Questa volta parliamo di una piccola statua in bronzo che, spesso, ai più passa inosservata. Si tratta del Bambin Gesù di Praga, collocata di fianco alla chiesa di San Filippo Neri
Questa volta parliamo di una piccola statua in bronzo che, spesso, ai più passa inosservata.
Si tratta del Bambin Gesù di Praga (nelle ultime due foto in basso rispettivamente in bronzo ed in ceramica), collocata di fianco alla chiesa di San Filippo Neri.
La statua fu inaugurata il 22 dicembre del 1968, dopo essere stata benedetta dall'arcivescovo Raffaele Calabria (nella foto di apertura con al suo fianco a destra don Ilario Gallucci, suo segretario, poi primo parroco di San Gennaro e nella prima foto in basso ndr).
A realizzarla era stato un famoso scultore napoletano, Antonio Lebro (nella ottava foto in basso), noto come lo "scultore degli angeli", soprannome che gli era derivato dalla partecipazione alla ricostruzione dell’abbazia di Montecassino per la quale scolpì nel legno diversi angeli alti circa 3 metri ciascuno.
Lebro era nato a Napoli nel 1929 ed è da poco scomparso, nel 2022, all'età di 93 anni.
In realtà, la vera protagonista di questa storia è suor Raffaellina Borruto (nella seconda foto in basso), morta anche lei in età molto avanzata, a ben 103 anni.
Nacque in provincia di Reggio Calabria nel lontano 1904, e seguì presto la vocazione religiosa prendendo i voti nell’ordine delle Suore di Carità di Santa Giovanna Antida Thouret.
Nel 1926 fu mandata a Benevento, nel convento di San Filippo.
Qui trovò una statuina di un Bambin Gesù con la testa staccata. Si affezionò a questa statuina, pur non conoscendone la storia. Ma la statuina del Bambino andò persa nei bombardamenti del 1943.
Alla fine del conflitto, suor Raffaellina, divenuta superiora, andò a Napoli per acquistare un Bambino simile, se non uguale, a quello perso nei bombardamenti. Fu così che, seguendo varie indicazioni, giunse nello studio dello scultore Antonio Lebro, e qui scoprì che la statua che lei cercava era quella venerata a Praga.
Ne ordinò una copia, che giunse a Benevento nel 1950 per essere collocata, dopo altre traversie, nell’altare maggiore della chiesa di San Filippo.
La fama di questa statuina iniziò ben presto a diffondersi, così che il culto si allargò presto oltre la città.
Si giunse alla decisione di farne una replica, questa volta in bronzo, di quel Bambin Gesù, per essere collocata all'esterno della chiesa (nelle foto terza e quarta in basso).
Il piccolo monumento, per la parte strutturale e basamentale, fu progettato dall'architetto Vincenzo Miccolupi.
Di questa inaugurazione, avvenuta come detto il 22 dicembre del 1968, rimane la documentazione fotografica di Valerio Gramignazzi Serrone, grande devoto del Bambino di Praga, al quale ha anche dedicato alcuni libri.
Il monumento fu scoperto da suor Maria Paola Bolis, superiore provinciale delle Suore di Carità.
La statua originale di Praga raffigura Gesù in abiti regali con un globo e una croce, mentre benedice.
La statua è in realtà un manufatto di provenienza spagnola, realizzata nel XVI secolo, da un artista rimasto sconosciuto.
Fu portata in Boemia da Maria Manrique de Lara, che la donò alla figlia Polissena von Lobkowicz.
Nel 1628 la principessa Polissena regalò l'immagine ai Carmelitani Scalzi e da allora è custodita nella chiesa di Santa Maria della Vittoria nel quartiere di Malá Strana a Praga.
La fama di questa statuetta praghese (che tra l’altro è alta solo 45 centimetri) si diffuse nel mondo, grazie soprattutto ai Carmelitani Scalzi, l’ordine fondato da Santa Teresa d'Avila e San Giovanni della Croce.
In Italia il culto è presente soprattutto nel Santuario carmelitano di Arenzano, vicino Genova.
Qui a Benevento, come sopra raccontato, il culto si radicò quasi per caso, ma di fatto ha preso un significato così ampio, da eclissare del tutto il culto originario per la quale la chiesa e il convento erano nati, ossia quello di San Filippo Neri.
La chiesa, infatti, era nata a spese dell’arcivescovo Vincenzo Maria Orsini, da sempre grande devoto di San Filippo.
Tuttavia il culto del Bambin Gesù ha forse intercettato una diversa sensibilità, quasi una vera e propria vocazione del sito.
Il convento era stato, per oltre due secoli, il principale orfanotrofio della città, che aveva assorbito in sé anche quello femminile dell’Annunziata e quello maschile intitolato a Vittorio Emanuele III, che prima aveva sede in Santa Sofia.
Non solo.
A pochi metri sorgeva, ed è stato attivo per secoli, il cimitero degli infanti, dal quale derivò il toponimo “morticelli” che è ancora in uso da molti beneventani.
Forse il culto del Bambin Gesù, in questo luogo, era quasi dovuto.
Concludiamo con una singolare coincidenza. Poste Vaticane, come era consuetudine da decenni, emise una serie di francobolli "natalizi" e in quel 1968, la seria filatelica scelta per il Natale raffigurava proprio il Bambin Gesù di Praga (nella settima foto in basso).
Fu disegnata da una singolare e bravissima artista polacca: Kazimiera Dabrowska.
I francobolli entrarono in circolazione proprio quando a Benevento fu inaugurata la piccola statua in bronzo del Bambin di Praga, plasmata e fusa da Antonio Lebro.
Prima di concludere, rimane da segnalare che l'abbandono del convento da parte delle suore, nonché le successive vicende giudiziarie che hanno travolto la fondazione che gestiva il lato assistenziale, hanno fatto precipitare questo luogo, chiesa compresa, in un declino che diventa sempre più preoccupante.
Sarebbe il caso di dare un'attenzione maggiore al destino di questo complesso, notevole non solo per la sua mole e consistenza, ma anche perché si tratta di una importante pagina della storia di questa città.