Le Forze dell'ordine si portano a Palazzo Mosti per notificare una misura cautelare interdittiva al segretario generale Riccardo Feola. L'ipotesi di reato è di corruzione e turbata libertà degli incanti

Le Forze dell'ordine si portano a Palazzo Mosti per notificare una misura cautelare interdittiva al segretario generale Riccardo Feola. L'ipotesi di reato è di corruzione e turbata libertà degli incanti

La questione appare essere di notevole gravità in quanto viene in questo modo decapitato il vertice amministrativo del Comune sul quale, peraltro, il sindaco Mastella, aveva fatto gravare anche la responsabilità di talune deleghe assegnate a dirigenti coinvolti nella inchiesta principale che è quella riferita a Santamaria. La nota ufficiale della Procura della Repubblica

La cosa è molto seria e con ogni probabilità sarà definita e meglio circostanziata da una nota che dovrebbe inviare alla Stampa la Procura della Repubblica.
Sta di fatto che stamane Palazzo Mosti è stato "cinturato" da auto della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza (foto).
Il compito delle Forze dell'ordine sarebbe stato quello della notifica di una misura cautelare d'interdizione dai pubblici uffici.
Destinatario dovrebbe essere stato il segretario generale Riccardo Feola, che sembra non si trovasse in sede e si parla anche di un'altra persona.
La questione appare essere di notevole gravità, se confermata, in quanto viene in questo modo decapitato il vertice amministrativo del Comune sul quale, peraltro, il sindaco Mastella, aveva fatto gravare anche la responsabilità di talune deleghe assegnate a dirigenti coinvolti nella inchiesta principale che è quella riferita a Santamaria.
La vicenda sembrerebbe prendere le mosse dalla gestione delle attività di una ditta per un importo di lavori che si aggirerebbe intorno ai 90mila euro.
Ci dovrebbe essere ora la sospensione dall'incarico per Feola.
Su queste vicenda si sarebbe già espresso anche il giudice per la indagini preliminari che avrebbe escluso un provvedimento ancora più afflittivo così come richiesto.
Subentrerà nelle funzioni di Feola, il vice segretario generale, Raffaele Ambrosio, dirigente delle Finanze.

AGGIORNAMENTO DELLE 13.34 DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI BENEVENTO

"A conclusione di articolate e meticolose indagini coordinate da questa Procura, i militari della Digos della Questura e del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria (Pef) della Guardia di Finanza, hanno dato esecuzione a un'ordinanza applicativa di misure cautelari interdittive emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari (gip) del Tribunale.
Il provvedimento, giunto a seguito degli interrogatori preventivi dello scorso 5 giugno, ha disposto la sospensione dall'esercizio dei pubblici uffici e servizi per la durata di 12 mesi nei confronti di un alto dirigente del Comune di Benevento, nonché il divieto temporaneo di esercitare la professione di consulente e di ricoprire uffici direttivi di persone giuridiche e imprese, sempre per 12 mesi, nei confronti del gestore di fatto degli interessi di un'impresa.
Il gip ha ravvisato, a carico dei predetti, la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza in ordine ai delitti di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio e turbata libertà degli incanti in relazione a una procedura di gara.
Tali fattispecie risultano contestate in concorso con altri soggetti.
Tra questi figura il Responsabile Unico del Procedimento (rup) della medesima procedura, per il quale questo Ufficio inquirente aveva parimenti richiesto l'applicazione di una misura cautelare.
Il gip, pur ritenendo pienamente sussistente la gravità indiziaria, non ha tuttavia ravvisato le esigenze cautelari necessarie per l'emissione della misura.
L'odierno risultato investigativo scaturisce da un'attività d'indagine complessa e accurata, che ha richiesto un rilevante e prolungato impegno da parte dei magistrati di questa Procura e degli organi di polizia giudiziaria operanti.
Le investigazioni, eseguite con encomiabile professionalità e in perfetta sinergia interforze dalla Digos della Questura e dal Nucleo Pef della Guardia di Finanza, si sono estrinsecate in prolungate attività di intercettazione e in minuziosi riscontri documentali.
Questo sforzo investigativo ha consentito di disvelare un grave quadro indiziario in ordine al reato di turbata libertà degli incanti con riferimento alla gara bandita dal Comune di Benevento per l'affidamento in concessione del "Servizio di ripristino delle condizioni di sicurezza stradale e di reintegro delle matrici ambientali compromesse dal verificarsi di incidenti stradali".
Segnatamente, è emerso come gli indagati, in forza di un previo accordo mirato ad attribuire il servizio a un determinato consorzio d'imprese, avessero posto in essere una condotta collusiva lungo l'intero arco della procedura.
Attraverso frequenti incontri e contatti telefonici, gli indagati avrebbero determinato il contenuto stesso del disciplinare di gara, inserendo criteri cuciti su misura e concordati direttamente tra loro, idonei a escludere le altre imprese concorrenti.
Il gestore di fatto degli interessi del consorzio veniva inoltre costantemente informato dall’alto dirigente e dal rup sullo stato dell’iter e persino sui motivi di possibile esclusione delle ditte rivali.
Le indagini hanno altresì permesso di acquisire gravi indizi in relazione al delitto di corruzione.
E' stato infatti ipotizzato che l'alto dirigente del Comune di Benevento, dietro la promessa della corresponsione di una somma di denaro, abbia compiuto atti contrari ai doveri d'ufficio, consistiti nell'alterare deliberatamente la par condicio delle imprese e nel favorire il citato consorzio.
La medesima gara, dopo la sostituzione del rup da parte dell'alto dirigente, veniva successivamente annullata in autotutela per irregolarità procedurali dal dirigente subentrato nel settore, che provvedeva poi a riavviare la procedura".

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