Quattro ore e mezza di Consiglio comunale per giungere a parlare dell'impianto di Biomasse a località San Domenico e del depuratore dell'Asi dopo l'inquinamento del Calore
La seduta del Consiglio comunale con un ordine del giorno così corposo, non certamente valutandolo dal numero degli argomenti posti all'ordine del giorno, non poteva che essere "frizzante" ma tra maggioranza ed opposizione continua a non esserci un minimo di dialogo e il fossato è stato scavato di un altro po'.
La nostra opinione, molto personale, è che quando ci sono argomenti così pregnanti ma anche così vasti per l'evolversi degli eventi e per il tempo trascorso dal fatto alla discussione in Aula, bisognerebbe evitare di sforzarsi di non dimenticare assolutamente nulla dei vari passaggi contestati negli interventi in Aula.
Così facendo si finisce in uno spazio che apparentemente è ampio, perché il tempo dell'intervento è di solito tollerato dal presidente Renato Parente ma spaziando su un vasto terreno di disputa, si fa il gioco della maggioranza che invece andrebbe inchiodata alle sue presunte responsabilità indicandole un solo o massimo due elementi della disputa.
E su quelli chiamarla a rispondere non su un racconto vasto e facilmente eludibile.
La minoranza ha scelto la contestazione puntuale, ma ampia, troppo e le ossa rotte che avrebbe dovuto fare all'Amministrazione Mastella, non sono state da ricovero in ortopedia...
Ovviamente ciascuno gestisce la sua attività amministrativa come meglio crede, ma pensiamo che i comizi vadano fatti in piazza e che non sono utili nell'Aula consiliare.
Uscire dall'Aula poi in segno di protesta non ci è parso essere un gesto politicamente importante.
Ciò detto, passiamo alla lunga cronaca di una seduta che è durata circa 4 ore e mezza con inizio alle ore 10.02 e fine alla 14.25.
Alla chiama del segretario generale Dovetto, hanno risposto in 30 con 3 assenti: Iannelli, Piccaluga e Sguera.
A prendere la parola, prima che si avviasse la discussione sull'ordine del giorno, è stato Luigi Diego Perifano per chiedere la inversione dell'ordine del giorno portando all'inizio i punti 12 e 13, quelli richiesti dalla minoranza.
Non possiamo fare a meno di segnalare, ha detto Perifano, lo sgarbo istituzionale riguardo le richieste dell’opposizione.
Sui problemi che interessano la cittadinanza non ci dovrebbe essere questa pervicace, ostinata, distinzione dei ruoli.
Ogni volta ci troviamo di fronte ad uno sgarbato ostracismo concretizzatosi con lo sfregio di mettere in coda i punti richiesti dell'opposizione.
Questa è insensibilità nei confronti della città e dei suoi problemi.
Il presidente ha cercato di tenere alte le prerogative del Consiglio nel corso di questi anni, ma l'ordine del giorno lo ha firmato lei, ha detto Perifano rivolto a Parente.
Un comportamento scorretto.
Non c'è luna di miele tra il Consiglio comunale e la città.
La protesta e la rabbia dei cittadini si manifesta anche nei confronti dei consiglieri di opposizione.
Prima venivamo informati preventivamente anche della concessione della cittadinanza onoraria, stavolta non c'è stato nemmeno questo gesto di cortesia, ha detto Perifano.
Il sentimento che pervade la opinione pubblica è caratterizzato da un atteggiamento molto scosso.
E' profondamente messo in discussione l’elemento fiduciario tra cittadini e consiglio e questo non riguarda solo la minoranza ma anche la maggioranza.
La vicenda di Santamaria non ha pesato solo sull’Amministrazione in carica, ma sull'intero Consiglio.
La città vuole capire se siamo di fronte ad un fatto isolato o a più episodi di corruzione che diventano sistema.
Il sindaco usa la sua storia anche nei confronti dell'opposizione quasi come un'arma contundente.
Io di questo vissuto politico, ne ho compreso la portata e la importanza, ma forse in questa fase non basta la sua autorevolezza perché la città ha bisogno di segnali diversi, ha concluso Perifano.
Ad intervenire è stato il sindaco Mastella che ha esordito dicendo no, non sono d'accordo con la inversione dell'ordine del giorno.
