Per la prima volta celebro l'Eucarestia nel giorno della memoria eucaristica di San Gennaro, mio predecessore. Anche da Napoli mi sono giunti gli auguri per la ricorrenza di oggi. Il vescovo martirizzato a Pozzuoli continua ad illuminare il nostro cammino

Per la prima volta celebro l'Eucarestia nel giorno della memoria eucaristica di San Gennaro, mio predecessore. Anche da Napoli mi sono giunti gli auguri per la ricorrenza di oggi. Il vescovo martirizzato a Pozzuoli continua ad illuminare il nostro cammino

Lo ha detto l'arcivescovo Michele Autuoro che ha concelebrato la Messa con monsignor Pietro Florio, il parroco. Il prelato è giunto in orario con zainetto sulle spalle. Non potevo non indossarlo visto che sono venuto con il motorino...

La parrocchia di San Gennaro ha celebrato il suo santo Patrono, il vescovo Gennaro (nella foto di apertura il parroco monsignor Pietro Florio descrive la statua all'arcivescovo monsignor Michele Autuoro), nativo di Benevento dove era stato eletto, così si usava a quei tempi, vescovo della Diocesi.
La processione (nella prima foto in basso), con non molti partecipanti in verità, si è snodata lungo le strade della parrocchia e le statue di San Gennaro e di San Pio da Pietrelcina, co-patrono, sono state precedute dalla Banda musicale città di Montesarchio "Giuseppe Verdi" (nella seconda foto in basso e nelle ultime due).
Poco prima delle 19.00, orario fissato per la Messa, è giunto monsignor Michele Autuoro, l'arcivescovo, con zainetto in spalla (ben visibile nella terza foto in basso).
Sono giunto con il motorino, ci ha detto, non potevo fare diversamente.
E così ci siamo ricordati che "disdegna" guidare le auto ma che ha la passione per le moto, "utilitarie".
Ad accogliere il presule sull'altare, è stata Antonella Nave, segretario parrocchiale, che gli ha indirizzato il saluto della Chiesa di San Gennaro.
Questa di oggi è una celebrazione preziosa, ha detto Nave, perché abbiamo qui tra noi il successore di San Gennaro che è originario, peraltro, di un territorio che ha da sempre venerato il nostro protovescovo.
Grazie per le parole di incoraggiamento che vorrà donarci.
Benedica le nostre famiglie e la nostra e la sua chiesa beneventana, ha concluso Nave.
A prendere la parola è stato quindi l'arcivescovo Autuoro che ha voluto sottolineare come questa sia la sua prima celebrazione della memoria liturgica di San Gennaro, suo predecessore.
Anche da Napoli mi sono giunti gli auguri per la ricorrenza di oggi. San Gennaro continua ad illuminare il nostro cammino.
All'Omelia l'arcivescovo ha ribadito anche la sua grande gioia nel vedere l'Aula liturgica piena di fedeli.
Qui già sono stato a luglio, pochi giorni dopo il mio arrivo a Benevento.
La vita di un martire del IV secolo ed i lavoranti nella vigna narrati nel Vangelo di oggi, sembra ci siano delle distanze ma in realtà non è così.
La logica di Gennaro è stata quella della chiesa vissuta fino al martirio.
Gennaro era vescovo a Benevento, poteva starsene tranquillo qui ma si mise in viaggio per Miseno per ascoltare il suo fratello Sossio che era stato arrestato dalle guardie dei romani.
Muoversi in quegli anni, significava muoversi ed indirizzarsi verso la tana del lupo ma nonostante ciò egli non esita e non si chiede: Poi che succederà?
Questo è il Vangelo incarnato e non la semplice solidarietà umana.
Per San Gennaro con il cammino a Miseno ha deciso che il vivere è questo, pensando a Sossio in catene.
Un amore che non si è tirato indietro rispetto alla prospettiva del martirio.
Gennaro trova così la vita eterna di comunione con Dio la cui giustizia è grazia e gratuità.
Quante volte, ha proseguito l'arcivescovo, non denunciamo una ingiustizia posta in essere nei confronti di un individuo fragile?
Diciamo sempre: Non tocca a me intervenire.
Ma ci dobbiamo chiedere: Chi è il Sossio della mia vita? Chi il fratello per il quale rischiare qualcosa di più?
Poi l'arcivescovo ha voluto portare la testimonianza di un martire del secolo scorso, un austriaco, Franz Jägerstätter, dalle cui gesta fu tratto il libro "Un contadino contro Hitler" un uomo che, obbedendo al Vangelo e non al nazismo, si accorse che tutti gli voltarono le spalle ma a Franz comparve il fuoco di San Gennaro e dal carcere scrisse delle bellissime lettere alla moglie prima di essere ghigliottinato.
Anche Franz è entrato nelle vigne pagando il prezzo più alto pur di non essere il complice del male.
Ed allora, ha concluso l'arcivescovo, chiediamo al Signore la grazia di un cuore libero da calcoli egoistici a nome di tutti i martiri.
Le fasi salienti della santa Messa sono state tratteggiate dal Coro della parrocchia (nella dodicesima foto in basso).
Al termine della Santa Messa, nel salone della chiesa, si è svolto uno spettacolo organizzato dalle associazioni parrocchiali.

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