Pretendere di dare lezioni di coerenza dopo aver giocato, per tutta la vita, con due mazzi di carte è semplicemente esilarante e costituisce esercizio di pura cialtroneria politica

Pretendere di dare lezioni di coerenza dopo aver giocato, per tutta la vita, con due mazzi di carte è semplicemente esilarante e costituisce esercizio di pura cialtroneria politica

II Pd, da almeno un anno, è destinatario di documenti che con la politica non hanno alcuna relazione ma che si risolvono in una somma di insulti e contumelie da codice penale, scrive Umberto Del Basso De Catro ad Elly Schlein

Anche Umberto Del Basso De Caro (foto), dopo Clemente Mastella, scrive ad Elly Schlein, segretario nazionle del Partito Democratico, dopo gli scambi di accuse derivanti dalle ultime elezioni per il rinnovo della Presidenza della Provincia.
"Onorevole segretaria - si legge - sono Umberto Del Basso De Caro, per tre volte parlamentare nazionale del Pd, gia sottosegretario di Stato nei Governi Renzi e Gentiloni, già consigliere regionale e capogruppo in Regione Campania, già segretario provinciale del Pd.
Mi astengo dal proseguire in questo inutile elenco di incarichi ricoperti.
Oggi, sono un semplice iscritto senza ruoli che non aspira ad alcun incarico, né elettivo, né di sottogoverno.
Non ho mai avuto occasione di conoscerti, perché non ci hai ancora dato l'onore di venire a Benevento, ma, se ritieni, puoi assumere informazioni sul mio conto da Stefano Bonaccini, Antonio De Caro e Piero De Luca al quale la presente è diretta per conoscenza.
Vengo al dunque.
II sindaco di Benevento, Mastella, da dieci anni governa la città e la provincia in regime monocratico, ma sarebbe piu giusto dire teocratico.
Da sempre ii suo cognome è paradigma di trasformismo, con la sua cinquantennale capacita di transitare da una coalizione all'altra con totale disinvoltura; di familismo, cioè imporre le candidature dei propri cari alla Regione e al Senato o di affidare ii suo movimento locale alle cure del cognato.
Nulla da osservare: Ciascuno interpreta la politica e la rappresentanza di interessi diffusi come crede ma immaginare che Mastella possa dare lezioni di coerenza o di moralita e, francamente, insopportabile.
Ergersi a moralizzatore dopo aver elevato l'occupazione della cosa pubblica al rango di scienza esatta o pretendere di dare lezioni di coerenza dopo aver giocato, per tutta la vita, con due mazzi di carte è semplicemente esilarante e costituisce esercizio di pura cialtroneria politica.
La narrazione del nostro è volutamente lacunosa perché, come sempre, le responsabilita sono di qualche altro.
In questo caso del Pd che, da dieci anni, siede tra i banchi dell'opposizione e che dovrebbe, invece, piegarsi ad un'alleanza che vede Mastella, in Regione, essere ultima (ottava su otto) delle liste a sostegno del presidente Fico, non determinante (3,50% sul dato complessivo del 60,65% raccolto da Fico alle elezioni regionali del novembre scorso), inesistente in Parlamento, neppure menzionato nel pur vasto e variegato arcipelago delle formazioni che dovrebbero animare la cosiddetta quarta gamba del centrosinistra.
Concludo sul tema specifico.
A Benevento, nelle elezioni di secondo grado per ii rinnovo del solo presidente della Provincia, Mastella ha ritenuto di imporre, ancora una volta, ii suo candidato senza neppure preoccuparsi di richiedere ii parere dei partiti del centrosinistra, riunitisi collegialmente nella sede del Pd, ed a iniziativa di questo partito, una sola volta (il 23 giugno 2026).
Il Pd non ha presentato alcun candidato alla presidenza nel mentre, modificando a proprio piacimento il perimetro della coalizione, Mastella ha stretto alleanza con Forza Italia come tutti sanno senza ricorrere ad esercizi di pura ipocrisia a lui peraltro congeniali.
Psi ed Avs, in questa elezione di secondo grado, hanno deliberato di non partecipare ed infatti tre consiglieri del capoluogo hanno preferito disertare le urne.
II Pd, da almeno un anno, è destinatario di documenti che con la politica non hanno alcuna relazione ma che si risolvono in una somma di insulti e contumelie da codice penale.
Vengo accusato di ogni nefandezza ma, come nel "processo" di Kafka, nessuno indica ii capo d’accusa semplicemente perché non esiste; assicuro di non provare nessun rancore né odio (come mi si attribuisce).
L'odio è un distillato che non posseggo ma se ne avessi qualche goccia non la sprecherei di certo per Mastella.
Mi si dice, immaginando di offendermi, di essere un ex leader. Non mi offendo.
Certamente sono stato un pluridecennale punto di riferimento in tutta la regione e, particolarmente, nelle provincie di Avellino e Benevento.
Oggi, come ho detto all'inizio, sono un semplice iscritto.
Se la materia del contendere fossi solo io, se non vi fossero altri problemi, la condotta esigibile più semplice sarebbe restituire la tessera del partito che, nel mio territorio, ho contribuito a fondare.
Può darsi che sia sufficiente e in tale senso dichiaro la mia totale disponibilità.
Poi, però, vi sono decine e decine di amministratori e centinaia e centinaia di iscritti ai quali relazionarsi, con i quali confrontarsi ed ai quali chiedere un'opinione.
Il nostro è, statutariamente, un partito federato, non una caserma.
Ed alla fine, vi sarebbe anche la politica, la capacità cioè di trasmettere sogni, emozioni, passioni, entusiasmi, disegnare orizzonti e scenari piu ampi della tanto dimessa realtà attuale, sulla quale da mesi sono accesi i riflettori dell'autorità giudiziaria.
Sarebbe auspicabile, una volta tanto, che la politica anticipasse la giustizia, lenta ed inesorabile perfino a Benevento".

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