Notificato e depositato al Tar il ricorso al Decreto Direttoriale del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, per far valere le proprie istanze
Un gruppo di soci del Comitato "Contrade Benevento Nord per la tutela del territorio e l'ambiente-no Bess", presieduto da Giuseppina Romano, ha notificato e depositato al Tar il ricorso al Decreto Direttoriale numero 205, del 30 luglio 2026 del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, per far valere le proprie istanze.
"Nonostante gli appelli alle istituzioni a collaborare attivamente per la soluzione delle problematiche delle zone rappresentate, il Comitato si trova - si legge nella nota inviata alla Stampa - ancora una volta, da solo a difendere il proprio territorio dall’invasione delle strutture energetiche.
Eppure la questione è stata ben evidenziata dalla stessa Provincia, sul portale Siti, ed è ben evidente la situazione attuale nelle aree considerate, sulle quali sono stati autorizzati o sono in via di autorizzazione ben 33 impianti di produzione energetica, aspetto del tutto ignorato dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) nella fase di autorizzazione dei progetti.
Vale la pena sottolineare che la potenza degli impianti Fer autorizzati o in istruttoria nel territorio Nord del Comune di Benevento è pari a 1792,32 mw, ben oltre il 28% dell’intera Provincia di Benevento, in cui sono stati autorizzati impianti per 2.425 mw e altri sono in istruttoria per 4.020 mw.
La zona copre oltre il 35% della potenza complessiva installata in Regione Campania nel 2025 che è pari a 4.573,9 mw (dati Terna).
La Provincia di Benevento anche su questo progetto aveva espresso parere non favorevole evidenziando l’esigenza di tutela del paesaggio e "il metodo speculativo dell’uso consentito del patrimonio collettivo".
Il Mase, però, ha respinto il parere ritenendolo di esclusivo riferimento al Piano Paesistico regionale e valutando "l'assenza di aree di notevole interesse pubblico" e con Il Decreto Direttoriale numero 205, ha autorizzato la realizzazione di un altro impianto di accumulo elettrochimico dell’energia elettrica (Bess) di potenza pari a 51 mw e delle relative opere ed infrastrutture connesse, che va a sommarsi a quello già
autorizzato in zona Murata dallo stesso Mase.
Siamo determinati a bloccare la trasformazione delle nostre zone agricole in un polo energetico con effetti ambientali, paesaggistici e sanitari tutt’altro che trascurabili, e convinti che occorre smettere di subire e intervenire in prima persona, per questo abbiamo deciso di ricorrere al Tar. Proprio per la rilevanza delle criticità evidenziate, la Provincia aveva, già lo scorso 26 settembre, valutato di procedere con un ricorso al Tar del Lazio.
Chiediamo alla Provincia di continuare a sostenere le attività del Comitato avviando anche per quest'ultimo Decreto della Regione azioni atte a impugnare l'autorizzazione degli impianti davanti al Tar, chiedendo, ove ne ricorrano i presupposti, la sospensione cautelare
dell'autorizzazione e l'annullamento dei decreti.
La nostra non è una battaglia di parte, né una contrapposizione ideologica alle energie rinnovabili, è una questione di tutela del territorio nell'interesse del bene comune e collettivo, la tutela delle nostre aree agricole!"