Il gesto forte dell'opposizione si potrebbe concretizzare nelle dimissioni in massa. Il Consiglio non sarebbe sciolto perchè c'è l'integrazione attingendo dalle liste di chi lascia, ma sarebbe un gesto importante e facilmente leggibile dalla gente
Nel coro di interventi che si sono susseguiti dopo la notizia del nuovo troncone dell'indagine condotta dalla Procura della Repubblica a seguito dell'arresto di Gennaro Santamaria, interviene Peppino De Lorenzo che, tra le mura di Palazzo Mosti, è stato per molti anni, prima quale consigiere, e poi, in qualità di assessore.
Lo stesso coglie l'occasione onde lanciare un appello alla minoranza.
"Ulteriori considerazioni su quanto, in questi giorni, è stato detto e scritto in merito al polverone giudiziario che ha investito l'amministrazione comunale di Benevento, possono apparire, ne sono consapevole, fors'anche inutili.
Lo spettacolo è deplorevole da qualsiasi angolazione lo si valuti.
Per Mastella, stando alle sue affermazioni, convinto lui di parlare a degli inetti, non è successo nulla, proprio nulla.
Mazzette, che sono circolate senza ritegno alcuno, per lui non sono altro che un banale incidente di percorso, quasi caramelle sponsorizzate oltre misura.
Un polverone, quest'ultimo, ingigantito dall'opposizione e dal lavoro, questa volta certosino, dei magistrati.
In condizioni normali lui, invece, avrebbe dovuto, seduta stante, dimettersi.
Al contrario finge di non accorgersi che la città è rimasta attonita e smarrita.
Pacchetti di banconote, pronte per la divisione, hanno rappresentato uno schiaffo ai tanti beneventani che faticano ad arrivare a fine mese, alla sanità ridotta ad un colabrodo, ai tanti ragazzi, anche di valore, costretti ad emigrare, mentre i coetanei sono stati assunti dopo avere elargito la tangente al politico referente, con la regia di Gennaro Santamaria.
Vergogna!
La dignità dei rappresentanti la maggioranza è stata calpestata senza ritegno.
Aveva fatto bene a dimettersi il presidente, Renato Parente, anche perché lui non rappresenta solo il partito di Mastella, ma il Consiglio comunale tutto, nella sua interezza.
In ultimo, sbagliando, si è fatto convincere a restare commettendo, a mio avviso, un grave errore.
Sia perché l'accusa di avere diviso danaro con Santamaria non gli permetterà di stare a suo agio a ricoprire la seconda carica dell'Amministrazione, sia perché, restando a quel posto, con la prossima, probabile, grandinata che potrebbe essere in arrivo, verrà travolto.
Con lui ho sempre intessuto un ottimo rapporto e, per questo, amichevolmente, gli consiglio di andare via e non seguire, almeno questa volta, i consigli del suo Mastella che lo sta usando per suo uso e consumo.
Lo faccia, in silenzio, subito. Segua il mio consiglio e potrà essere certo che non avrà a pentirsi.
La mia, si badi bene, è una disamina esclusivamente politica.
Nel contempo, sino ad oggi, non abbiamo sentito, neanche una sola volta, da Parente, almeno per discolpa, di non avere preso soldi.
Un silenzio tombale inspiegabile da parte sua.
Mastella sostiene che non vi sia stato alcun aiuto per qualche manifestazione elettorale del suo partito.
Come mai, è lecito chiedersi, al Teatro del Collegio de la Salle, lo ricordiamo tutti, proprio Santamaria con i suoi attuali compagni di merende, fu il "direttore artistico" di quell'incontro?
I magistrati, nei limiti del possibile, devono accelerare le indagini chiudendo il circuito se esso è ancora aperto.
Solo così potrà essere ridata dignità alla istituzioni locali, sì gravemente offese.
La gente, da parte sua, ricordi tutto questo e, al momento delle elezioni, dimentichi Mastella relegandolo, finalmente, nella sua Ceppaloni.
Un ultimo invito lo rivolgo a tutti i consiglieri comunali di opposizione, alcuno escluso, che non possono essere rappresentati da un presidente sul quale, a dire della Procura della Repubblica di Benevento, vi sono delle ombre.
Una loro eventuale mozione di sfiducia, a mio avviso, apparirebbe risibile ed inutile.
Si parlerà per ore, ma, in ultimo, mancando il numero utile ad approvarla, non si approderà ad alcunché di concreto.
Un segnale forte verrebbe dalle dimissioni in massa.
E' risaputo che il Consiglio non sarà sciolto per questo.
Vi saranno delle sostituzioni scorrendo le varie liste di provenienza dei "dimissionari", fino al loro esaurimento qualora anche i nuovi subentranti si dimettessero, come sarebbe giusto che facessero se ci fosse la "appartenenza", che oggi è praticamente scomparsa, perché dovrebbero dare corpo ad una strategia politica, ed anche tenendo conto che addirittura qualche consigliere, in questi anni, avrà saltato il fosso e oggi è con Mastella.
Ma questo non conta assolutamente nulla.
In politica contano i gesti e questo sarebbe certamente un gesto forte che l'opinione pubblica coglierebbe agevolmente.
Tuttavia, in queste condizioni, se ci dovessero essere le dimissioni di tutta la minoranza, in tutta onestà, non so il sindaco quale fandonia verrà ancora a raccontarci.
In questo, è vero, lui è un maestro, ma, probabilmente, non sarà più credibile.
Lo speriamo con tutto il cuore".