Il Tribunale del Riesame di Napoli ha disposto la scarcerazione di un 19enne di Benevento, imputato di tentato omicidio, concedendogli gli arresti domiciliari nella sua abitazione
Il Tribunale del Riesame di Napoli ha disposto la scarcerazione di un 19enne di Benevento, concedendogli gli arresti domiciliari nella sua abitazione.
La decisione è arrivata accogliendo le tesi dei suoi difensori, gli avvocati Vittorio Fucci e Francesco Altieri.
Il giovane è imputato per il tentato omicidio di un 17enne di Vitulano, costituitosi parte civile e assistito dall'avvocato Antonio Leone.
La vicenda giudiziaria ha visto susseguirsi diversi pronunciamenti della Corte di Cassazione sulla misura cautelare applicata.
La Suprema Corte, accogliendo il ricorso presentato dagli avvocati Fucci e Altieri, aveva annullato la decisione del Tribunale del Riesame di Napoli che aveva confermato il provvedimento del Tribunale di Benevento, con il quale era stata rigettata la richiesta di revoca o sostituzione della custodia cautelare in carcere.
Si è trattato del secondo annullamento disposto dalla Cassazione in relazione a un provvedimento riguardante la libertà personale.
Già lo scorso febbraio, infatti, la Suprema Corte, sempre accogliendo il ricorso dei due difensori, aveva annullato il primo provvedimento del Tribunale del Riesame di Napoli che aveva confermato l'ordinanza genetica della custodia cautelare in carcere emessa nei confronti del 19enne.
A questi si aggiunge un ulteriore pronunciamento favorevole alla difesa.
Nel marzo scorso, infatti, la Cassazione aveva accolto il ricorso degli avvocati Fucci e Altieri, annullando senza rinvio il provvedimento di sequestro del telefono cellulare di Palermo.
L'inchiesta riguarda quanto accaduto nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 2025.
Secondo la ricostruzione accusatoria, da Benevento sarebbero partite quattro automobili, un'Alfa Romeo Mito, due Fiat Panda e una Fiat Grande Punto, con a bordo un gruppo di ragazzi diretti a un locale di Montesarchio, con l'intenzione di aggredire un gruppo rivale.
Una volta arrivati sul posto, sono stati aggrediti due ragazzi.
Tra questi il 17enne, nei cui confronti sarebbero stati compiuti atti ritenuti idonei a provocarne la morte.
Lo stesso è stato colpito con calci e pugni e alla testa con una mazza da baseball, riportando gravi conseguenze fino al coma.
Secondo la ricostruzione accusatoria, il 19enne avrebbe immobilizzato il 17enne stringendogli le mani al collo, con il cosiddetto metodo dell'"incravattamento", consentendo così agli altri presunti partecipanti di proseguire l'aggressione.
La ricostruzione degli inquirenti si baserebbe, tra gli altri elementi, sulle immagini di una telecamera, sull'analisi dei telefoni cellulari e sulle dichiarazioni di alcuni testimoni.
Ora, dopo i diversi passaggi davanti alla Corte di Cassazione, il Tribunale del Riesame di Napoli ha accolto le tesi della difesa e disposto la sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari.