I messaggi di cordoglio per la morte di Roberto Costanzo

I messaggi di cordoglio per la morte di Roberto Costanzo

Ecco tutti quelli giunti in redazione

Quelli che seguono sono i messaggi di cordoglio per la morte di Roberto Costanzo giunti in redazione.

Carmine Nardone, già parlamentare e presidente della Provincia
Ci ha lasciato un grande protagonista della vita politica e culturale del nostro territorio.
Un uomo che ha attraversato la storia del Sannio lasciando un segno profondo, non soltanto per le responsabilità che ha ricoperto, ma soprattutto per la passione con cui ha saputo guardare alla sua terra.
Uno degli ultimi suoi interventi pubblici è stato, pochi giorni fa, nella sua amata San Marco dei Cavoti, dove volle commentare il mio ultimo libro Masserie e vita contadina. Fu per me un momento particolarmente intenso.
In quella occasione, ricordò anche la sua amicizia con mio padre Fiorentino.
Quelle parole trasformarono la presentazione di un libro in qualcosa di più: un incontro tra memorie, generazioni e storie personali che appartengono alla stessa terra.
Con lui abbiamo condiviso, nel corso degli anni, idee, progetti e battaglie per un Sannio più forte, più giusto e più consapevole delle proprie risorse.
Lo abbiamo fatto anche partendo da posizioni politiche diverse, ma senza mai smarrire il rispetto e la capacità di riconoscere nell'altro un compagno di strada quando in gioco c'era il bene della nostra comunità.
E' forse questo il ricordo più bello che oggi porto con me: la possibilità di essere diversi nelle idee e, nello stesso tempo, uniti dall'amore per la propria terra.
La sua scomparsa lascia un vuoto nella comunità di San Marco dei Cavoti, nel Sannio e nel mondo della Coldiretti, di cui è stato una voce autorevole e appassionata.
L'ultima volta che ci siamo incontrati, parlando di contadini, di terra e di memoria, forse non sapevamo che stavamo consegnando alla memoria anche un pezzo della nostra amicizia.
E oggi, mentre il Sannio saluta un suo figlio, mi piace pensare che quella conversazione continui ancora, da qualche parte, tra le colline, le masserie e quella terra che entrambi abbiamo tanto amato.
A chi gli ha voluto bene, alla sua famiglia, alla comunità di San Marco dei Cavoti e a tutta la grande famiglia della Coldiretti, esprimo le mie più sentite condoglianze.

Nino Lombardi, presidente della Provincia
Roberto Costanzo ha speso la sua vita a servizio dell'emancipazione delle classi sociali più deboli e per la crescita e lo sviluppo delle aree interne meridionali.
Il suo impegno quotidiano ed instancabile nelle istituzioni democratiche, nate dopo la catastrofe della Seconda Guerra Mondiale e della dittatura fascista, ha testimoniato il senso più nobile ed alto della politica: Quella che è a servizio della cittadinanza per costruire nuove condizioni di vita in particolare per i più umili.
Militante della Democrazia Cristiana da sempre, vicino a uomini del calibro di Bosco Lucarelli e Mario Vetrone, dalla sua amata San Marco dei Cavoti, città del pre-Fortore anch'essa segnata dai problemi sociali tipici delle aree interne meridionali, Roberto Costanzo è stato protagonista in prima persona della lotta della Federazione Coltivatori Diretti per il riconoscimento della dignità del lavoro nei campi ed il riscatto di tutte le figure e di tutti gli operatori del mondo rurale, contribuendo i misura notevole a cambiare profondamente le nostre campagne e quelle di tutto il Paese con il riconoscimento effettivo della uguaglianza dei diritti sancita nella Carta Costituzionale.
Amministratore pubblico di lungo corso, ha sempre portato presso la Provincia di Benevento, la Regione Campania, il Parlamento Europeo, la Camera di Commercio di Benevento una grande passione civile sottesa ad un disegno ed un programma strategico di sviluppo, fondato su un notevole patrimonio culturale e politico.
La sua lucidità di analisi e di proposta non si è mai spenta, risultando al contrario sempre forte e vivida anche in questi ultimissimi giorni non avendo mai interrotto la sua attività pubblicistica.
Sempre ha offerto alle Istituzioni e a quanti hanno avuto e hanno l'onore di guidarle, i suoi argomentati pareri, i suoi preziosi consigli, le sue critiche costruttive.
Il Sannio ha perso una figura eminente del dibattito pubblico ed un pezzo fondamentale della sua storia.
Esprimo a nome personale e della Provincia di Benevento tutta il sincero cordoglio per la scomparsa di una vera guida nel nostro cammino.

Gennaro Masiello, presidente Coldiretti Benevento
La scomparsa di Roberto Costanzo rappresenta una grave perdita per il mondo agricolo, per le istituzioni e per l'intero territorio sannita.
Roberto Costanzo ha dedicato una parte importante della sua vita alla crescita e alla valorizzazione dell'agricoltura, ricoprendo ruoli di grande responsabilità all’interno della Coldiretti e delle istituzioni.
Da assessore regionale all'Agricoltura della Campania a europarlamentare, fino alla presidenza della Camera di Commercio di Benevento, ha sempre mantenuto un forte legame con il nostro territorio e con il mondo produttivo.
Per la Coldiretti di Benevento, la sua scomparsa assume un significato particolarmente doloroso.
Roberto Costanzo è stato un dirigente autorevole, un uomo delle istituzioni e soprattutto una persona che ha saputo interpretare le esigenze degli agricoltori e del mondo rurale, contribuendo con il suo impegno a dare forza e dignità al settore agricolo sannita.
Ricordiamo la sua passione, la sua competenza e la sua capacità di guardare al futuro, con la consapevolezza che l'agricoltura rappresenta non solo un comparto economico, ma una parte fondamentale dell'identità e dello sviluppo del nostro territorio.
A nome mio personale, della Coldiretti di Benevento e di tutta la nostra organizzazione, esprimo la più profonda vicinanza alla famiglia Costanzo, nel ricordo di un uomo che ha lasciato una traccia significativa nella storia agricola e istituzionale del Sannio.
Il suo impegno e il suo esempio resteranno nella memoria della nostra comunità.

