Si è svolta a Solopaca l'iniziativa "Piantiamo fiori, coltiviamo bellezza!", promossa dalla Pro loco
Un pomeriggio dedicato alla cura del bene comune, alla partecipazione e alla bellezza condivisa.
Si è svolta a Solopaca l'iniziativa "Piantiamo fiori, coltiviamo bellezza!", promossa dalla Pro loco guidata dal presidente, Adele D'Onofrio, con il sostegno dell'amministrazione comunale con il sindaco Pompilio Forgione e in collaborazione con il Sistema Accoglienza e Integrazione (Sai) gestito dalla Cooperativa San Rocco, l'Istituto Comprensivo Telese Terme - Solopaca, l'Associazione Commercianti e l'Associazione Generazione Solopaca.
L'evento ha coinvolto cittadini, famiglie, studenti, associazioni e i ragazzi del progetto Sai in un percorso simbolico e concreto di valorizzazione del centro storico attraverso la sistemazione di fioriere e la cura di alcuni angoli del paese.
Un'iniziativa che ha trasformato strade e piazze in luoghi di incontro, partecipazione e condivisione.
Il pomeriggio si è aperto con il raduno e l'inaugurazione del progetto in largo Onofri, per poi proseguire tra piazza San Martino e piazza Castello con la piantumazione dei fiori insieme ai ragazzi del Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi, agli studenti dell'Istituto Comprensivo e ai beneficiari del Sai.
"Piantiamo fiori, coltiviamo bellezza" nasce dall'idea che la cura degli spazi pubblici possa diventare strumento educativo, occasione di inclusione sociale e motore di cittadinanza attiva.
Un messaggio forte, condiviso dalle realtà associative e istituzionali coinvolte, che hanno scelto di unire energie e sensibilità diverse per restituire valore agli spazi comuni e rafforzare il senso di comunità.
Particolarmente significativa la partecipazione dei ragazzi del Sai, protagonisti insieme ai giovani del territorio di un'esperienza capace di abbattere distanze e costruire relazioni attraverso gesti semplici ma carichi di significato.
Tra fiori, colori e vicoli del centro storico, Solopaca ha così lanciato un messaggio chiaro: la bellezza può diventare linguaggio universale di integrazione, rispetto e appartenenza.