Che senso ha spendere 109 milioni di euro di fondi pubblici del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza più altri fondi pubblici per altri lavori, se poi la Regione Campania non sarà in grado di garantire il servizio?
Che senso ha spendere 109 milioni di euro di fondi pubblici del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza più altri fondi pubblici per altri lavori, se poi la Regione Campania non sarà in grado di garantire il servizio?
E' la forte perplessità che è stata espressa dal "Nuovo Comitato Utenti ferrovia Valle Caudina" con Giuseppe Iodice e Cosimo Nicchiniello, a proposito della linea ferroviaria Benevento-Cancello via Valle Caudina.
"Mentre il Paese viaggia sulle corsie preferenziali dell'Alta Velocità, c’è un'Italia minore, ma non meno importante - si legge nella nota inviata alla Stampa - che da sei anni si trova letteralmente appiedata.
E' il caso della linea ferroviaria Benevento-Cancello, la storica infrastruttura della ferrovia Valle Caudina, i cui binari sono sbarrati dal 2021 per un infinito piano di ammodernamento.
Sei anni di chiusura totale non sono un semplice cantiere, sono un sequestro del diritto alla mobilità che sta soffocando l'economia del Sannio e dell'Irpinia, condannando i pendolari, i lavoratori e gli studenti a odissee su autobus sostitutivi.
Nata come asse strategico per collegare il Sannio, l'Irpinia e l’area metropolitana di Napoli, questa tratta è oggi l'emblema del fallimento della gestione trasportistica regionale.
Gli annunciati finanziamenti e i recenti comunicati dell'Ente Autonomo Volturno (Eav) e della Regione, che ipotizzano una riapertura tecnica nei primi mesi del 2027 a valle dei collaudi e delle complesse autorizzazioni Ansfisa, non riescono a placare lo scetticismo e la rabbia delle comunità locali.
Ma a preoccupare i cittadini e i comitati civici non è solo la ripartenza dei treni, bensì la reale sostenibilità futura dell'infrastruttura.
Le recenti e allarmanti ammissioni dei vertici di Eav sulla cronica insostenibilità economica della linea sotto il controllo regionale squarciano il velo di ipocrisia.
Che senso ha spendere 109 milioni di euro di fondi pubblici del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) più altri fondi pubblici per altri lavori, se poi la Regione Campania non sarà in grado di garantire il servizio?
La risposta a questa domanda non può essere l'ennesima promessa politica di circostanza.
Il "Nuovo Comitato Utenti ferrovia Valle Caudina", oltre all'apertura, invoca l'unica soluzione strutturale percorribile: Il passaggio definitivo dell'intera infrastruttura a Rete Ferroviaria Italiana (Rfi).
Integrare la Benevento-Cancello-Napoli nel circuito della rete ferroviaria nazionale significa sottrarla alle sabbie mobili delle partecipate regionali, garantendone gli standard di manutenzione, sicurezza e investimenti propri dei grandi assi del Paese.
Renderebbe più sicura e agevole la nuova linea ferroviaria, con evidenti benefici a tutti i livelli e per tutti i territori interessati, consentendo al Sannio e non solo, l'accesso diretto all'Alta Velocità di Afragola".