Il futuro delle città si costruisce adesso! E' l'incipit di Utopian Hours che si svolgerà a Torino a metà ottobre, il festival che racconta il "fare città" nel mondo, idee e luoghi che migliorano la vita

Il futuro delle città si costruisce adesso! E' l'incipit di Utopian Hours che si svolgerà a Torino a metà ottobre, il festival che racconta il "fare città" nel mondo, idee e luoghi che migliorano la vita

Assieme alla Città Caudina un altro modello di rilievo, per mix di storia antica e recente, è l'area vasta della città di Benevento. Naturalmente il quadro non è completo, commenta Vincenzo Carbone, architetto

E' stato lanciato il festival Utopian Hours che racconta il "fare città" nel mondo, idee, luoghi che migliorano la vita che si svolgerà a Torino a il 16 e 17 ottobre prossimi. 
In proposito, Vincenzo Carbone (foto), architetto, ci ha inviato una sua riflessione partendo proprio da questo evento calato, però, sul Sannio.
"Gentile direttore - si legge - "il futuro delle città si costruisce adesso!"
E' l'incipit di Utopian Hours che si svolgerà a Torino a metà ottobre, il festival che racconta il "fare città" nel mondo: Idee e luoghi che migliorano la vita.
Così, da Utopian Hours alle città intermedie italiane il passo è breve e la "cassetta degli attrezzi" aiuta le idee lungimiranti, le decisioni difficili che prese oggi guardano al futuro.
Il punto di convergenza è che clima, solitudini, disuguaglianze, abitare e coesione, rappresentano le sfide su cui misurarsi, sapendo che nei prossimi dieci anni due persone su tre abiteranno nelle città.
Dalla Strategia nazionale per le Aree interne e dalla riforma Delrio è iniziata la cooperazione con Comuni piccoli e aree fragili.
Emerge così l'idea del "modello policentrico", la collaborazione tra città e Comuni per superare le criticità della frammentazione dell’insieme di 7.900 comuni che via via si spopolano.
L'Italia policentrica pone attenzione alle città intermedie; le riconosce come "luoghi" che aspirano a diventare poli: poli che le persone identificano come prospettiva (Giuseppe De Rita, 2025) per “permanere nel proprio luogo” e non emigrare. In definitiva sono città che aggregano ciò che è vicino, collaborano e fanno intese con aree lontane su energia e hub digitali.
Nel policentrismo la "soggettualità" di sviluppo collettivo si sforza di realizzare opportunità, contrastando le vulnerabilità dovute all’invecchiamento della popolazione, allo spopolamento, all’insufficiente quantità di infrastrutture fisiche e digitali (De Rita) incarnando il principio del "diritto di vivere dove si è nati".
Un esempio legato alla cooperazione tra territori che mi interessa segnalare perché traghetta la storia di un borgo nel futuro, è quello Civita di Bagnoregio, nella Tuscia viterbese, terra degli Etruschi che si estende fino a Vulci, nella maremma laziale.
Civita di Bagnoregio ha 11 abitanti.
Alleato con il vicino borgo di Bolsena, è una delle quattro finaliste al titolo "Capitale italiana dell'arte contemporanea del 2028".
La visione del futuro di Civita è "da città che muore" a "città fenice" e la rinascita è anche il tema di "fare città" nel mondo, dove ogni Paese, compreso l’Italia, mette in campo la propria ricetta convincente.
Anche la Regione Campania punta al mosaico territoriale e alle città-territorio o aree target, aree obiettivo o aree vaste.
Un modello vicino a noi di area target è quello della Città Caudina che comprende tredici Comuni tra Benevento e Avellino, dove la rete infrastrutturale su gomma e ferro diventa il pilastro dello sviluppo che garantisce e accelera su accessibilità, logistica e agricoltura.
Altro modello di rilievo, per mix di storia antica e recente, è l'area vasta della città di Benevento proposta dal sindaco Mastella.
I sedici Comuni della città-territorio sono legati da un mix di dinamiche e flussi quotidiani importanti, paesaggio, fiumi, aree archeologiche, e per molti di essi dall’enclave pontificia che è durata fino all'Unità d'Italia.
Naturalmente il quadro non è completo; vanno considerate le esperienze del Fortore e di San Marco dei Cavoti, porta storica del Fortore, e quelle del Tammaro.
Nondimeno, la visuale sulla Valle Telesina identifica un modello di città-territorio differente da quella del Capoluogo o della Valle Caudina.
L'ammodernamento in atto delle infrastrutture nella Valle Telesina, le stazioni ferroviarie e il fermento che risalta, amplia l'interesse alla coralità dell'insieme di azioni nei borghi, lago, terme, ceramica e viticoltura che è maestria pura ed eccellenza che anima il territorio, come lo è la vite ad alberello a Pantelleria, o i vigneti terrazzati nel Portogallo, o le coltivazioni eroiche nelle Cinque Terre o nella costiera Amalfitana.
Il corollario è che la "soggettualità dello sviluppo collettivo" disegna l’eco-sistema delle città-territorio e le infrastrutture, tradizionali (ferro e gomma) e nuove ibride ecologiche e strategiche (hub digitali e data center).
Le lunghe infrastrutture ecologiche, attraversando le città-territorio, frenano il cambiamento climatico e contrastano le diseguaglianze tra aree vicine.
Sono corridoi misti, dalle strade alberate alla mobilità attiva ai parchi lineari, agli assi energetici, beni culturali e archeologici, e altro ancora.
Rappresentano un ridisegno, una qualità originale per persone, istituzioni, investitori e progettisti; un passaggio epocale da uno scenario all'altro, perché tracciare il mix d'infrastrutture ecologiche su aree tradizionali cambia il punto di vista, sposta l'attenzione dalla singola opera ai "progetti direttori" che uniscono "persone, paesaggio e borghi".
Le infrastrutture strategiche della transizione digitale richiedono, invece, approfondimento perché energivore e consumano acqua.
Non è da trascurare, tuttavia, la crescente offerta di servizi digitali, l'aumento delle connessioni alla rete elettrica, la produzione nel Fortore di energia rinnovabile, la base produttiva delle valli e colline, l'uso dell'intelligenza artificiale e la saturazione degli hub digitali nel Nord.
L’integrazione tra transizione energetica e digitale è fondamentale, altrettanto fondamentale è la "cassetta degli attrezzi": coesione, "ibridazione del territorio" e città-territorio".

Argomenti