Roberto Costanzo ci ha lasciati. Nella sua San Marco dei Cavoti ha trascorso le ultime ore in serenità come ha fatto nella sua intera vita dedicata alla sua terra, il Sannio, che amava tanto

Roberto Costanzo ci ha lasciati. Nella sua San Marco dei Cavoti ha trascorso le ultime ore in serenità come ha fatto nella sua intera vita dedicata alla sua terra, il Sannio, che amava tanto

Come si fa a descrivere e raccontare la sua vita da protagonista senza trascurare o dimenticare tratti importanti della sua esistenza. Siamo stati onorati di averlo ospitato per tanti anni sulle colonne di "Gazzetta". Era il decano di noi giornalisti, iscritto all'Ordine nel 1970. Autore anche di tanti libri. Il primo fu "La Campania non finisce a Capodichino"

Circondato dall'affetto dei suoi cari si è spento Roberto Costanzo di 96 anni.
Ne danno il triste annuncio i nipoti Costanzo, De Sciscio e Petretti, gli adorati pronipoti, l'affettuosa Giorgina ed i parenti tutti.
Le esequie muoveranno lunedì prossimo 10 agosto, alle ore 9.30, dalla casa dell'Estinto a via Roma 49, per poi giungere alla chiesa Madre di San Marco dei Cavoti dove sarà celebrato il rito funebre.
"Gazzetta di Benevento" porge alle famiglia Costanzo, sentite condoglianze.

Non ce l'ha fatta a superare il brutto momento riguardante la sua salute che lo aveva colpito già qualche mese fa.
Poi sembrava che la sua forza di volontà fosse superiore e più potente della malattia ma ad un tratto tutto si è complicato ed è stato affidato per un bel po' di giorni alle cure dei medici dell'Ospedale "Rummo" fino a quando se ne era tornato nella sua San Marco dei Cavoti dove, ci ha detto nel breve colloquio telefonico che abbiamo avuto con lui lo scorso 3 agosto, stava più fresco e respirava meglio.
Vienimi a trovare hai capito? Ti aspetto a San Marco, ci aveva detto.
Poco fa la notizia.
Roberto Costanzo (foto), 96 anni, ci ha lasciati.
Come si fa a raccontare di un personaggio della nostra terra che ha tenuto a cuore il suo territorio sin da giovanissimo...
Ci ha sempre detto che al discorso di De Gasperi del 1946 dalla loggia del Palazzo del Governo a Benevento, lui era già lì, lì sotto.
E' stato il primo ad utilizzare la fotografia sui santini elettorali e lo fece per le elezioni alla Provincia dove fu eletto e ne divenne assessore, all'Agricoltura, ovviamente.
Poi nel 1970, non molti anni dopo, quando era già ai vertici della potente Coldiretti di Mario Vetrone, fu candidato ed eletto nel primo Consiglio regionale della Campania e gli fu affidato l'assessorato all'Agricoltura.
Ancora, Costanzo è stato per due mandati (era della opinione che non si dovesse abusare nel rimanere in carica in un determinato ruolo e comunque mai per più di due mandati) anche parlamentare europeo nel Partito Popolare.
Due mandati anche alla Camera di Commercio nel centenario dalla fondazione.
Siamo stati di una superficialità sconvolgente perché non abbiamo per nulla accennato al suo ruolo nella politica cittadina e provinciale ai vertici della Democrazia Cristiana, quella di Mario Vetrone e neanche abbiamo parlato del suo ruolo nella Coldiretti e nella Confcooperative.
La città, il territorio, perde un personaggio notevolissimo della sua storia.
Ci lascia tanti suoi libri. Il primo fu "La Campania non si ferma a Capodichino" e già nel titolo c'era tutta la sua storia ed il suo convincimento del ruolo che avrebbe dovuto giocare il Sannio.
Non ha fatto mai mancare il suo pensiero e fino all'ultimo ci ha inviato i suoi articoli che noi abbiamo pubblicato sempre nella certezza di fare certamente una cortesia a lui, al vecchio giornalista, decano dell'Ordine a Benevento (iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti dal 1970), ma soprattutto ai suoi tanti lettori che non lesinavano anche commenti sempre molto lusinghieri e profondi ai suoi scritti che invocavano sempre rispetto ed attenzione per il nostro territorio.
Ci mancherà molto Roberto Costanzo.
Nello scrivere queste poche parole non abbiamo nessun ritegno a dire che è ben difficile fermare le lacrime che ci solcano il volto.
Avvertiamo la stessa sensazione di quando avemmo la ferale notizia della dipartita di Mario Boscia, di Gianni Vergineo, tutte colonne portanti di "Gazzetta".
Oggi scricchioliamo.
Un altro grande supporto è andato via per sempre.
A noi il compito non facile di non farlo dimenticare.

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