Profanata anche la Torre della Biffa, un monumento del XV secolo, con una scritta stupida, "Giusy ti amo", che ha provocato grossi danni

Profanata anche la Torre della Biffa, un monumento del XV secolo, con una scritta stupida, "Giusy ti amo", che ha provocato grossi danni

Nessuno fa niente contro questi delinquenti che hanno distrutto larga parte del centro storico e che ora non disdegnano neanche i monumenti. A quando una frase d'amore o una firma sull'Arco di Traiano? A dopo il restauro? La impunità fa credere che sia possibile continuare a farlo e le Forze dell'ordine stanno a guardare...

La Torre della Biffa è posizionata su via Posillipo e rientra nel comparto storico degli elementi di difesa della città essendo considerata come una torre di guardia della cinta muraria cittadina a strapiombo, peraltro, sulla via d'acqua rappresentata dal fiume Calore.
Gli storici la fanno risalire al XV secolo, altri ancora prima, al periodo longobardo.
Non è mai stata interessata, a nostra memoria, da definitivi lavori di recupero, è stata trascurata fino a che è divenuta una vera e propria colombaia.
E questo ha fatto ritenere a qualche delinquente che, probabilmente, poteva permettersi di profanarla con una scritta stupida "Giusy ti amo" che la deturpa e che l'ha danneggiata fortemente.
Non è possibile continuare ad accettare l'imperversare di questi delinquenti che stanno distruggendo con le loro scritte larghissima parte del Centro Storico e ora anche i monumenti (a quando una dichiarazione d'amore sull'Arco di Traiano? A dopo il restauro?).
Nessuno se ne prende cura.
Non è possibile che nessuno veda niente anche perché per fare una scritta occorre tempo soprattutto quando questa è molto elaborata e piena di colori.
Le Forze dell'ordine, a cominciare dalla Polizia Municipale, che non ci risulta abbiamo mai predisposto un piano con l'intento di pizzicare gli imbrattatori, guardano da un'altra parte eppure tempo fa ci fu detto che si conosceva il nome del più intraprendente degli imbrattanti profanatori.
Noi abbiamo pubblicato una foto, da lontano, mentre la scritta veniva praticata.
Niente. Come se nulla fosse successo.
E così l'impunità, per questo reato (perché questo è un reato) come per gli altri molto più gravi, fa credere che sia possibile continuare senza subire conseguenze e si persevera (nelle foto in basso una veloce carrellata di come stanno messe le facciate di taluni palazzi del Centro Storico, molte delle quali appena ritinteggiate).
La Soprintendenza che dice?
Come tutela il suo, il nostro patrimonio?
Il prefetto chi aspetta a convocare un Comitato per l'Ordine e la Sicurezza su questo specifico problema?
Si ha contezza di che danno subisce il proprietario di un immobile quando gli viene imbrattata la facciata di un suo stabile magari appena rifatta?
Forse no. Ci si risente solo se la vicenda tocca i propri beni.
Quelli del resto della collettività, non contano.
E allora avanti così.
Vergogna per chi lo fa ma vergogna altresì per chi assiste al fatto e non fa nulla per porvi rimedio.

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