Pellegrino Mastella, consigliere regionale
Profondamente affranto per la scomparsa, ricordo l’onorevole Roberto Costanzo, una delle figure più autorevoli della storia politica e istituzionale del Sannio.
In queste ore penso soprattutto all'uomo, prima ancora che al politico, all'europarlamentare, all’amministratore, al dirigente agricolo e al grande conoscitore delle dinamiche del nostro territorio.
Penso alle nostre telefonate, alle tante conversazioni, ai suoi suggerimenti, alle critiche quando necessarie, alle sue osservazioni e a quei consigli che, soprattutto negli ultimi tempi, non mi ha mai fatto mancare.
La cosa che mi impressionava maggiormente era la sua voglia di continuare a capire e a discutere.
Nonostante l'età, era ancora attentissimo a ciò che accadeva.
Leggeva, si informava, ragionava sui problemi e non rinunciava mai a dire la sua.
Era ancora, a tutti gli effetti, in prima linea sui temi che considerava importanti per il futuro del Sannio.
Roberto Costanzo non si è mai limitato a ricordare il passato. Questa era la sua grandezza. Guardava al futuro.
Parlava dei giovani, delle aree interne, dell’energia, dell’agricoltura, della rappresentanza del Sannio.
E lo faceva con la stessa passione con cui aveva affrontato la politica per tutta la vita.
La sua eredità più importante è l'impressionante memoria storica.
Quando discutevamo di un problema, spesso andava indietro di decenni e ricordava decisioni, persone, progetti, errori e intuizioni.
Ma non lo faceva per nostalgia.
Utilizzava quella memoria per capire meglio il presente e, soprattutto, per suggerire cosa sarebbe stato necessario fare domani.
E continuava a sentirsi parte attiva della comunità.
Roberto Costanzo aveva una caratteristica che ho sempre apprezzato: Non ti diceva necessariamente quello che volevi sentirti dire.
Ti diceva quello che pensava fosse giusto dirti. Anche quando poteva essere scomodo.
E lo faceva con la libertà di chi non aveva più nulla da dimostrare e con l’autorevolezza di chi aveva vissuto direttamente molte delle stagioni politiche che noi oggi studiamo sui libri.
Era un uomo libero. Libero nelle iniziative, libero nei giudizi, libero di criticare e libero di suggerire.
E soprattutto aveva un grande senso delle istituzioni.
Nonostante le appartenenze politiche e la lunga esperienza nella Democrazia Cristiana, ha sempre guardato alla politica come strumento per il bene della comunità.
Questo credo sia uno degli insegnamenti più importanti che ci lascia.

Fernando Errico, consigliere regionale
Con Roberto Costanzo non scompare soltanto un protagonista della storia politica del Sannio e della Campania, ma una memoria preziosa della nostra terra.
Per me, soprattutto, viene a mancare un amico vero, con il quale ho condiviso negli anni un rapporto profondo, fatto di stima, affetto e sincero confronto.
Storico esponente della Democrazia Cristiana, Costanzo è stato europarlamentare e primo assessore regionale all'Agricoltura della Campania, incarico ricoperto dal 1970 al 1975, oltre ad aver ricoperto numerosi altri ruoli istituzionali e politici.
Roberto Costanzo ha attraversato decenni della vita politica e sociale del nostro territorio mantenendo sempre un legame fortissimo con il Sannio.
Anche negli ultimi anni, nonostante l'età, continuava a seguire con lucidità e attenzione le vicende della nostra provincia, offrendo analisi e riflessioni mai banali.
Il nostro rapporto andava oltre la dimensione politica.
Era un'amicizia autentica, costruita nel tempo, e Roberto era per me una persona con cui confrontarmi, alla quale chiedere un consiglio, certo di trovare sempre una parola sincera e autorevole.
Porterò con me il ricordo delle nostre conversazioni e della sua straordinaria capacità di leggere il presente senza mai perdere di vista la storia e le radici del territorio.
Oggi il Sannio perde una voce autorevole e un protagonista di una stagione importante della vita democratica.
Alla famiglia rivolgo il mio più sincero e affettuoso cordoglio.

