Quello che sta succedendo in tema ambientale fa emergere la questione incrociando una serie di altre vicende e problemi nell'ambito di un'area importante e significativa qual è quella del Consorzio Asi. Ci troviamo di fronte ad una vicenda paradigmatica

Quello che sta succedendo in tema ambientale fa emergere la questione incrociando una serie di altre vicende e problemi nell'ambito di un'area importante e significativa qual è quella del Consorzio Asi. Ci troviamo di fronte ad una vicenda paradigmatica

La magistratura sta indagando da tempo su questa vicenda che, nella dinamica e nella motivazione, appare abbastanza chiara e pone un problema che è quello della tenuta del depuratore di Ponte Valentino. Ma di chi la colpa se ad oggi la città non ha ancora un impianto sufficiente? Chi venti anni fa lo bloccò? Quella che viene raccontata oggi è solo una manipolazione della realtà, afferma Viespoli

Pasquale Viespoli (foto) interviene su questa nuova inquietante vicenda che coinvolge la nostra città.
Stavolta si tratta di attentato all'ambiente.
Qualcuno, sin qui l'ipotesi più accreditata è quella di un cattivo funzionamento dell'impianto di depurazione di Ponte Valentino nell'area del Consorzio Asi, un impianto che, attenzione, è previsto che continui la sua attività anche dopo la realizzazione del nuovo impianto a contrada Scafa e dunque questo mette ancora più ansia perché vuol dire che non andiamo verso la fine definitiva di una emergenza.
Quello che sta succedendo in tema ambientale, ci ha detto Viespoli, fa emergere la questione e lo fa incrociando una serie di altre questioni e problemi nell'ambito di un’area importante e significativa.
Ci troviamo di fronte ad una vicenda paradigmatica.
E lo dico pur sapendo che ormai, su ogni questione, c'è il rischio che si alzi subito una batteria di fuoco per riempire di improperi e di insulti e nella migliore dei casi di essere appellati con la definizione di strumentalità, rispetto a qualsiasi osservazione a qualsiasi riflessione, a qualsiasi forma di dissenso.
E' palese quel che è accaduto, al di là della dinamica precisa dei fatti, nell'Area di Sviluppo Industriale.
In realtà, la magistratura sta indagando da tempo su questa vicenda che, nella dinamica e nella motivazione, appare abbastanza chiara e pone un problema che è quello della tenuta del depuratore di Ponte Valentino.
Parliamo di una struttura autogestita.
C'è un trasferimento di rifiuti che partono e poi ritornano e quando ciò avviene inquinano tutto, dall’area industriale, al fiume.
Questo è il tragitto fatto.
Peraltro, prosegue Viespoli, l'ultima nota del presidente dell'Asi, Domenico Vessichelli, evidenzia che probabilmente si è verificato un problema in relazione al sovraccarico dell’impianto di depurazione.
E le pare questa una cosa da poco?
Che questo accade in un'area che si dovrebbe caratterizzare come una sorta di luogo dove l'agroalimentare spicca in primo piano?
E' evidente che in una situazione attentamente monitorata, tutto ciò che è accaduto non sarebbe dovuto accadere soprattutto in un'area particolarmente sensibile alla questione ambientale e non solo per il problema dei miasmi, ma perché c'è di tutto in quel contesto.
Dall'alluvione del 2015 a scendere potremmo fare mille riflessioni.
Aggiungo poi che le cose si intrecciano nella responsabilità politica perché vai a scorrere l'organigramma e scopri che il depuratore è gestito dalla società Multiservizi che è sostanzialmente una società in house a compartecipazione del pubblico e di soggetti imprenditoriali privati.
In teoria lì si trovano o si dovrebbero ritrovare le competenze necessarie ed importanti sia dell’uno, del pubblico, che dell'altro, il privato.
Ora, al di là della valutazione, un dato invece emerge chiaro.
Ed infatti ho letto che la penultima presidenza della Multiservice era in capo all’attuale assessore alle Finanze del Comune di Benevento, Giovanna Razzano mentre quello attuale, il presidente di questa società è oggi Clemente Massaro, vice sindaco di Frasso Telesino.
