Il Coordinamento di Civico 22, in ambito urbanistico, ha chiesto di riaprire "la stagione dei concorsi"

Il Coordinamento di Civico 22, in ambito urbanistico, ha chiesto di riaprire "la stagione dei concorsi"

L'intento è quello di farlo con progetti condivisi con i cittadini, mirati, ben definiti negli obiettivi e ben istruiti, riportando grandi nomi e grandi idee a Benevento

Il Coordinamento di Civico 22, in ambito urbanistico, ha chiesto di riaprire "la stagione dei concorsi" con progetti condivisi con i cittadini, mirati, ben definiti negli obiettivi e ben istruiti, riportando grandi nomi e grandi idee a Benevento.
"Tra la fine del secolo scorso e l'inizio di quello attuale, più o meno dal 2000 al 2006 - si legge nella nota inviata alla Stampa - Benevento vide affrontarsi prestigiosi studi di architettura, italiani e internazionali, in quella che Raimondo Consolante ha definito "la stagione dei concorsi". L'oggetto di quei concorsi era la sistemazione della zona dell'Arco del Sacramento e dell'area nodale del Duomo, era la valorizzazione dell'Arco di Traiano e la definizione di alcune altre zone "individuate" dai bombardamenti: i Bagni, Calata Olivella, piazza Santa Maria.
Gli esiti di quei concorsi, a giudicare dai risultatati, sono stati largamente insoddisfacenti: uno solo di essi ha trovato parziale compimento (nel bando si prevedevano altri volumi, poi non realizzati) ed è l'arena dell'Arco del Sacramento, il cui semplice impianto venne nobilitato da articolati percorsi tra i ruderi romani.
Del concorso per piazza Duomo, che pure interessò i beneventani come non mai, il risultato è davanti ai nostri occhi da due decenni, mentre degli altri non vi è traccia se non nelle carte conservate in Comune e, per uno di essi, nelle polemiche che ne seguirono.
Eppure, nonostante gli esiti infelici, a venti anni di distanza crediamo che la stagione dei concorsi debba riaprirsi: lo impongono i risultati assai modesti degli ultimi interventi pubblici, dalla Federico Torre al Parco De Mita, da piazza Santa Maria fino alla controversa piazza Risorgimento. Nuovi concorsi  condivisi con i cittadini, mirati, ben definiti negli obiettivi e ben istruiti, riportando grandi nomi e grandi idee a Benevento potrebbero dare una scossa al modo a tratti scialbo di fare architettura in città.
Ma è soprattutto nel progetto del verde, del giardino, del parco e perché no, del bosco o della foresta urbana che se ne avverte la necessità. Qui da noi, nemmeno tanto sottotraccia, nei progettisti e nei politici è radicata l'idea che l'architettura sia esclusivamente mattone, pietra e calcestruzzo, volumi e superfici, e che gli alberi siano solo un decoro stilizzato da disporre in uno o due filari, come a ricordare ai passanti che da qualche parte (ma non lì) esiste anche la natura.
Senza rilanciare polemiche recenti, ricordo che piazza Risorgimento ha una superficie di un ettaro e mezzo, quasi del tutto cementata...
Insomma, se ci fosse alle viste un Capability Brown, il paesaggista del '700 inventore del giardino all'inglese, lo proporremmo a sindaco e gli diremmo: fai di Benevento una città contenuta in un immenso parco.
Con un concorso pubblico".

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