Clemente Mastella, sindaco di Benevento
Diciamo addio in questo assolato sabato agostano ad un grande protagonista della politica sannita del Secondo Dopoguerra: Roberto Costanzo.
In lui la concretezza del fare si univa ad un pensiero politico raffinato.
Il suo volume "La Campania non finisce a Capodichino" fu un cardine concettuale di quella necessità di riscossa delle aree interne, nel loro rapporto anche conflittuale con le zone costiere e metropolitane, che da lustri è l'esercizio alla trave, quello più difficile negli sport ginnici, per la classe politica delle province meridionali.
Questa prova del nove Costanzo l'ha affrontata con determinazione e brillantezza nei lunghi anni di impegno politico anche, e non solo, in Regione Campania.
Ebbe sempre l'acutezza di capire che il settore primario si evolveva e il Sannio aveva urgenza di non perdere altri treni.
Dell'agricoltura sannita era un conoscitore incredibile.
Il mio rapporto con lui fu franco, sincero e mai costruito.
La politica non sempre consente di abitare gli stessi spazi e percorrere gli stessi sentieri, anche quando, come per noi, la casa è comune e la nostra casa è sempre stata la Dc.
Il nostro rapporto è rimasto sempre vero e negli ultimi appuntamenti pubblici, come la presentazione del suo libro sulla Dc sannita, l'amarcord si congiungeva alla stima e all'affetto.
Condoglianze ai familiari, buon viaggio Roberto.

Domenico Matera, senatore
Esprimo, a nome mio personale e dell'intera comunità politica di Fratelli d'Italia Sannio, il più sincero cordoglio per la scomparsa di Roberto Costanzo.
Con lui il Sannio perde una figura di grande spessore politico e istituzionale, che per decenni ha dedicato il proprio impegno per il territorio, rappresentando una stagione importante della storia politica e istituzionale sannita al di là degli schieramenti.
Anche negli ultimi anni non aveva smesso d'intervenire nel dibattito pubblico con attenzione e passione, continuando a offrire il proprio contributo sui grandi temi che riguardano il futuro del Sannio.
Alla sua famiglia e a tutti coloro che gli sono stati vicini rivolgo, a nome mio e di Fratelli d'Italia, cordoglio e vicinanza.

Stefano Orlacchio, per la segreteria Pd Città di Benevento
Siamo addolorati dalla scomparsa di Roberto Costanzo.
Il suo impegno politico ed istituzionale sono stati punto di riferimento per tante e tanti che hanno scelto di avvicinarsi al mondo della politica, dai più giovani ai più adulti.
Sostenitore di un'Europa unita e forte che fosse in grado di essere punto di riferimento per l'emancipazione delle aree interne, la sua determinazione e la passione per la politica anche dopo il suo impegno istituzionale saranno per tutti esempio nel tempo.
Ci stringiamo al dolore della sua famiglia e dei suoi cari.

Luigi Bocchino, dirigente regionale Lega
Con Roberto Costanzo ci lascia un democristiano non pentito, strenuo difensore in Europa ed in Italia del nostro territorio che si è speso politicamente una vita intera affinché "la regione Campania non si fermasse a Capodichino" come soleva dire e scrivere nel titolo del suo libro. Sul piano personale una amicizia profonda che mi ha accompagnato nelle mie scelte politiche a partire da quando nel 1995 sul mio studio decidemmo insieme, con un manipolo di amici, di presentarci con lo scudo crociato alle elezioni provinciali.
Riposa in pace zio Roberto!

Rocco Cirocco, consigliere comunale Molinara
Esprimo il mio più sincero cordoglio per la scomparsa di Roberto Costanzo.
Lo ricordo attraverso tante discussioni, alcune pubbliche, sulle aree interne, sulla necessità di guardare prima di tutto a chi le abita e a ciò che le comunità possiedono, in termini di storia, risorse, paesaggio e identità.
Parlavamo della cura dei territori e di quanto, un tempo, ci fosse una maggiore capacità di programmare, mentre oggi tutto rischia di perdersi dentro i grovigli dei progetti, spesso concentrati sulla spesa del periodo di investimento e molto meno sulla capacità di sostenere nel tempo ciò che viene realizzato. Erano confronti mai banali, anche privati.
Roberto Costanzo aveva una mente lucida e pacata.
Sapeva ascoltare e argomentare, anche quando le nostre convergenze di pensiero non collimavano.
E' proprio questo che ho sempre apprezzato, la possibilità di discutere senza che la distanza delle idee diventasse distanza umana.
Personalmente lo ricorderò anche alla presentazione del mio "Fortore nei pedali", in più paesi della provincia, quando volle spendere parole importanti invitando a leggere la nostra terra con gli occhi del ciclista girovago.
Una passione, quella per le due ruote a pedali, che ci accomunava e che rendeva ancora più naturali certe nostre conversazioni.
Purtroppo non ho fatto in tempo a discutere con lui del mio ultimo libro, che gli avevo portato e donato.
Mi resta, però, il ricordo della nostra chiacchierata, proprio in quell'occasione.
E' forse il richiamo più importante che porto con me.
In quella conversazione ho capito quanto avesse compreso, ancora prima di leggere quelle pagine, il peso che ha avuto per Molinara la perdita di una generazione di giovani.
Ho riconosciuto, ancora più chiaramente, l'amore che Roberto Costanzo aveva per Molinara.
Un amore mai retorico, fatto di attenzione, di memoria e di preoccupazione per ciò che sarebbe rimasto dopo di noi.
Ciao onorevole.

Francesco De Pierro, vice sindaco di Benevento
La scomparsa di Roberto Costanzo, grande protagonista della politica sannita negli ultimi decenni, lascia un vuoto.
La sua figura è stata centrale e il suo contributo allo sviluppo sociale ed economico della provincia di Benevento è stato indimenticabile.
Lascia un'eredità importante e resta un riferimento per le classi dirigenti di questo territorio.
Giunga l'espressione del mio cordoglio a tutti i familiari.

