Inaugurato il nuovo reparto dell'Unità Operativa Complessa di Medicina d'Urgenza e Pronto Soccorso diretto da Maria Gabriella Coppola. La novità è rappresentata dalla divisione in due settori, Medicina d'Urgenza e Terapia Sub-Intensiva

Il direttore generale Maria Morgante soddisfatta del giudizio positivo di Agenas. Mastella ha detto, riguardo le prestazioni del "Rummo", che ci lamentiamo qualche volta giustamente ma assai spesso ingiustamente e con fare polemico

E' stato inaugurato stamane il nuovo reparto della Unità Operativa Complessa (Uoc) di Medicina d'Urgenza e Pronto Soccorso diretto da Maria Gabriella Coppola.
In realtà siamo in presenza di una riorganizzazione della Medicina d'Urgenza che, pur mantenendo la disponibilità degli stessi posti attuali, diciotto in totale, è riuscita ad evidenziare ed esaltare le due componenti del reparto creando anche un posto per l'isolamento del paziente.
Sarà poi il reparto di Medicina Interna, quando si provvederà alla sua inaugurazione e soprattutto il nuovo Pronto Soccorso la cui consegna è prevista per fine giugno, a dare definitivamente una sterzata notevole ai disagi, ed alle brutture che vengono denunciate costantemente dall'utenza di quel reparto di emergenza.
Ne abbiamo parlato con Coppola, dirigente del reparto, a cui abbiamo sottolineato che in pratica questo rinnovato reparto non aumenta la disponibilità dei posti letto ma dà una nuova prospettiva alla Unità Operativa Complessa della urgenza.
Oggi è una giornata importante, ci ha risposto, in quanto rappresenta un momento significativo per la nostra Azienda "San Pio" e per il territorio sannita in quanto viene premiata la costanza e la professionalità di un gruppo impegnato in un progetto qualificato e fondamentale per la crescita del nostro Ospedale.
Dobbiamo considerare come il nuovo reparto di Medicina d'Urgenza possiede 18 posti letto che sono suddivisi in due settori che sono quello di Medicina d'Urgenza  che consta di 12 posti letto e quello di Terapia Sub-Intensiva dove ci sono 6 posti letto di cui una stanza è dedicata all'isolamento.
Questa ultima è una novità molto importante, ha proseguito Coppola, in quanto dedicata a pazienti che sono infettivi, contagiosi o immunodepressi e quindi particolarmente delicati e che necessitano di isolamento e di controlli più stringenti.
La missione di questo reparto è sicuramente la gestione dei pazienti più delicati, più gravi, in condizioni acute ed instabili e che necessitano di un monitoraggio intensivo ma non invasivo, di cura e di stabilizzazione in fase acuta, di approfondimento dignostico rapido garantendo quindi cure tempestive ed appropriate ai nostri pazienti.
Quello che io reputo l'aspetto più qualificante della progettazione e delle attività del reparto di Medicina d'Urgenza, è sicuramente la divisione di due settori che sono distinti ma comunicanti l'uno con l'altro e che sono aree funzionali a diverse intensità di cura.
La novità più importante di questo progetto che inauguriamo, è dunque questa.
Ovviamente questo è un reparto che collabora con tutte le unità operative dell'Ospedale, ha ancora detto il direttore e l'obiettivo è quello di un percorso di cura globale per il nostro paziente dal punto di vista clinico, diagnostico ed assistenziale.
C'è nel reparto anche una stanza ambulatoriale di Medicina d'Urgenza post ricovero la quale è importante in quanto garantisce la continuità assistenziale ai nostri pazienti nei 30 giorni successivi rispetto alla dimissione e quindi c'è il monitoraggio della evoluzione clinica del paziente medesimo.
Al riguardo mi preme sottolineare i dati del 2025 che sono estremamente confortanti circa i tassi di riospedalizzazione che per questo reparto è appena del 2% a 30 giorni e del 4% a 3 mesi considerando le patologie croniche come lo scompenso cardiaco in soggetti in diverse riacutizzazioni che abbiamo ricoverato anche in questo reparto.
A livello nazionale il dato riguardo alla riospedalizzazione è pari al 15-20%.
Sono dati ottimi i nostri e quindi dobbiamo essere orgogliosi del nostro lavoro.
Ringrazio, ha concluso Coppola, medici, infermieri ed operatori socio-sanitari che ogni giorno lavorano a beneficio dei nostri pazienti per il miglioramento dell'efficienza e dell'efficacia delle cure.
