Domani, venerdì 22 maggio, alle 17.00, nel Castello di Ceppaloni, la sezione Anpi di Benevento presenterà il libro "Fascistissima di Giovanni Mari. Come nel 1926 Mussolini eliminò la libertà di stampa" del giornalista del Secolo XIX Giovanni Mari, edizione People.
A discutere con l'autore saranno il giornalista Enzo Colarusso e Mario Cataudo del Fronte della Gioventù comunista.
L'iniziativa si inserisce nell'ampio e articolato programma ideato e organizzato dal Comune di Ceppaloni, insieme alla libreria Ubik Liberi Tutti di Benevento, in collaborazione con l'Associazione Parole in Circolo, la Biblioteca Comunale e il Patto per la Lettura di Ceppaloni che darà vita, per tre giorni, alla terza edizione Festival del Libro di Ceppaloni la cui direzione è affidata allo scrittore Daniele Aristarco.
"Giovanni Mari, che si è occupato a lungo dello scontro tra i partiti politici italiani e del tema della propaganda politica, con "Fascistissima" - si legge nella nota inviata alla Stampa - ricostruisce le azioni realizzate dal regime per uccidere la stampa italiana, il fiero tentativo dei giornalisti di resistere, le pubbliche denunce sui quotidiani e in Parlamento, a cui non prestò mai ascolto la monarchia che, invece, assistette impassibile all'annientamento della categoria e della libertà tutta.
"Fascistissima", con il suo stile narrativo coinvolgente, pone anche domande sullo stato dell'informazione oggi, sulla comunicazione politica che mira solo a costruire una narrazione utile all'interesse di partito fuggendo, invece, dal confronto e dal dovere della risposta.
Per questo motivo, "Fascistissima" risponde perfettamente al tema di quest'anno del Festival del Libro "Vero o falso? Dal labirinto si esce leggendo" perché, come sostiene Mari nelle pagine iniziali del libro, il consenso del fascismo si basava su ignoranza, su assenza di informazione e di consapevolezza "perché gli italiani erano ignoranti, nessuno li aveva informati.
Nessuno gli aveva mai detto altre cose per quasi due decenni.
Tutto quello che sapevamo proveniva dalla propaganda del regime e dalla cattiva informazione".
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