Marcella Sorrentino, segretario provinciale "Noi di Centro"
La scomparsa di Roberto Costanzo segna la fine di un’importante stagione della politica sannita.
Protagonista della vita istituzionale regionale e nazionale, Costanzo è stato il primo assessore all'Agricoltura della Regione Campania ed europarlamentare, dedicando gran parte del proprio impegno alla tutela e alla valorizzazione dell’agricoltura, delle aree interne e del territorio sannita.
La sua vicenda politica si è intrecciata con quella di Clemente Mastella, all'interno di una lunga esperienza maturata nella tradizione democratico-cristiana e nella vita politica del Sannio. La sua scomparsa ci addolora profondamente.
Con lui perdiamo una figura autorevole della politica sannita, un uomo che ha attraversato importanti stagioni istituzionali portando sempre con sé un forte legame con la propria terra.
La sua esperienza e il suo impegno rappresentano una testimonianza significativa per chi oggi sceglie di dedicarsi alla politica e alle istituzioni. A nome mio e di tutto "Noi di Centro" Benevento rivolgo alla famiglia Costanzo le più sentite condoglianze e la nostra sincera vicinanza in questo momento di dolore.

Mario Pepe, già parlamentare del Pd
La morte di Roberto Costanzo ci sorprende perché l’avremmo visto ancora impegnato sulle questioni politiche della Campania e del Sannio. Storico esponente della Democrazia Cristiana, per anni, protagonista della politica nazionale, regionale e provinciale.
Egli è stato un autorevole rappresentante delle dinamiche istituzionali, competente nelle tematiche che ha affrontato, sempre a sostegno della Coldiretti e degli operatori agricoli.
A lui, al suo generoso impegno, alla sua memoria, va la nostra stima, il nostro affetto e la nostra preghiera.

Francesco Maria Rubano, deputato
La scomparsa di Roberto Costanzo rappresenta una grave perdita per il Sannio e per l’intera comunità politica e istituzionale della nostra provincia.
Un uomo delle istituzioni che, attraverso i tanti incarichi ricoperti, ha sempre mantenuto un legame profondo con la sua terra.
Il suo percorso nella Democrazia Cristiana, nelle istituzioni regionali ed europee e al servizio del Sannio resta parte della storia politica della nostra provincia.
Alla sua famiglia e a quanti gli sono stati vicini rivolgo le più sentite condoglianze e la mia sincera vicinanza.

Domenico Parisi, commissario provinciale Lega
Con la scomparsa di Roberto Costanzo, il Sannio perde una figura brillante, un uomo carismatico e un punto di riferimento insostituibile per l’intera comunità. Roberto Costanzo è stato uomo che ha dato straordinariamente tanto in termini di crescita, sviluppo e riscatto per il territorio sannita.
La sua visione lungimirante e la sua passione civile restano un patrimonio inestimabile per tutti noi.
La sua storia politica ed istituzionale è stata ricca di successi.
Dalle prime esperienze nel Consiglio provinciale di Benevento nel 1964, fino a diventare il primo storico assessore all'Agricoltura della Regione Campania nel 1970, Costanzo ha sempre messo al centro dell'azione amministrativa la valorizzazione delle nostre zone interne, del comparto agricolo e del tessuto produttivo locale.
Il suo prestigioso percorso da europarlamentare per due legislature, durante le quali ha presieduto importanti organismi europei, ha portato la voce e le esigenze del Sannio nei più alti consessi internazionali.
Non possiamo dimenticare, inoltre, il fondamentale contributo profuso nei suoi tredici anni alla guida della Camera di Commercio di Benevento, oltre al suo impegno verticistico in organizzazioni chiave come la Coldiretti e Confcooperative.
Roberto Costanzo non è stato soltanto un grande amministratore e un raffinato saggista, ma un difensore tenace dell'identità e delle potenzialità economiche della nostra terra, convinto che il Sannio avesse tutte le risorse per competere a testa alta.
​A nome mio personale e di tutta la comunità della Lega della provincia di Benevento esprimo i sentimenti del più profondo e sentito cordoglio alla famiglia Costanzo, ai suoi cari e a quanti ne hanno condiviso il percorso umano, politico e culturale. Il suo esempio di dedizione al territorio continuerà ad essere guida e stimolo per chiunque si impegni per il bene di questa terra.

Alfonso Iannace, coordinatore territoriale Fai Cisl IrpiniaSannio
La Fai Cisl Irpinia-Sannio esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Roberto Costanzo, figura di riferimento per il mondo agricolo e forestale del Sannio e della Campania. Costanzo ha ricoperto il ruolo di assessore regionale all’Agricoltura e Forestazione della Campania dal 1970 al 1975, contribuendo alla definizione delle prime politiche agricole e forestali della Regione.
In quella fase, come organizzazione sindacale allora rappresentata dalla Fisba Cisl (oggi Fai Cisl), partecipammo alle interlocuzioni e ai lavori preparatori che portarono alla costruzione del quadro normativo regionale sulla forestazione, ponendo le basi per una gestione moderna del territorio, della difesa del suolo e delle aree interne.
Il suo impegno costante per la forestazione, la tutela del territorio e lo sviluppo agricolo rappresenta una testimonianza concreta della sua visione e della sua dedizione.
Ha saputo coniugare attenzione ambientale e crescita delle comunità locali, lasciando un’eredità importante per il Sannio e per l'intera Campania.
La sua visione, centrata sulla tutela ambientale e sullo sviluppo agricolo, è rimasta costante lungo tutta la sua carriera istituzionale.
Consigliere regionale, parlamentare europeo e successivamente presidente della Camera di Commercio di Benevento, ruoli nei quali ha continuato a promuovere la valorizzazione del Sannio, dell'agricoltura e del patrimonio boschivo.
La Fai Cisl Irpinia-Sannio si unisce al dolore della famiglia e della comunità di San Marco dei Cavoti, ricordando un uomo che ha lasciato un’eredità concreta e duratura. La sua memoria possa essere onorata anche attraverso il proseguimento del lavoro che ha avviato: Difesa del suolo, cura dei boschi, valorizzazione dell’agricoltura e tutela delle aree interne.

