Sul rinvio della mensa scolastica cittadina, interviene anche Rosario Ricciardi, responsabile provinciale della Lega Benevento con delega allo Sport
Sul rinvio della mensa scolastica cittadina, interviene anche Rosario Ricciardi, responsabile provinciale della Lega Benevento con delega allo Sport.
"Sulla mensa scolastica - scrive - è arrivato il momento di fare chiarezza.
Questa mattina, accompagnando mia figlia a scuola, ho raccolto il malumore e le preoccupazioni di diversi genitori.
Un disagio che comprendo e condivido non soltanto come responsabile cittadino politico, ma prima ancora come padre.
La comunicazione arrivata nelle ultime ore, con il rinvio del servizio di refezione previsto per il 6 ottobre, rende ancora più necessarie risposte precise.
Alle famiglie sono stati chiesti adempimenti, scadenze, iscrizioni attraverso il portale, documentazione, Isee.
E' stato chiesto loro di organizzarsi per tempo e rispettare tutte le procedure previste per accedere al servizio.
E' quindi del tutto legittimo aspettarsi, dall’altra parte, la stessa puntualità, la stessa capacità organizzativa e soprattutto comunicazioni chiare e tempestive.
Invece mettiamo in fila i fatti.
Il 12 settembre, con circa 1.500 iscritti, veniva annunciato pubblicamente che il servizio sarebbe partito regolarmente il 6 ottobre, assicurando la capienza necessaria.
Nella stessa occasione si parlava anche di un progetto di adeguamento del centro di cottura da sottoporre al vaglio degli uffici comunali e dell'Asl.
Il 18 settembre si affrontava perfino il tema di ulteriori 100 pasti per le domande fuori termine.
Ancora il 1° ottobre, a cinque giorni dalla partenza annunciata, veniva manifestata fiducia nella possibilità di soddisfare anche le ulteriori richieste.
Oggi, 5 ottobre il quadro cambia completamente: l'avvio previsto per domani viene rinviato.
E' questa successione di comunicazioni che lascia perplessi.
Se fino a pochi giorni fa si ragionava addirittura su come ampliare ulteriormente il numero dei pasti, è legittimo chiedere su quali verifiche concrete fossero fondate le rassicurazioni fornite alle famiglie.
Qui non si tratta di utilizzare una difficoltà per fare polemica. Ma amministrare significa programmare, verificare per tempo e assumere impegni soltanto quando esistono le condizioni per rispettarli.
Quando si arriva alla vigilia dell'avvio di un servizio essenziale e si è costretti a rinviare a data da destinarsi, è evidente che nella programmazione qualcosa non ha funzionato.
Richiamo, poi, l'attenzione sulle verifiche relative al centro di cottura.
Se esistono rilievi dell'Asl, credo sia giusto che vengano chiariti con trasparenza.
Vogliamo sapere quali siano, quali interventi siano stati richiesti e se siano state create tutte le condizioni per garantire regolarmente il servizio.
Non si tratta di alimentare paure, ma di dare alle famiglie informazioni certe su un servizio che riguarda ogni giorno i nostri figli.
Quello che preoccupa è una gestione che, almeno alla luce della sequenza degli ultimi giorni, sembra procedere attraverso continui aggiustamenti invece che sulla base di una programmazione definita in anticipo.
Prima la certezza della partenza, poi i pasti aggiuntivi, poi la fiducia di poter soddisfare tutti e infine, alla vigilia, il rinvio senza una nuova data. Le famiglie hanno diritto di capire cosa sia accaduto nel frattempo.
Per questo chiediamo che venga spiegato con chiarezza cosa abbia determinato il rinvio, quali siano oggi le reali condizioni del centro di cottura e soprattutto quando il servizio potrà effettivamente partire con tutte le garanzie organizzative e igienico-sanitarie necessarie.
Lo dico soprattutto da padre. Le famiglie devono essere informate e avere il tempo di organizzarsi.
Hanno quindi diritto a istituzioni che programmino, comunichino per tempo e, soprattutto, dicano con chiarezza quando un servizio può essere realmente garantito.
Non chiediamo promesse: chiediamo certezze e responsabilità".