Nel corridoio dell'ambulatorio oculistico si respirava un'attesa buona: Sedie in fila lungo la parete, fogli stretti tra le dita, ombrelli chiusi in mano, voci basse che si riconoscono prima ancora di vedersi
Clelia De Falco, presidente Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti (Ici) Benevento, trae un sunto delle visite oculistiche che sono state realizzate in sinergia con l'Asl e grazie alla Iapb e alla stessa Ici.
"Nel corridoio dell'ambulatorio oculistico - scrive - si respirava un'attesa buona: Sedie in fila lungo la parete, fogli stretti tra le dita, ombrelli chiusi in mano, voci basse che si riconoscono prima ancora di vedersi.
Fuori, l'autunno sannita profumava di terra bagnata.
Con quelle di oggi, insieme all'Asl, siamo arrivati a 23 visite oculistiche. Altre 3 ci aspettano lunedì e 6 martedì.
In questo secondo evento di prevenzione abbiamo incontrato 32 utenti: con il mese di marzo, sono 62 i cittadini sanniti che hanno scelto di prendersi cura della propria vista gratuitamente grazie alla Iapb e alla Unione Ciechi di Benevento.
Cinque valli, un'unica casa.
Sono venuti da Apice, da Moiano, da Cusano Mutri, e con loro hanno portato un pezzetto di tutto il Sannio, la Valle Telesina e la Valle Caudina, il Titerno e il Tammaro, i colli del Fortore.
Ognuno con il suo accento, la sua strada di casa, la sua piazza dove ci si saluta per nome.
E' questo che intendiamo per prossimità: una stretta di mano, una parola sulla soglia, qualcuno che dice "siediti, ci siamo noi".
Una sanità che sa farsi vicina come un vicino di casa.
Mani gentili.
Tutto questo è stato possibile grazie alla disponibilità e alla sensibilità dei nostri medici e dei dirigenti Asl, che hanno aperto le porte della sanità sannita alla prevenzione gratuita. Da sei mesi questo cammino è fatto di accoglienza, ascolto e umanità.
Siamo fortunati ad avere accanto oftalmologi scrupolosi, che da sempre ci affiancano con abnegazione e garbo: Giovanni Impagliazzo, Paolo Del Gallo, Ovidio Valerio Testa e Raffaele Guarente.
Solo oggi, con l’infaticabile Testa e la magnifica assistente Grazia Leppa, al posto delle 15 visite previste ne sono state fatte 18, ciascuna con lo stesso sorriso. Chi teme il camice bianco, con loro, lo dimentica: quello studio diventa una stanza di famiglia.
I più piccoli e gli occhiali dei sogni.
C'erano anche dei bambini, con lo sguardo serio di chi non sa cosa lo aspetta.
Poi, chiacchierando con i dirigenti Uici e con chi era in attesa, la serietà si è sciolta in un gioco: quale montatura starebbe bene su quel visino, quale colore si accorderebbe alla pelle, rotonda, sottile, un po' audace.
La paura è diventata curiosità, in un attimo.
Grazie, e a presto.
Le persone se ne sono andate soddisfatte e grate, e molte ci hanno chiesto di ripetere l'esperienza, per offrirla ad amici e conoscenti.
E' la conferma più bella: La prevenzione fatta con il cuore passa di bocca in bocca come una buona notizia.
Il nostro grazie va a tutti gli attori di questo viaggio: alla Direzione Generale, nella persona di Tiziana Spinosa; alla Direzione Sanitaria, con Maria Rosaria Troisi; al direttore del distretto di Montesarchio, Antonio Glorioso; ai medici e all'assistente già citati; ai dirigenti e ai volontari Uici e Univoc che hanno accompagnato i pazienti; all'Iapb, senza la quale questo non sarebbe mai successo; e ai cittadini che hanno scelto di fermarsi, per una mattina, e prendersi cura dei propri occhi.
Vedere qualcuno arrivare con un po' di timore e andare via sorridendo è la ricompensa più grande.
La prevenzione funziona quando è accoglienza, ascolto, vicinanza.
Grazie ai medici, all'Asl e a tutti coloro che hanno creduto in questo cammino: Continueremo a portarla in ogni angolo del Sannio, valle dopo valle".