Filiberto Parente, consigliere nazionale Acli
Addio a Roberto Costanzo, punto di riferimento autorevole del territorio.
Alle Acli ha donato amicizia, passione e impegno autentico.
Le Acli di Benevento esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Roberto Costanzo, già presidente e primo promotore sociale del Patronato Acli provinciale.
La sua lunga esperienza nella Coldiretti, l'impegno parlamentare e la costante attenzione alle dinamiche del Mezzogiorno d'Italia hanno rappresentato un punto di riferimento autorevole per il nostro territorio.
La sua figura, sempre lucida nell'analisi e attenta nell'osservazione della realtà sociale ed economica, lascia oggi in noi un senso di smarrimento.
Avvertiamo la mancanza di una guida capace, di un interprete rigoroso delle trasformazioni del Paese e del ruolo delle comunità del Sud.
Alle Acli ha donato amicizia, sostegno e una testimonianza preziosa, consegnandoci una storia ricca di dettagli, di passione civile e di impegno autentico.
Ti sia lieve la terra, presidente.
Le condoglianze personali e quelle dell’intera comunità Acli si uniscono nel ricordo e nella gratitudine.

Peppino De Lorenzo, giornalista e medico
La notizia della scomparsa di Roberto Costanzo mi riempie l'animo di profonda tristezza.
Ripetuti i nostri incontri in questo ultimo periodo e ne avevamo altri in programma.
E' davvero difficile scrivere di lui in questo particolare momento.
Mi propongo di farlo a breve su "Gazzetta di Benevento", ove ha scritto, con interesse ed abnegazione, negli ultimi anni della sua vita.
Ciao, onorevole!

Filomena Marcantonio, segretario provinciale del Pd
Con la scomparsa di Roberto Costanzo il Sannio perde una figura importante della sua storia politica e istituzionale.
Perdo anche una persona con cui avevo costruito negli anni un rapporto fatto di confronto, affetto e tanti sorrisi.
Era orgoglioso della mia segreteria e mi invitava ad alzare la voce, a non avere paura di essere scomoda, a fare battaglie per il Sannio.
Aveva una grande attenzione per le Aree Interve e una visione precisa: non territori da assistere, ma comunità da valorizzare perché potenziali grandi opportunità per l’intera Campania.
Ci siamo sentiti prima che partissi per Urbino, alla Festa Nazionale delle Aree Interne e dei Comuni montani organizzata dal Pd. 
Mi aveva chiesto di mandargli il mio intervento e, come promesso, lunedì glielo ho trasmesso in e-mail.
Non avrei mai immaginato che quella sarebbe stata la nostra ultima conversazione.
Mi piace ricordarlo così, con il suo entusiasmo, le sue provocazioni, i suoi consigli e quella capacità di spingermi sempre un po’ oltre. A nome mio e del Partito Democratico del Sannio, esprimo alla Sua famiglia il più sincero cordoglio.
Continueremo le tue battaglie per il Sannio con ancora maggiore determinazione, caro presidente!

Gli amici di San Giorgio del Sannio
Roberto Costanzo fu uno dei migliori rappresentanti istituzionali della nostra provincia.
Ha amato la Democrazia Cristiana e il partito dei Popolari Democratici, dimostrando competenza, professionalità e impegno nelle Istituzioni.
Ha scritto sempre dei problemi dell'agricoltura e della nazione, rivelando un forte attaccamento alle tematiche agricole e alle problematiche della benemerita Associazione Coldiretti, settore difeso con passione, coerenza e amore.
La sua figura resterà viva nella comunità del Sannio e il suo ricordo rimarrà in tutti noi, rammentando un confronto sereno e costruttivo con le sue idee e con le sue proposte.
Gli antichi amici di San Giorgio del Sannio non lo dimenticheranno.

Luigi Diego Perifano, avvocato, consigliere comunale
Il Sannio perde una voce autorevole, un'intelligenza critica, una personalità che ha contribuito fino all'ultimo ad elevare il dibattito pubblico con la passione e la competenza di chi ha sempre avuto la nostra terra nel cuore.

Fioravante Bosco, già segretario generale della Uil di Benevento, nonché comandante del Corpo di Polizia Municipale
La scomparsa di Roberto Costanzo è senza dubbio una dolorosa perdita per il Sannio intero.
Uomo di grande cultura e passione politica, seppe coniugare l'impegno istituzionale nei suoi molteplici incarichi con gli interessi della terra sannita.
Lo conobbi molto da vicino, per questo diventammo amici, quando divenne presidente della Camera di Commercio di Benevento, carica che mantenne ininterrottamente dal 1991 al 2004.
Come segretario generale della Uil collaborai con lui per far crescere e apprezzare il ruolo dei dipendenti di quel tempo, mirando a fornire servizi sempre più all’avanguardia per gli utenti.
Voglio ricordare la competenza e la capacità di guardare sempre al futuro, consapevole che l'agricoltura rappresentasse un forte volano di sviluppo per il Sannio e una fonte irrinunciabile per la sua economia.
Esprimo, pertanto, il senso del più sentito cordoglio per la famiglia Costanzo, certo che l'esempio e la lungimiranza di Roberto non saranno mai dimenticati.