Nel dialogo tra noi, tra maggioranza ed opposizione, avete detto sempre di no.
Non sono d'accordo poi con l'assunto che il nostro atteggiamento possa colpire negativamente anche la maggioranza a cominciare da me.
L'ultimo sondaggio nazionale mi pone al 60% del consenso della gente, questo vuol dire che so come comportarmi e che questo è apprezzato dagli elettori.
Con un'opposizione poi che fa anche fake news, non ci si può comportare diversamente.
Il riferimento di Mastella è stato all'attacco rivolto all'assessore Cappa per la cartellonistica per il parcheggio posta sul marciapiede della Rocca dei Rettori.
Si è giocato sulla prospettiva dell'immagine. Non è così in realtà.
Tornando alla questione dell'inquinamento, il sindaco ha concluso dicendo che sulla vicenda, nel merito, essa è in mano alla magistratura.
Nessuno di noi vuole i miasmi in città, in quella zona o in altre.
A questo punto c'è stata la votazione per la inversione dell'ordine del giorno.
La votazione è stata di 10 favorevoli e 20 contrari.
E' stato a questo punto che l'opposizione, ad eccezione di Rosetta De Stasio, ha lasciato l'Aula ma non il Palazzo (nella foto di apertura), pronta a rientrare sugli ultimi argomenti in discussione.
In Aula, quindi, con i banchi vuoti dell'opposizione (nella prima e seconda foto in basso), si è dato inizio all'esame dell'Ordine del giorno.
Al primo punto: "Comunicazione del prelievo dal fondo di riserva ordinario e dal fondo di riserva di cassa disposto dall’Organo esecutivo ai sensi degli articoli 166 e 176 del Dlgs numero 267/2000".
C'è stata solo una breve relazione dell'assessore alle Finanze, Giovanna Razzano e l'atto non ha avuto bisogno di essere votata trattandosi solo di una comunicazione.
Poi si è cominciato con i debiti fuori bilancio.
Brevissima, a valere per tutti i due punti, la relazione di Razzano e poi la votazione.
Punto due "Riconoscimento debito fuori bilancio, articolo 194, comma 1 lettera a) Tuel - scheda di rilevazione della partita debitoria numero 14/2026 - sentenza n. omissis/2025 più ordinanza di correzione n. omissis/2026 emesse dal Giudice di Pace di Benevento nel giudizio R.G. n. omissis/2023".
Votazione: 19 favorevoli ed 1 contrario (De Stasio).
Punto tre "Riconoscimento debito fuori bilancio, articolo 194, comma 1 lettera a) Tuel - scheda di rilevazione della partita debitoria numero 16/2026 - sentenza n. omissis/2026 del 17.3.2026 emessa dalla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Benevento, sezione 3 su ricorso R.G. n. omissis/2025".
Votazione, 20 favorevoli, 1 contrario, De Stasio, e un astenuto, Gerardo Giorgione.
Poi si è passati ad altri tre argomenti con una sola relazione fatta dall'assessore Cappa il quale ha evidenziato che i caratteri dei tre argomenti sono molto simili e si riferiscono agli oneri di urbanizzazione, opere primarie e secondarie, realizzate dalle Cooperative edilizie e che poi devono essere cedute al Comune.
Il quarto punto è stato quindi: "Acquisizione aree al patrimonio comunale - Società Cooperativa Edilizia De Gasperi".
La votazione è stata di 20 favorevoli, nessun contrario e 2 astenuti, De Stasio e Giorgione.
Qui De Stasio ha chiesto l'attenzione del presidente Parente in quanto in Aula non c'erano i 20 consiglieri che alla fine hanno votato l'atto.
O rientrano o chiedo la verifica del numero legale, ha detto De Stasio.
Così è stato con Mastella che ha bacchettato i suoi.
Il quinto punto è stato "Acquisizione gratuita al patrimonio comunale - Cooperativa Edilizia Sannio".
Votazione dell'atto, 20 favorevoli, 0 contrari e 2 astenuti, De Stasio e Giorgione.
Il sesto punto è stato: "Acquisizione gratuita al patrimonio comunale - Società Cooperativa Trinità ex Consorzio Case Sannio, Consorzio di Società Cooperative Edilizie a responsabilità limitata".
Votazione della delibera 20 favorevoli, nessun contrario ed 1 astenuto, De Stasio.
