Nicola Sguera si è classificato al primo posto nella sezione Narrativa Edita della terza edizione del Premio Città di Teano "Carlo Lauberg e il Risorgimento"

L'autore, ha ricostruito brevemente il contenuto dell'opera: "Legame doppio" che è costruito come una memoria immaginaria di Filippo Pisacane, fratello di Carlo, scritta molti anni dopo la tragica spedizione di Sapri

In occasione della celebrazione dell'80° anniversario della Repubblica e del voto alle donne, al Comune di Teano, Nicola Sguera si è classificato al primo posto nella sezione Narrativa Edita della terza edizione del Premio Città di Teano "Carlo Lauberg e il Risorgimento".
L'autore, nel ringraziare per il riconoscimento, ha ricostruito brevemente il contenuto dell'opera: "Legame doppio" (Iuorio Editore, 2026) che è costruito come una memoria immaginaria di Filippo Pisacane, fratello di Carlo, scritta molti anni dopo la tragica spedizione di Sapri.
"L'opera - si legge nella nota inviata alla Stampa - assume la forma di una lunga confessione retrospettiva nella quale Filippo, rimasto sempre fedele ai Borbone e costretto all’esilio dopo l'Unità d'Italia, tenta di restituire l'immagine privata di Carlo, sottraendola alla mitizzazione patriottica che ne ha fatto un eroe nazionale.
I due fratelli crescono nella stessa famiglia nobile decaduta e ricevono la medesima educazione militare alla Nunziatella.
Tuttavia, ciò che per Filippo rappresenta un approdo nell'ordine e nella disciplina, per Carlo diventa il punto di partenza di una continua ricerca di libertà.
La frattura si manifesta anzitutto sul piano personale.
L'amore assoluto e scandaloso per Enrichetta, moglie di un parente, porta Carlo a rompere con le convenzioni sociali e familiari.
Dopo l’abbandono del Regno delle Due Sicilie, Carlo vive l'esperienza dell’esilio, frequenta gli ambienti democratici europei, combatte all'estero e partecipa ai moti del 1848.
La sua formazione culmina nella Repubblica Romana, dove assume responsabilità militari di primo piano.
Nel frattempo Filippo continua la propria carriera nell’esercito borbonico.
Le loro lettere testimoniano un rapporto sempre più lacerato sul piano politico ma sorprendentemente saldo sul piano affettivo.
I due fratelli finiscono per incarnare visioni opposte della storia: da una parte la fedeltà al trono e alla tradizione, dall'altra la convinzione che il rinnovamento possa nascere solo dalla rivoluzione. Nonostante ciò, nessuno dei due rinuncia al legame fraterno.
Gli anni londinesi accentuano la radicalizzazione di Carlo.
Egli sviluppa una critica sempre più severa alla società borbonica, all'aristocrazia e alle forme tradizionali del potere.
Si avvicina a posizioni sociali avanzate, pur mantenendo una forte autonomia intellettuale rispetto agli altri esuli democratici e allo stesso Mazzini.
La parte finale del racconto è dedicata alla spedizione di Sapri.
Filippo interpreta quell'impresa non come un errore tattico isolato ma come l'esito inevitabile dell'intera vita del fratello.
Carlo appare come un uomo incapace di separare il pensiero dall'azione, disposto a sacrificarsi pur d'incarnare fino in fondo le proprie convinzioni. La spedizione viene letta come un gesto quasi sacrificale: un tentativo disperato di forzare la storia che si conclude con la sconfitta e la morte.
Dopo la perdita del fratello, Filippo resta solo a confrontarsi con il significato di quell’esistenza.
Pur continuando a considerare errate le scelte politiche di Carlo, non riesce mai a negarne la grandezza morale.
Il racconto si chiude così come era iniziato: non con l'elogio dell'eroe celebrato dalla storia ufficiale, ma con il dolore di un fratello che cerca ancora l'uomo nascosto dietro il monumento".
L'opera è stata premiata dalla commissione presieduta da Giovanni Cerchia "per la straordinaria capacità di esplorare il mito risorgimentale attraverso una narrazione lenta, intima e profondamente umana, sostenuta da una scrittura densa e malinconica".
Sguera ha sottolineato di non sentirsi erede del Risorgimento "di Teano", quello vittorioso, che porta alla formazione del Regno, sotto una mediocre dinastia che avrebbe tradito l'8 settembre del 1943 ma dell'Italia nata il 2 giugno 1946, forgiatasi nel sangue della Resistenza.
Nei giorni precedenti Sguera si era classificato secondo al Premio Nazionale di Poesia "Il Sentiero dell'Anima" (San Marco in Lamis, Gargano) con l'opera poetica edita "Spes contra spem" (nella foto) e, sempre al secondo posto, al Premio "Aurea Nox" (Chiaravalle) con il romanzo fantasy inedito "Il potere del canto", che sarà pubblicato nel mese di giugno da Finalmente Libri.

Argomenti