Università degli Studi del Sannio
L'Università degli Studi del Sannio partecipa con profonda commozione al dolore per la scomparsa di Roberto Costanzo, figura di straordinario spessore politico, umano e culturale, che per decenni ha incarnato con passione e visione la causa del Mezzogiorno e delle sue aree interne. Intellettuale acuto, animatore civile e profondo conoscitore delle dinamiche sociali e della ruralità, Roberto Costanzo ha saputo scardinare la narrazione della marginalità dei territori interni, rivendicandone la centralità strategica nel dibattito sullo sviluppo economico e sociale.
Un approccio che ha sempre trovato nel nostro Ateneo un terreno di dialogo fertile e condiviso.
L'Università del Sannio ricorda con gratitudine e rispetto la sua costante e stimolante presenza nelle aule universitarie, dove non ha mai fatto mancare il proprio contributo di idee, visioni e proposte durante i momenti di dibattito scientifico dedicati al futuro del Sannio e delle dorsali appenniniche.
Per la nostra comunità accademica, Roberto Costanzo è stato un interlocutore d'eccezione, capace di coniugare il pragmatismo delle istituzioni e la profondità dell'analisi territoriale.
Nel ricordarne la lucidità del pensiero e il viscerale legame con la sua terra, l'Ateneo sannita esprime il più sentito cordoglio alla famiglia, con l'impegno di continuare a far vivere la sua eredità concettuale al servizio del territorio.

Team di Futuridea
Il Sannio perde una delle sue voci più autorevoli. Futuridea perde un amico, un compagno di strada, una presenza insostituibile.
Fino a pochi giorni fa era ancora con noi, a discutere, a progettare, a guardare avanti. Ci sono persone che appartengono al proprio tempo.
E poi ci sono persone che attraversano il tempo.
Roberto Costanzo apparteneva a questa seconda, rarissima categoria.
A 96 anni ci lascia un protagonista della vita del Sannio, un uomo che ha attraversato la storia della Repubblica, della politica, dell'agricoltura, della cooperazione, delle istituzioni e dell'Europa, senza mai perdere il legame profondo con la sua terra.
Ma oggi, per noi di Futuridea, non è soltanto il Sannio a perdere Roberto Costanzo.
Lo perdiamo noi. Perdiamo un amico, una memoria straordinaria, una voce libera e autorevole.
Perdiamo soprattutto un uomo che, fino a pochi giorni fa, era ancora pienamente dentro il nostro presente e dentro il nostro futuro.
Roberto Costanzo non si era ritirato dalla vita.
Continuava a esserci, a partecipare alle iniziative di Futuridea, a discutere, leggere, interrogarsi e guardare il mondo con una curiosità che non aveva età. E, soprattutto, continuava a parlare di futuro.
E' questa l'immagine di Roberto Costanzo che vogliamo conservare: non quella di un uomo che si congeda a 96 anni, ma quella di un uomo di 96 anni che non aveva ancora smesso di progettare il domani.
Roberto è stato dirigente agricolo, amministratore, consigliere regionale, parlamentare europeo, presidente della Camera di Commercio di Benevento, protagonista del mondo cooperativo, studioso, giornalista e scrittore. Ma gli incarichi non bastano a raccontarlo.
Dietro tutto c'era una convinzione profonda: la politica, le istituzioni e la cultura hanno senso quando servono a migliorare la vita delle comunità. Ha dedicato la sua vita a questa idea, mantenendo sempre saldo il legame con il Sannio, la Campania e l'Europa.
Roberto Costanzo aveva una qualità rara: Sapeva guardare indietro senza vivere nel passato.
La memoria, per lui, non era nostalgia, ma uno strumento per comprendere ciò che ancora doveva accadere.
Per questo era così importante ascoltarlo.
Per questo la sua voce ci mancherà.
Era vicino a Futuridea perché Futuridea vive di una parola che Roberto Costanzo ha praticato per tutta la sua esistenza: Futuro.
Il futuro delle aree interne. Il futuro dei giovani. Il futuro delle comunità. Il futuro di una terra che non voleva vedere marginalizzata.
Fino a pochi giorni fa era ancora con noi: presente, lucido, capace di discutere, di mettere in discussione certezze e di aprire nuove domande. E' difficile accettare che quelle discussioni non ci saranno più. Ma resterà ciò che ci ha lasciato.

Francesco Morante, presidente Archeoclub Benevento
E' scomparso Roberto Costanzo. Persona sempre disponibile, accettò il nostro invito ad intervenire nel convegno sulla Storia delle Fiere beneventane, che tenemmo l'anno scorso, il 15 marzo, a Palazzo Paolo V.
Venne anche a Casa Pisani a visitare alcune mostre.
Poi, data l'età, era del 1929, le sue visite si diradarono, ed era dal mese di marzo di quest'anno che non lo incontravano.
Tuttavia non mancava di inviarci gli articoli che continuava a scrivere. Una mente sempre lucida e attenta.
Una personalità che ha saputo cogliere le dinamiche del territorio, non certo da semplice spettatore, ma da grande protagonista, per i numerosi ruoli politici e istituzionali che ha rivestito.
Ma, al di là dei giudizi politici, oggi piangiamo soprattutto la scomparsa di un signore d'altri tempi, sempre sorridente, cordiale e disponibile al dialogo.
Addio, onorevole.