Il settimo punto è stato: "Approvazione schema di convenzione per la costituzione di un ufficio in forma associata denominato: "Ufficio Unico per l'efficientamento della gestione delle politiche di coesione", ex articolo 30 Dlgs 18 agosto 2000, numero 267 ss.mm.ii. - Proposta al Consiglio comunale".
Ha brevemente relazionato il vice sindaco De Pierro.
La votazione è stata di 20 favorevoli, nessun contrario ed 1 astenuto, De Stasio.
A questo punto c'è stata, al punto otto, la "Approvazione del nuovo Regolamento per la disciplina del commercio su aree pubbliche".
A questo punto è rientrata in Aula l'opposizione accolta dalla ilarità di Umberto Panunzio, consigliere di maggioranza: Siete stati veloci, ha detto Panunzio.
La relazione è stata dell'assessore Luigi Ambrosone il quale ha tenuto a sottolineare che questo Regolamento sostituisce quello vigente, molto vetusto e sono state recepite le nuove normative e con esse anche la possibilità di partecipare ad avvisi pubblici per avere un posteggio sulle aree pubbliche.
Prima non era possibile ed i mercati si stavano svuotando, ha concluso Ambrosone.
A prendere la parola è stata Marialetizia Varricchio per sottolineare che si fanno cose positive quando si lavora insieme.
Qui però bisogna proseguire per normare anche le feste rionali maggiori.
Il presidente della Commissione, Alboino Greco, ha risposto dicendo: Non mi dimenticherò.
La votazione dell'atto ha visto 30 voti favorevoli, nessun contrario e nessun astenuto e questo risultato ha fatto sottolineare. sempre a Panunzio con aria sfottente, che nelle proposte di Alboino non c'è mai nemmeno uno voto contrario, manco a pagarlo.
A questo punto sono arrivati i tre punti all'ordine del giorno riferiti al riconoscimento della cittadinanza onoraria a tre personaggi della Sanità.
Le relazioni ed i profili di ciascuno sono stati letti dall'assessore alla Cultura, Antonella Tartaglia Polcini (nella quinta foto in basso).
Si tratta di riconoscimenti, ha detto l'assessore, riconosciuti lo scorso agosto in Giunta, a tre personaggi di caratura internazionale.
La cittadinanza onoraria, una delle più alte onorificenze concedibili, non è normata ma è oramai entrata nell’uso comune.
Qui stavolta è concessa a chi si prende cura della vita umana ed è proprio in questi momenti che ciò assume particolare importanza.
A prendere la parola è quindi stato Angelo Moretti il quale ha esordito dicendo che questo è un intervento esimio e siamo onorati di dare questa cittadinanza onoraria ma c’è una patina che è insopportabile.
Si parla di concussione nel caso Santamaria e si parla della Procura; si tratta dell'inquinamento del fiume Calore che ha ucciso tanti pesci e si va alla Procura mentre per la cittadinanza onoraria non si parla.
C’è una città che soffre ma qui non se ne parla.
Il 60% dei Consigli comunali li teniamo sui debiti fuori bilancio.
Oggi parliamo di un inquinamento così importante come il fiume Calore e per questo siamo rientrati nel giudizio della gente come chi non rispetta in nulla relativamente alle cose che interessano la città.
Diamo questa cittadinanza e qui la meritano tutti, ma ne siamo poi degni?
Bisognava parlare prima dell’inquinamento.
Siamo favorevoli ma questi riconoscimenti non sono collegati alla voglia di costruire ed è su quello che vive la città.
Non distribuiamo la medaglia come potrebbe apparire con questi presupposti.
Se non rispettate le urgenze messe in questo ordine del giorno, svilite, con questa dinamica, anche l'importanza di queste cittadinanze e questo si è visto e si è percepito con lo svuotamento dell'Aula mentre l'assessore Tartaglia Polcini parlava degli insigniti, ha concluso Moretti.
A questo punto è intervenuto il presidente Parente il quale ha detto che la discussione c’è e non è stata messa lì, in quel posto dell'Ordine del giorno, per mortificare l’opposizione visto che non è peraltro prevista la pausa pranzo.
E' stato fatto per far sì che la discussione non abbia alcun orario o vincolo temporale e solo per questo l’Ordine del giorno è questo.
