano un uso smodato dei cellulari.
Sono apparso, ne sono convinto, quale vecchio esemplare di una fauna in via di estinzione (nella foto di apertura, De Lorenzo, in spiaggia, intento alla lettura dei quotidiani).
Ritornare in edicola, avvertire, come un tempo, l'inconfondibile odore della stampa, mi si creda, è stata una esperienza bella, veramente bella.
L'edicolante, intuita la mia passione, al mattino, mi ha fatto trovare le copie delle testate in precedenza commissionate.
Un giorno gli ho detto, dopo avere osservato i giornali a me destinati custoditi alla rinfusa: "Cortesemente, la ringrazio per la premura, ma non li faccia sciupare. Era questa una richiesta che Enzo Biagi ripeteva a chi, quotidianamente, gli portava i giornali a casa".
Il mio interlocutore, prima mi ha guardato stupito, poi, ha compreso ed ha assecondato la mia richiesta.
L'informazione, attraverso i mezzi odierni, è, certamente, più spedita, ma, d'un tratto, ha favorito lo smarrimento di una consolidata tradizione, accompagnando noi tutti nell'era tecnologica.
La vacanza, poi, non mi ha concesso solo questa esperienza, ma anche un'altra, non meno significativa, almeno per me.
Sono in tanti, come si sa, a non gradire, trovandosi fuori sede, l'incontro con i conterranei.
E' questa una convinzione comune. Personalmente, non sono di questo parere. Lo confesso.
Non sarei affatto capace di vivere in un luogo diverso da Benevento che è sempre presente in ogni azione della mia vita.
Un personale legame con la città che non riuscirei mai a spezzare.
Benevento è la mia vita, la famiglia, una quotidiana appartenenza. Rappresenta il mio essere.
Nella mia sede di vacanza c'erano tanti beneventani.
Ho, infatti, incontrato pazienti curati anni fa, tantissimi lettori di "Gazzetta" e non poche persone, fino ad allora, a me sconosciute.
Uno dopo l'altro, a sera, abbiamo deciso di incontrarci e stare insieme.
Il numero dei partecipanti è cresciuto di ora in ora (nella prima, seconda e terza foto in basso).
Ad un tratto, i bambini mi hanno invitato nella piscina loro destinata.
Abbiamo così giocato insieme e, complice la moglie di un noto funzionario bancario, qui a Benevento, una donna di una dolcezza sconfinata, che non avevo mai conosciuto prima, quest'ultima mi ha convinto ad usare un gioco acquatico (nella quarta foto in basso).
Peccato che i miei nipoti fossero all'estero con i genitori e non sono stati partecipi delle nostre monellerie.
Mi sono sbizzarito ed ho fatto il nonno.
Tutta la stanchezza accumulata nei mesi addietro si è sciolta come neve al sole.
In questo momento, attraverso "Gazzetta", ringrazio i tanti concittadini che mi hanno inondato di affetto spontaneo rendendo per me lieta una vacanza partita male".

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