Le elezioni per eleggere il nuovo sindaco sono alle porte e si avvicinano in un momento drammatico per la città, con il lerciume dovuto ai recenti scandali, che offende Benevento Medaglia d'Oro al Valore Civile per l'eroismo dei suoi cittadini
Le elezioni del nuovo sindaco, ci scrive Luigi Bocchino, esponente regionale della Lega e avvocato, sono alle porte e si avvicinano in un momento drammatico per la città, con il lerciume dovuto ai recenti scandali, che offende Benevento Medaglia d'Oro al Valore Civile per la fierezza e l'eroismo dei suoi cittadini durante la seconda guerra mondiale.
E' inutile dire che veniamo da un decennio mastelliano di gestione della cosa pubblica che passerà alla storia per essere stato il peggiore degli ultimi anni a prescindere dalle situazioni di cronaca giudiziaria che hanno interessato i vertici sia della Provincia (vicenda Di Maria) che del Comune di Benevento (vicenda Santamaria-Parente).
Perché se è vero, come ci ha ricordato Mastella, scoprendo l'acqua calda, che la responsabilità penale è personale dei "servitori infedeli dediti a fottersi i soldi", è altrettanto vero che la responsabilità politica è in capo al sindaco e nessun altro.
Tant'è che la migliore manifestazione politica delle scorse regionali chissà perché è stata quella organizzata con tanto d'invito dai ripetuti "servitori infedeli" di concerto con il sindaco ed il figlio in un teatro della città.
Ma è sul piano della responsabilità politica che il sindaco deve rispondere alla città.
I "plauditores", al contrario, ritengono addirittura un "golpe di stato" quello della gente di manifestare dissenso rispetto al lerciume che traspare dalle cronache di giornali nazionali e nonostante il silenziatore di taluni di quelli locali.
Non c'è parso vero della scomposta reazione del sindaco in prima persona dopo un convegno per arrestare il declino della città fatto da Viespoli e Del Basso De Caro.
Non comprendiamo cosa ci sia di male ad elevare il confronto e la dialettica democratica in città dove, per colpa dell’assenza della politica, i monoculi in terra caecorum, in terra di ciechi beato chi ha un occhio, l’hanno fatta da padrone, si ritiene come il pretore, istituzione scomparsa da tempo nell'ordinamento giudiziario, non interessato alle cose futili.
Se si eleva il dibattito, possano piacere o meno Viespoli e Del Basso De Caro, tornano in panchina i valvassini e plauditores che tanto danno hanno fatto in questo decennio a Benevento unitamente ad un sindaco di netta minoranza (che è passato dal 35% del 2016 al 30% del 2021 sul totale degli elettori), altro rispetto ai sondaggi di gradimento del Sole 24 Ore.
Quello che è inaccettabile è che il sindaco parli di testacoda destra-sinistra, riferito al duo Viespoli-De Caro, proprio lui autodefinitosi "viandante" politico che solo nell'ultimo decennio è riuscito nell'impresa di passare da Berlusconi a Conte, da Caldoro a De Luca a Fico senza che nessuno battesse colpo.
L'arretramento di Benevento in tutte le classifiche della qualità della vita è nei fatti. Anni di mala politica hanno provocato non solo un degrado morale ma anche la desertificazione istituzionale e sociale del Sannio con una caduta verticale nel campo del lavoro e della produzione.
Ma ci sarà tempo per discuterne ancora.
Ai canapi delle imminenti elezioni purtroppo risulta ancora assente il centro-destra la cui unità, necessitata anche dalla probabile concomitanza di elezioni amministrative e politiche, è fondamentale per avviare una nuova stagione di cambiamento politico a livello comunale.
Con una linea programmatica di chiara alternativa ad un decennio di strapotere mastelliano sostenuto da molti che, per questioni di sopravvivenza personale, a destra come a sinistra, sono riusciti a rinnegare sé stessi!
Se è vero che i predecessori di Mastella hanno lasciato macerie, scartando la pace di qualcuno, il sindaco ha completato l'opera riuscendo a distruggerle, conclude Bocchino.