Il tema trattato in questi due giorni, ha detto il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Matteo Zuppi, è decisivo. Le aree interne coinvolgono tanto il Nord che il Sud. L'azione è di opporsi al senso di ineluttabilità che può insorgere

Il tema trattato in questi due giorni, ha detto il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Matteo Zuppi, è decisivo. Le aree interne coinvolgono tanto il Nord che il Sud. L'azione è di opporsi al senso di ineluttabilità che può insorgere

Il presidente della Cei ha lodato l'ospitalità resa al Centro "La Pace" dall'arcivescovo Michele Autuoro ai 32 vescovi a convegno. Ci sta coccolando anche con l'aiuto di un ottimo gelato allo Strega. Qualcuno di noi, ha detto sorridendo monsignor Zuppi, mi è stato riferito che viene qui a Benevento solo per questo...

Il Convegno nazionale dei vescovi per le aree interne si è concluso nella tarda mattinata al Centro "La Pace" e subito dopo c'è stata una conferenza stampa a consuntivo dell'evento a cui hanno preso parte il presidente della Conferenza Episcopale Italiana (Cei), cardinale Matteo Zuppi, monsignor Mariano Crociata, presidente della Commissione degli Episcopati dell’Unione europea (Comece) e il nostro arcivescovo, monsignor Michele Autuoro, padrone di casa (tutti e tre nella prima foto in basso).
Ha condotto la conferenza Stampa il collega Nico De Vincentiis (nella terza e quarta foto in basso).
L'introduzione è stata affidata al cardinale Zuppi che ha sottolineato come monsignor Felice Accrocca, già arcivescovo di Benevento, abbia fatto di Benevento, nel periodo del suo mandato, un punto di incontro su una tematica importantissima.
Quest'anno per la prima volta ci ospita il suo successore, monsignor Michele Autuoro, che ci sta coccolando anche con l'aiuto di un ottimo gelato allo Strega.
Qualcuno di noi, ha detto sorridendo monsignor Zuppi, mi è stato riferito che viene qui a Benevento solo per questo...
Tornando al serio, il tema che abbiamo trattato in questi due giorni, ha ripreso il presidente Zuppi, è ovviamente decisivo e coinvolge tanto il Nord che il Sud del Paese.
L'attenzione forte da porre è rispetto ad un senso di ineluttabilità che può insorgere.
Qui ci sono le radici che vanno curate anche perché le comunità sono sparpagliate sul territorio e la questione e anche quella di una umana dignità e non solo quella di sopravvivere.
A seguire ha preso la parola monsignor Crociata che ha voluto sottolineare come nel quadro disegnato da Zuppi vi sia un percorso alle spalle che ha avuto accortezza, per quanto riguarda la Chiesa, alla evangelizzazione.
Quest'anno facciamo ancora un passo avanti nel solco della responsabilità anche nostra, di sacerdoti, sulla questione sociale.
C'è la necessità di promuovere le comunità che si coinvolgono anche attraverso forme associative.
L'arcivescovo Autuoro ha parlato della necessità anche di un minimo di struttura e di coordinamento necessario.
Al termine di questo incontro nato a Benevento si è verificato, infatti, un allargamento della prospettiva.
Tutto quello che andiamo a fare deve avere delle ricadute sul territorio.
Continueremo la nostra azione con il Forum delle Aree interne nell'intento di una incidenza non solo pastorale ma anche sociale.
Zuppi, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha detto che intervenire in questo campo è cosa non più rinviabile e che non deve essere accompagnato, l'intervento, da palliativi ma da aiuti che guardino al futuro.
Poi a proposito della necessità di fare rete tra le istituzioni ed il territorio, ha detto che questo egli pensa possa essere un po' la chiave di tutto.
Questa considerazione è stata fatta propria da monsignor Crociata che ha sottolineato come i progetti vanno a compimento se si mettono insieme la Chiesa e le Istituzioni laiche.
Quando è toccato a noi fare la domanda, abbiamo chiesto al cardinale Zuppi se questa idea di creare un Osservatorio fisso nell'ambito degli Uffici della Cei, così come abbiamo scritto ieri, ci sia possibilità che si concretizzi.
Il cardinale ci ha risposto che la discussione è grande e che vede da una parte i vescovi che discutono ed affrontano le varie problematiche e dall'altra c'è la struttura della Cei e dunque la dialettica tra le parti è già presente.
La Cei ha già osservatori su tante questioni e questo incontro che ha raggiunto una dimensione nazionale, ha assunto una dimensione, appunto, più strutturata e coordinata.
Il cardinale ha anche citato altre esperienze di lavoro promosse dalla Chiesa come il progetto Policoro che è ora traducibile nel Progetto Policoro 2 che è la risposta delle esigenze della Chiesa.
Noi pensiamo di dire no all'assistenzialismo e sì al lavoro stimolando in questa direzione il dialogo con le autorità.
L'arcivescovo Autuoro a proposito dei giovani che partono e lasciano i loro territori ha detto che essi devono essere liberi tanto di partire quanto di restare.
Infine il vescovo Crociata ha parlato di quella che potrebbe definirsi una società poliarchica e delle responsabilità da gestire assieme agli organi dello Stato.

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