Filippo Bercardino, già rettore dell'Università degli Studi del Sannio
Mi sono molto rattristato nel ricevere la notizia della morte di Roberto Costanzo, un uomo di eccezionali qualità, intelligenza viva e capacità di leggere la realtà, grazie alla sua lunga esperienza politica, essendo stato consigliere del suo Comune, assessore alla Provincia e alla Regione, nonché deputato europeo. E, successivamente, presidente della Camera di Commercio di Benevento.
E' stato anche un bravo imprenditore, perché era produttore di un olio di oliva molto pregiato e ricercato.
Queste varie esperienze lo rendevano uno scrigno di storie e di informazioni che sapeva rielaborare con estrema lucidità nella lettura delle vicende contemporanee.
E' stato un politico di razza, sempre coerente.
E' nato e morto democristiano, sempre fedele anche nella memoria al suo maestro politico, ed era anche un uomo attento al sociale.
Ho potuto notare come, allorquando don Pasquale Mainolfi sollecitava i fedeli a un gesto di solidarietà, a fine cerimonia religiosa lui correva in sagrestia per rispondere subito all’appello del sacerdote.
Mi pregio della sua lunga amicizia personale e familiare.
L'ho conosciuto all'inizio degli anni '80, quando entrambi eravamo nel Consiglio direttivo del Consorzio universitario e poi nei rapporti istituzionali nella qualità di presidente della Camera di Commercio.
Da queste relazioni è nata una intensa amicizia, fatta d'incontri anche conviviali, a cui partecipavano anche le nostre consorti.
Un bel ricordo è quello di una telefonata che un giorno mi fece, invitandomi a fare colazione con lui l'indomani mattina.
Quando gli chiesi dove, mi rispose: "Nella mia casa di campagna".
Mi accolse con il grembiule, alla presenza di altri invitati, e dopo i primi conviviali di rito invitò tutti a scendere nella sua tavernetta, dove trovai un lungo tavolo già imbandito e ricco di molti piatti, tanto da sembrarmi un pranzo matrimoniale.
Alla mia domanda di un così ricco tavolo, mi rispose che quella era la colazione dei contadini che facevano dopo un lungo lavoro nei campi. Erano tutti prodotti locali della tradizione contadina.
Era una colazione che finiva alle 12.00 e dopo c’era una partita di biliardo fino alle 13.00, ora in cui ognuno ritornava alle proprie case. Un evento che più volte si è ripetuto.
Era un vero gran maestro di cerimonia e molto cordiale nell'ospitalità.
Dopo la morte della sua cara moglie l'ho avuto ospite a casa mia e l’incontravo spesso quando andava dal giornalaio a ritirare la mazzetta di giornali o quando andava nella sede della Coldiretti, dove ancora conservava un ufficio.
Erano sempre incontri non formali, che si concludevano sempre con una riflessione sul presente.
Era illuminato dalla conoscenza di un passato che gli consentiva di guardare al futuro con fiducia.
Pienamente europeista, giudicava gli eventi politici con grande lucidità, mai scendendo a commenti o polemiche con i personaggi, ma soltanto guardando con positività agli eventi complessi e controversi.
A me, che esprimevo la mia perplessità su questo periodo molto conflittuale, violento, fatto con protagonisti saccenti e non idonei a svolgere il ruolo cui sono chiamati, mi invitava a essere sempre positivo verso il futuro, perché diceva: "Non è utile essere pessimisti, dobbiamo trasmettere ai giovani la fiducia nel futuro, per non mortificare il loro entusiasmo".
Mi mancherà la sua presenza, come penso a molti, perché è stato veramente un faro che ha illuminato il cammino della sua comunità.

Antonio Valente, un democristiano qualunque
Con la dipartita di Roberto Costanzo se ne va uno dei più autorevoli rappresentanti di una politica fatta di lotta per le idee in cui si crede, per la terra e i cittadini che si rappresentano.
Si trovano nella sua azione politica, amministrativa, culturale e sociale grande concretezza, profonda conoscenza delle difficoltà delle zone interne rispetto alla fascia costiera della nostra regione.
Della lotta per il superamento di questi handicap e per il progresso del suo popolo aveva fatto la battaglia della sua vita politica, lunga, ricca, intensa e coraggiosa.
Il suo impegno è stato sempre determinato, convinto e tenace, ma sempre condotto con stile, con rispetto dei competitori. Non volgarità, non meschinità, ma idee e proposte da vagliare, confrontare e promuovere.
Mi resta vivo il ricordo di una ultima "chiacchierata" sulle prospettive della città di Benevento, avuta con lui un anno fa a San Marco dei Cavoti, in occasione della presentazione del libro di Enzo Costantini su un altro illustre concittadino d’altri tempi, Giulio Cesare Barricelli.
Addio onorevole,  sentite condoglianze ai familiari e, se mi è consentito, a tutti i democristiani del Sannio.