Sarebbe interessante conoscere le competenze specifiche di tutti mentre tutto accade nel silenzio mentre la colpa appare essere di chi pone il problema, di chi ne evidenzia il rischio ambientale che si è determinato, di chi ipoteca un futuro in maniera fortemente negativo.
Il dato è uno solo ed è che c’è una questione ambientale dove nessuno finora lo ha affrontato in maniera determinata per individuare non la rappresentazione, ma la soluzione dei problemi.
La responsabilità politica e di governo chiama alla soluzione dei problemi e qui invece si assiste ad un dibattito assente sul terreno concreto e che dovrebbe misurare la qualità delle forze e dei soggetti politici, oltre che di chi governa, ed invece questo dibattito manca ed ogni volta che emerge un problema, il primo schermo che si fa come Amministrazione è quello di dire: Ho fatto tutto ed il tutto va a finire in una sorta di schizofrenia della propaganda reciproca, questo è il tema.
Ed allora, quello che va tratteggiato è: Lo sviluppo di chi dovrebbe occuparsi della gestione di questa vicenda è in capo ad una società che dovrebbe raccogliere il meglio in alleanza tra pubblico e privato ed avere la sensibilità di competenza per affrontare queste questioni ed invece questa Multiservice sembra essere un luogo di transito, di attraversamento e di passaggio da una nomina all’altra.
Saranno anche ultra competenti, ma guarda caso è andata sempre avanti così.
Lo dice la nomina alla presidenza dell’attuale assessore Razzano e da ultimo quella del vice sindaco, Massaro.
Sarebbe interessante anche andare oltre e guardare ai dirigenti e non solo e come si è proceduto alla selezione di ulteriore personale.
In tutto questo c’è poi il tema più complessivo del depuratore, di quello nuovo che finalmente dovrebbe essere realizzato.
Ed allora, si chiede Viespoli con tono deciso, se la città non ha ancora un depuratore, la colpa di chi è?
Chi governava il territorio quando, di fronte ad un progetto approvato in Giunta dall'Amministrazione comunale di Sandro D'Alessandro, in sede di Conferenza dei Servizi ci furono due opposizioni, due ostracismi posti in essere con determinazione dalla Provincia e dall'altro soggetto che fu l'Arpac, agenzia regionale, con argomentazioni risibili dal punto di vista tecnico.
Erano dei No che facevano e fanno immaginare un ostruzionismo a carattere politico che ha deteriorato non solo il blocco dell'iter procedurale per la realizzazione del depuratore ma anche determinato poi il pagamento, a carico del Comune, del tragitto che era stato già fatto in sede dell’indizione dell’appalto.
Il privato che partecipava al progetto, fu risarcito dal Comune con circa 250mila euro e su parere conforme dello stesso incaricato, un noto legale, che riconobbe le buone ragioni dell’impresa.
Chi governava in quel periodo?
Il progetto era della Giunta di Centrodestra di Sandro D'Alessandro ma alla Provincia c’era il Centrosinistra e così all’Arpac.
Da quel momento in poi cominciò una sorta di lungo viaggio che ha attraversato quasi due decenni fino a quando non si è arrivati al commissariamento che sostanzialmente sta facendo di tutto per avviare finalmente il lavoro.
Quindi quella che viene raccontata oggi è solo una manipolazione della realtà, ha concluso Viespoli.
Accade dunque che la città scivoli verso una dimensione di sé assolutamente negativa, problematica.
Benevento diventa una sorta di isola della impunità e quando non c’è confronto, non c’è dibattito, non c’è affermazione rapida del diritto violato, prevalgono le oligarchie o le monocrazie.
Ed in ultimo, come quando il notaio conferma: Chi hanno poi nominato nel direttivo del Consorzio Asi in sostituzione di Gazzella, marito dell'assessore regionale all’Agricoltura, Serluca?
Mino Mortaruolo, già consigliere regionale del Pd.
Questo è il sistema di alleanze di Mastella, che non è un isolato come vuole far credere.
Ha pezzi di classe dirigente di diversa provenienza che diventano mastelliani con Mastella.
Questo è il sistema.

Argomenti