L'arcivescovo Michele Autuoro, all'Omelia della Messa in onore di San Bartolomeo ha rivolto un monito deciso alla affermazione di Benevento quale città delle streghe. Il capoluogo non deve essere associato come partecipante al male
Basilica colma di fedeli anche stasera, nel giorno della memoria liturgica di San Bartolomeo Apostolo, patrono della città e della arcidiocesi di Benevento.
La Santa Messa, quella di tradizione delle 19.00, è stata presieduta dall'arcivescovo monsignor Michele Autuoro che all'Omelia ha esordito ringraziando tutti per la numerosa presenza nonostante il caldo nel cuore dell'estate.
Questa è la festa dell'apostolo che ha sigillato con il sangue la sua fedeltà a Gesù ed ha vigilato su questa terra.
Ai presbiteri, ai religiosi, chiedo di preservare la bellezza della sposa, bella se in questa chiesa il popolo dei fedeli potesse dire ciò che Gesù disse per San Bartolomeo, un israelita in cui non c'è falsità.
Ai nostri giovani, ha proseguito mons. Autuoro, dobbiamo mostrare la Chiesa come una sposa col volto del Risorto.
Sono convinto che i giovani ne saranno entusiasti.
Bisogna fare di Cristo il cuore del mondo.
E' anche il tempo in cui gli operai sono pochi e preghiamo per il Vangelo della vocazione.
Per la nostra Diocesi la nostra Fede non è passeggera e dunque puntiamo su di essa, apostolica.
Custodiamo le sue reliquie qui nel cuore di Benevento.
E' un dono immenso ma anche una responsabilità in capo alla nostra città di Benevento e dell'arcidiocesi di cui San Bartolomeo è patrono.
Non tutto si esaurisce nelle realtà temporali.
Nessuna Istituzione incarna il bene o il male ed allora tutto si decide nella coscienza di ogni individuo.
Benevento, dunque, va ricordata sempre più per essere la città che ospita San Bartolomeo che è per essa un motivo di orgoglio.
Poi l'arcivescovo ha rivolto un monito deciso alla affermazione di Benevento quale città delle streghe.
La nostra città non deve essere associata come partecipante al male.
Non rassegniamoci alle fatiche del nostro tempo ed alla fuga dei nostri giorni.
Infine, l'arcivescovo ha detto che c'è bisogno di trasparenti relazioni, di vivere la pace come concordia e giustizia e disporre le porte aperte all'accoglienza verso ogni punto cardinale.
Facciamo della nostra terra un anticipo della Gerusalemme celeste e sia una comunità accogliendo con cuore orientato al futuro.
Sin qui l'arcivescovo all'Omelia.
Le parti salienti della celebrazione Eucaristica sono state sottolineate dal Corpo Polifonico della Cattedrale, diretto da Daniela Polito ed all'organo Davide Gagliardi.
La benedizione è stata impartita a nome del Santo Padre, Leone XIV che ha concesso l'indulgenza plenaria a coloro che hanno ascoltato la Messa, si sono confessati e comunicati.
A questo punto ha preso la parola, come da tradizione, il sindaco Clemente Mastella, il quale ha esordito dicendo di partecipare a questa liturgia in ricordo del nostro santo protettore e lo faccio in un momento in cui nelle stagioni della vita c'è un momento un po' più precario e lo faccio dopo tanti anni di essere stato al vertice della nostra bastiglia comunale.
Voglio quindi ringraziare quanti in questa maratona di gesti e di parole mi hanno accompagnato nel mio percorso istituzionale.
Non farò la esaltazione ipertrofica di quanto fatto, ma neppure attingerò ad un Bignami particolare.
E' un dovere fare e chiedere scusa per quanto poteva essere fatto e non è stato compiuto.
Così ho anche collaborato con la Chiesa locale recuperando una sorta di umanesimo integrale.
Abbiamo vissuto dieci anni nei quali abbiamo avuto anche il covid con tante lacrime anche difficili da asciugare.
Abbiamo assistito anche al ritorno dei conflitti e nel 2025 abbiamo registrato la punta massima.
Tutto questo ci ha lasciati spaesati così come il gelo demografico.
Richiamo, ha detto infine il sindaco, alla memoria, ed alla sostanza le cose da fare e non fatte da parte della politica.
A San Bartolomeo affido la mia comunità.
Terminata la cerimonia religiosa, sul sagrato della Basilica si è tenuto l'annunciato concerto "Omaggio a Verdi" (nel secondo blocco di foto in basso) che si è svolto sotto la direzione musicale di Leonardo Quadrini e artistica di Renato Giordano.