L’ho scelta io questa posizione e non c’è responsabilità di altri.
Breve intervento del vice sindaco Francesco De Pierro per dire che si va veloci e siamo qui pronti a stare fino a stasera.
Mi spiace che siano state utilizzate le cittadinanze onorarie per contestare l'ordine del giorno.
Lei a contrada San Domenico però non c’era, noi sì.
Siamo arrivati celermente ai punti che avete sollecitato e che interessano la città. Il suo intervento, ha concluso De Pierro, è dunque assolutamente scollegato dal contesto.
A questo punto, singolarmente sono state votate le tre delibere.
Al punto nove "Conferimento della cittadinanza onoraria al professor Onofrio Antonio Catalano, luminare italiano di fama mondiale nel campo della radiologia".
Votazione: 30 favorevoli, 0 contrari e 0 astenuti.
Punto numero dieci: "Conferimento della cittadinanza onoraria al professor Antonio Iavarone, scienziato italiano e sannita di fama mondiale".
Votazione: 30 favorevoli, 0 contrari e 0 astenuti.
Punto numero undici: "Conferimento della cittadinanza onoraria al professor Marino Scherillo, direttore unità cardiologia Utic con emodinamica interventistica - Azienda Ospedaliera "San Pio" - Benevento".
Votazione: 30 favorevoli, 0 contrari e 0 astenuti.
A questo punto si è entrati nel merito dei due ordini del giorno proposti della minoranza.
Punto dodici "Richiesta di iscrizione urgente all'ordine del giorno "Stato di avanzamento della procedura di uscita dal dissesto finanziario, quantificazione e liquidazione della massa passiva, garanzie per i creditori e riduzione della pressione fiscale locale".
Ha relazionato l'assessore Razzano affermando che la procedura del dissesto è chiusa e il bilancio inviato al Ministero, in attesa delle sue eventuali osservazioni o rettifiche.
Da marzo 25 a dicembre ci sono stati 523 ordini di mandati e si stanno continuando i pagamenti e gli incassi da parte dell'Organismo Straordinario di Liquidazione (Osl).
A prendere la parola è stata Floriana Fioretti, capogruppo del Pd, la quale ha chiesto chiarimenti, una richiesta che nasce dall'imminente chiusura del dissesto.
Bisogna capire anche la situazione debitoria residua.
Si tratta di una scelta non solo tecnica ma anche politica, il dissesto.
Mi auguro non si dica sempre che è colpa di quelli di prima che poi sono gli stessi che oggi fanno parte della maggioranza comunale.
La maggior parte si tratta di espropri, un debito pregresso pagato in larga parte da quelli di prima.
C'è stata una narrazione catastrofica con oltre 100 milioni di debiti, ha proseguito Fioretti.
Una scelta con precisa e forte connotazione politica finalizzata a colpire il passato e costruire un alibi per il futuro.
Il Comune di Benevento viveva una situazione difficile da un punto di vista contabile ma non tale da giustificare una decisione così drastica, ha concluso il consigliere.
A seguire è intervenuto Francesco Farese.
Non è solo una questione contabile, ha detto, perché dietro i 1.400 creditori e le 250 istanze escluse, c’è una città che si muove e quindi è opportuno fare chiarezza.
La massa attiva è superiore alla passiva per oltre 40 milioni di euro e dunque qualche domanda ce la dobbiamo fare.
Ne riconosciamo 23 milioni sui 100 milioni annunciati.
Bisogna poter spiegare a chi è rimasto in attesa.
Ci sono circa 11 milioni di euro in meno tra il vantato e il transatto.
Tutte le partite debitorie sono debiti non dovuti o debiti che non riguardavano l'Osl per 24 milioni.
Questi torneranno poi sul bilancio del Comune?
A quanto ammontano gli importi di chi non ha aderito alle transazioni?
Anche questo ci interessa per capire il nostro futuro finanziario.
Ha risposto l'assessore Razzano: Anche io sono "il dopo" ma sono andata a guardare il bilancio e l'atto di dissesto.
Per i dati che ho studiato il dissesto andava fatto e peraltro questo ce lo può confermare anche Farese che stava in Commissione da consigliere di maggioranza (ma non è così, è stato risposto dall'interessato, non ero ancora consigliere comunale).