Alla inaugurazione, che si è svolta nel padiglione "San Giuseppe Moscati" dell'Ospedale "Rummo" ed i cui locali sono stati benedetti da fra' Angelo Canfora, il direttore generale dell'Azienda Ospedaliera "San Pio", Maria Morgante ha dichiarato che ancora una volta l'Azienda porta a casa un risultato importante dimostrando che anche la sanità nel Mezzogiorno è capace di farlo, rispettando i programmi e raggiungendo obiettivi definiti.
Con l'apertura del nuovo reparto di Medicina d'Urgenza, che prevede la presenza di 12 posti letto ordinari e 6 in sub-intensiva, abbiamo aggiunto un valore in più alla nostra Azienda in quanto la Medicina d'Urgenza non è un reparto a sé ma strategico, che fa da cerniera introducendo l'alta tecnologia con la terapia intensiva.
La Medicina d'Urgenza ha un ruolo fondamentale che è quello di gestire il tempo, l'appropriatezza, il Pronto Soccorso.
Attraverso i posti letto ordinari abbiamo il monitoraggio dei pazienti che abbiamo presenti in quel reparto anche per capire qual è la destinazione del paziente medesimo nei vari reparti o addirittura a casa.
Questo è un reparto, ha proseguito Morgante, che gestisce il tempo perché attraverso i posti del reparto di Terapia Intensiva riusciamo ad osservare il paziente ed a capire anche in quel caso la destinazione ma attraverso l'uso di tecnologie tramite il monitoraggio dei parametri, dei ventilatori non invasivi e le alte tecnologie che permettono di capire se il paziente deve andare in reparto o in terapia intensiva.
Dobbiamo avere, insomma, il tempo per la gestione.
La cosa fondamentale è che riduciamo la permanenza nel Pronto Soccorso.
Oggi per noi non è solo tagliare un nastro ma raggiungere un obiettivo strategico per l'Azienda.
E qui il collega Diego De Lucia ha chiesto a Morgante se con  la dichiarazione resa dal sindaco Mastella di compiacimento per il lavoro che si svolge nel "Rummo" così come scritto nel rapporto dell'Agenas, sia mutato qualcosa nelle loro interlocuzioni che non sono sempre state facili.
Morgante ovviamente non ha risposto ma la domanda andava fatta.
Dico solo che oggi apriamo questo reparto in concomitanza con quello che è stato il dato pervenuto dall'Agenas, ha detto il direttore generale, che ha messo in luce quelle che sono le eccellenze del nostro Ospedale che per noi è un vanto.
Avere reparti come la Cardiologia, la Chirurgia, la Neurochirurgia, l'Oncologia Medica, di eccellenza a livello regionale e nazionale, per noi rappresenta un volano per quelli che saranno i risultati futuri.
Quei dati non li guardo come un risultato raggiunto ma come una bussola da seguire, ha concluso Morgante.
Clemente Mastella ha sottolineato che la giornata di oggi è di buona sanità.
Ogni tanto ci lamentiamo, qualche volta giustamente ma assai spesso ingiustamente e con fare polemico, senza tener conto che l'istituto ospedaliero ha bisogno di finanziamenti e quando questi non ci sono poi diventa complicato (questo andava ricordato al presidente De Luca, atteso che ne aveva e ne ha oggi Fico, la competenza esclusiva sulla sanità, sempre poco propenso ad elargire somme importanti al nostro Ospedale mentre ingenti finanziamenti li ha dirottati solo sul suo nascente mega ospedale di Salerno ndr).
La cosa che più vistosamente mette apprensione, ha proseguito Mastella, è che quando arrivi al Pronto Soccorso si notano cose devastanti.
In realtà non dipendono da chi guida la struttura, nel senso che abbiamo 110 posti letto assegnati per 100mila abitanti mentre invece la Bulgaria, che non è la Germania, ne ha 300.
E' ovvio che se non si fanno investimenti per creare un'area del Pronto Soccorso molto più ampia, diventa complicata la faccenda.
Oggi invece le prestazioni si fanno in pochi giorni e talune strutture sono state destinatarie di un complimento notevole da Agenas.
Quindi anziché lamentarci ogni volta vediamo anche le cose buone che ci sono. Poi, la lamentela seria, dignitosa e responsabile ci può anche stare.
Sin qui Mastella, ma è un altro Mastella rispetto alle argomentazioni e le dichiarazioni di fuoco rilasciate in altri momenti sulla vita di questo Ospedale.

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