Debito transatti 18 milioni e 200mila.
I numeri vanno esaminati ed analizzati.
Sarebbe utile portare la discussione in Commissione, ha concluso Razzano.
Da pagare ci sono ancora 11 milioni di euro e da aggiornare le altre richieste giunte da luglio ad oggi.
Infine è giunto l'ultimo punto all'Ordine del giorno, il punto tredici "Richiesta di convocazione urgente Consiglio comunale aperto articoli 41 e 57 del Regolamento di Consiglio comunale - Miasmi, criticità ambientali e fenomeni di alterazione del fiume Calore".
Megna, nell'illustrare il punto all'ordine del giorno ha detto a De Pierro che lui c'era quando fu approvato il Regolamento del Consiglio comunale e sa bene che l'articolo 57 sancisce che il presidente può indire una seduta aperta.
I pesci morti in quel fiume non avete ritenuto che fossero di primaria importanza e così la nostra richiesta per usufruire dell'articolo 57 per argomenti importanti e cruciali, senza ingolfare il Consiglio.
La nostra richiesta è stata del 26 di luglio.
Sul biodigestore di contrada San Domenico il 28 maggio è stata presentata un'interrogazione che conteneva anche una serie di proposte per lavorare tutti insieme.
Il 18 luglio ci avete risposto solo con un copia e incolla e dunque siamo ancora in attesa di un'operazione verità.
A prendere la parola è quindi stato l'assessore all'Ambiente, Oberdan Picucci.
Finalmente ci siamo e iniziamo la discussione di un argomento di assoluta importanza che va affrontato con chiarezza per arrivare alla verità che non è quella dei social, dell'opposizione, della maggioranza o degli imprenditori, ma quella della magistratura.
Dovevamo fare quello che abbiamo fatto e giungere alla verifica delle segnalazioni da un punto di vista tecnico.
Gli odori li ho sentiti eccome.
Abito vicino al fiume Calore e pensate che non avessi anche io interesse a risolvere la questione?
Il Comune ha una funzione di raccordo ma non competenza diretta senza interessare Asl ed Arpac.
A San Domenico siamo venuti e abbiamo preso l'impegno della rimozione delle criticità odorigene e quello che, quando sarà riattivato, dovranno esserci patti e condizioni dalla Procura, Asl e Arpac prima che ci sia il via libera.
Non siamo contrari a quell'impianto, ha proseguito Picucci, ma tra la imprenditoria e la tutela della comunità noi scegliamo la seconda.
A noi l'argomento interessa non meno di quanto interessi voi.
Bisogna non minimizzare ma nemmeno fare allarmismi.
Ipotizziamo dunque che non sia emerso nulla altrimenti sarebbero stati richiesti al sindaco l'adozione di provvedimenti di tutela della salute pubblica.
Siamo in attesa delle dovute espressioni da parte degli organi competenti, ha concluso Picucci.
Megna ha chiesto che fossero esposti i dati tecnici dal dirigente Perlingieri prima di avviare il suo intervento.
Maurizio Perlingieri è quindi intervenuto per confermare che il Comune non ha competenze e l'agibilità amministrativa di accertamento tecnico ma deve appoggiarsi all'Arpac e all'Asl.
Si possono muovere i sindaci solo in presenza di dati ufficiali.
Disposizione, questa, confermata anche dall'ultima riunione in Prefettura.
La nostra richiesta all'Arpac è precedente alla secretazione.
E qui c'è stato un brutto siparietto tra Perifano e Capuano.
Se ti diverti a fare le macchiette, gli ha detto Perifano, non hai seguito che fino al 13 luglio non era stato fatto nulla.
De Pierro a questo punto ha chiesto a Perlingieri se tutto, non solo le ordinanze, fossero state pubblicate sul sito del Comune e quindi rese disponibili per i consiglieri e la cittadinanza.
Il dirigente prima ha detto di sì ma poi ha modificato dicendo che c'è la possibilità di ottenere tutto ciò che occorre facendone richiesta.
Qui De Pierro ha chiesto a Perlingieri di chiarire e di tornare sull'argomento per appagare Megna.
Qui il consigliere Megna si è ribellata (nella sesta foto in basso).
Non devo essere appagata, ha detto ritenendo offensiva quella frase e ha domandato al presidente Parente di chiedere al vice sindaco di ritirare questa espressione e di scusarsi.
Tutto questo non c'è stato e Perlingieri, richiesto dal presidente Parente, ha proseguito con la lettura della relazione.
Non ci sono dati, ha proseguito il dirigente, in quanto essi sono coperti dal segreto istruttorio fino alla conclusione delle indagini.
E' stata poi revocata parzialmente l'ordinanza di blocco di ogni attività all'impianto di contrada San Domenico, per consentire alla ditta di eliminare le problematiche riscontrate.
Occorre un Tavolo permanente per monitorare ciò che accade.
Perlingieri ha concluso dicendo che ogni attività è stata messa in campo e ci siamo mossi nelle prerogative specifiche dell'amministrazione comunale.
E qui Megna ha chiesto: A che stiamo con lo smaltimento?
Ad intervenire è quindi stato il dirigente alle Opere Pubbliche, Antonio Iadicicco, il quale ha evidenziato che in questa vicenda c'è sempre stata una relazione tra gli uffici del Comune e quelli della Prefettura per i Tavoli tecnici.
Si tenga conto che si è partiti da un impianto che non ha mai comunicato di trasferire le biomasse all'interno del cantiere nelle vasche del biodigestore.
Alle avvertenze degli abitanti sui miasmi, abbiamo attivato tutte le procedure che ci competevano.
Non abbiamo dati ufficiali che quei cattivi odori derivino da quelle biomasse.
Solo l'intelligenza vuole che sia così.
La quantità delle biomasse è notevole.
Qui è intervenuta la Procura che ha dato la possibilità di convogliare le biomasse nella cisterna accelerando così notevolmente i termini.
La cisterna non era però in grado di contenere tutte le biomasse.
Quando abbiamo avuto il cronoprogramma abbiamo provveduto alla sospensione dei lavori che non fossero correlati solo al trasferimento delle biomasse.
I dati ufficiali non possono cambiare le carte in tavolo.
I Vigili Urbani in quel momento non hanno avvertito nessun cattivo odore, non potevano relazionare diversamente, ha concluso Iadicicco.
Angelo Moretti ha detto di non essere soddisfatto di queste relazioni del nulla.
Abbiamo ricevuto un danno irreversibile.
La Pubblica Amministrazione non solo deve basarsi sulla efficienza ma anche sulla efficacia del suo agire.
La vostra difesa di ufficio fa ridere.
Avete messo le sbarre appena i buoi sono scappati.
Ci dovete dire cosa avete fatto prima che si verificasse il danno.
Vorremmo capire cosa sia mancato nella pubblica amministrazione.
Questo continuo rimpallare penso non soddisfi neanche voi.
Bisogna capire quali sono i sistemi fallaci.
Questo è stato un Consiglio stucchevole.
Bisognava dire oggi cosa stiamo facendo per fare in modo che non accada più, ha concluso Moretti.
Giovanna Megna ha sottolineato la mancanza di trasparenza dei documenti amministrativi.
Gli atti non sono affatto pubblici ci ha detto il dirigente e neanche le vecchie ordinanze ora sono più visibili.
Qui non celebriamo processi ma cerchiamo di capire cosa non abbia funzionato nei processi per fare in modo che non accada più.
L'impianto di biometano il Comune lo ha autorizzato correttamente come da procedura 23 agosto 2023 ma non è vero che l'Urbanistica abbia mai dato parere negativo.
Solo la Provincia ha dato un parere negativo e voi siete venuti a dirci oggi che non sapete nulla.
Come sono arrivate lì quelle 17mila tonnellate di biomasse?
L'urbanistica sa che non c’è neanche il collaudo dell'impianto?
Questo signore è autorizzato o no a stoccare le biomasse?
Lo sapete che vi è stato detto, per iscritto, che in meno di 83 giorni non ci sarebbe stata la possibilità di spostare le biomasse?
Ed allora diciamo che è più accettabile dire: Confidiamo che è tutto a posto, ha concluso Megna.
Francesco Farese ha detto che la questione del segreto istruttorio, più volte rimarcata, è vera ma riguarda gli atti d'indagine della polizia giudiziaria e non quelli posti in essere dalla pubblica amministrazione e non su delega dell'autorità giudiziaria.
Il rimpallo delle responsabilità non ce lo possiamo permettere.
Parliamo poi dell'impianto di depurazione consortile nel territorio dell'Asi che il 23 febbraio scorso era già stato messo in funzione emergenziale.
Da un'indagine di autocontrollo del 16 luglio, emerge già che i parametri che superano la normativa sono diversi e che quindi l’acqua depurata non è conforme per lo scarico in fognatura.
Questo ha mandato in tilt il depuratore.
La cittadinanza è ancora in attesa di sapere cosa sia successo in quel fiume Calore e che cosa sia stato fatto e cosa si farà per evitare che il tutto si ripeta, ha concluso Farese.
Luisa Petrone, presidente Commissione Ambiente, ha sottolineato come sia ingiusto parlare di immobilismo e del braccio operativo dell'amministrazione comunale.
E' stato fatto tutto il possibile di concerto con le autorità competenti e ci si è mossi in un perimetro tracciato.
Antonio Picariello, rivolto ai pochissimi componenti del pubblico tra cui il presidente del Comitato San Domenico, ha detto che l'amministrazione comunale sta sul pezzo, state tranquilli.
Mi è sembrato di stare in Regione Campania.
Mi sarei aspettato da Megna che interessasse il suo assessore regionale alla Protezione Civile, Zabatta...
Non scappiamo ma non vogliamo che si scarichino le responsabilità su chi non ne ha.
La parola è quindi passata nuovamente a Perifano il quale ha sottolineato che il problema è sulla tenuta dell'impianto e dei sistemi di sicurezza.
Non è corretto dire che il Comune si è sempre opposto agli impianti è il contrario come ha dichiarato nella Conferenza dei Servizi.
La procedura è stata abbastanza improvvisata.
C'è Procedura Autorizzativa Semplice, Pas e Pas.
Un impianto di quel genere è fortemente impattante e quindi le verifiche della compatibilità dell'impianto rispetto anche al territorio sito su cui incide, vanno fatte.
Se il titolare della procedura Pas è il Comune, esso è anche il depositario dei controlli.
Verificate voi se sono stati esercitati i controlli e se le tutte le prescrizioni dell'Arpac sono state effettivamente osservate.
Il surplus del biodigestore è stato affidato per lo smaltimento al depuratore consortile di Ponte Valentino causando danni concreti al fiume Calore il 25 luglio visto che l'impianto di depurazione non è stato in grado di gestire tutto.
Il 23 luglio il Comune era stato messo in condizione di conoscere le criticità dell'impianto di depurazione che l'Arpac definiva sotto stress.
Qualcuno si è preso la briga di capire cosa stesse succedendo?
Il campanello d'allarme è suonato.
Chi non lo ha sentito e chi non si è attivato per fare in modo che ciò che è poi successo non avvenisse?
Qui non ci possono essere né omissioni e né indulgenze, ha concluso Perifano.
L'ultima parola, in assenza del sindaco Mastella, è toccata al vice sindaco Francesco De Pierro il quale ha sottolineato, in un lungo intervento di quasi una mezz'ora, che gli atti non sono stati carenti, sono pubbliche ordinanze e sono state caricate sul sito del Comune in maniera tempestiva.
Dovete pubblicare tutto ciò che è possibile.
Noi abbiamo bloccato ogni tipo di operazione tecnica e di attività edilizia quando sono emersi questi cattivi odori.
Abbiamo interdetto ogni attività all'azienda.
Abbiamo fatto tavoli prefettizi, conferenze di servizi attraverso un coordinamento istituzionale.
Abbiamo che queste biomasse devono essere tolte all'azienda e reiterate tutte le prescrizioni già adottate da questa ordinanza.
L'impianto è ancora sotto sequestro ad oggi.
Ci sono attività investigative ancora in atto.
Abbiamo fatto un controllo tecnico su sversamenti biomasse ed interdetta ogni tipo di operazione tecnica ed edilizia in maniera precauzionale e di cautela fino quando non saranno rimossi i cattivi odori.
La nostra tolleranza, al riguardo, è pari a zero, ha concluso De Pierro.
Alla fine della seduta il presidente Parente ha dovuto fermare Moretti e Megna che chiedevano ancora d'intervenire, seppur per fatto personale, cosa questa che è consentita.
Solo a Megna è stato concesso ma solo per qualche minuto.