Aniello Cimitile, già rettore dell'Università degli Studi del Sannio e presidente della Provincia di Benevento
Profondamente scosso dalla scomparsa di Roberto Costanzo, mi immergo con partecipazione totale nel lutto dell’intera comunità sannita e della sua famiglia.
Per legge naturale, la vita di tutti noi termina, ma vi sono figure che resteranno come monumenti nella nostra storia e nel futuro dei nostri territori.
Roberto sarà uno di questi monumenti.
Era uno degli ultimi rappresentanti di una generazione politica che seppe trovare valori, principi, forza etica e fisica per ricostruire una Italia repubblicana e democratica sulle ceneri lasciate dal nazi-fascismo.
La sua è stata una dimensione politica nazionale e europea che tuttavia ha sempre mantenuto salde e concrete radici nel Sannio Beneventano, dove è stato protagonista e riferimento permanente della vita politica, amministrativa, culturale e sociale della seconda metà del '900 e di questo primo quarto di terzo millennio.
Alla passione e alla determinazione con cui operava nei luoghi e nelle istituzioni della politica come nella direzione di strutture quali la Camera di Commercio e la Coldiretti, univa uno stile pacato, una eleganza di comportamento e una innata gentilezza.
Era questo che lo rendeva un costruttivo interlocutore di tutti, anche di quelli che la pensavano diversamente da lui.
Quanto, questo nostro tempo, avrebbe ancora bisogno di tutto questo!
Un pensiero di vicinanza va a San Marco dei Cavoti, che, insieme a Benevento, saprà far vivere nel futuro la storia e gli insegnamenti di Roberto Costanzo.

Raffaele Amore, presidente Cesvolab
La scomparsa dell'onorevole Roberto Costanzo vede il Cesvolab e le tante organizzazioni aderenti particolarmente colpiti.
La sua analisi sulle zone interne e la necessità di una diffusa presa di coscienza sulle prospettive di sviluppo territoriale restano un sicuro punto di riferimento per il nostro Centro che si caratterizza per l'impegno teso a rafforzare la presenza organizzata, formata e consapevole di una messe di associazioni, centri, comunità in grado di combattere lo spopolamento e favorire l’inclusione sociale.
Nell'esprimere le più sentite condoglianze alla famiglia, annuncio per settembre una giornata di riflessione sulle sfide che la lezione di Roberto Costanzo lascia alle persone e alle organizzazioni di buona volontà delle zone interne e del Mezzogiorno.

Giacomo De Antonellis, giornalista e scrittore
Mi ha particolarmente colpito la scomparsa di Roberto Costanzo, ultimo paladino della Democrazia Cristiana del Sannio.
Era un politico galantuomo che aveva assistito alla disgregazione del partito con l'anima esacerbata ma senza esporsi a trasbordi su altre zattere alla ricerca di una facile collocazione.
Credo che propendesse verso l’area politica cosiddetta progressista volendo rispettare una radicata fede nel sociale ma, nell'intimo della propria visione, nutriva dubbi sulla soggezione di tanti cattolici entrati nel calderone di un partito dalla preponderante egemonia di ex-avversari di matrice marxista.
Costanzo aveva risolto il dilemma guardando al futuro.
Tutto preso da intensa attività giornalistica, sulle pagine di Gazzetta e di Realtà Sannita, per esempio, amava discutere su problemi economici, giudicare piani di sviluppo, interessarsi all'avvenire dei giovani, analizzare le possibilità produttive del territorio, esaltare la solidità della terra campana.
Guardava alle questioni di fondo, con chiarezza e senza incertezze, forte della conoscenza professionale e delle esperienze istituzionali che avevano gratificato la sua vita politica.
Di essa aveva percorso tante diverse vicissitudini, sia sul piano organizzativo sia su quello elettorale, pervenendo (con lo Scudo Crociato) al Consiglio regionale e al ruolo di deputato europeo.
Senza contare le responsabilità amministrative, tra cui la presidenza della Camera di Commercio di Benevento tra il 1991 e il 2004.
In quella ebbi occasione casualmente di conoscerlo, grazie alla presenza di mio figlio Gianandrea nell'Albo d'Oro della Camera per celebrare un secolo di tesi di laurea relative a Benevento (per la cronaca, si trattava di un’analisi su "Il diritto penale negli Statuti di Benevento", discussa con il professore Antonio Padoa Schioppa all'Università di Milano).
Al termine della cerimonia, il 7 giugno 2003 nell'ex-chiesa di Sant’Agostino, ci intrattenemmo un po' a parlare scoprendo tra l’altro che sua madre Clementina portava anch'essa il nostro cognome benché discendente da altro ramo.
In seguito, ci siamo incontrati più volte in occasioni pubbliche, conferenze, dibattiti, convegni, nelle quali metteva in risalto il suo acume politico e la sua duttilità culturale.
Ricordo in particolare la tavola rotonda su "Dc e mondo cattolico" (Pietrelcina, 6 agosto 2025) tema scelto per illustrare il volume di Roberto Costanzo e Antonio Coletta sui 50 anni di Democrazia Cristiana nel Sannio, edizioni Realtà Sannita, ove vennero esposte tesi diverse e appassionate con un pubblico di giovani e di anziani rimasti legati alla bandiera di Sturzo e De Gasperi.
Adesso, con questi pilastri del movimento cattolico che seppe bloccare ogni eversismo politico nel 1921 e nel 1948, il nostro Costanzo avrà modo di dialogare.
Con la lealtà e con l'intelligenza che ne hanno accompagnato l'itinerario nei momenti più delicati della politica italiana.
Addio, Roberto, il futuro non ha mai fine.

Civico 22, movimento politico
Salutare Roberto Costanzo nel suo ultimo viaggio su questa terra è per noi di Civico 22 un dovere morale ma anche un gesto semplice e gioioso come gioiosa è stata la sua presenza tra di noi in questi sei anni di vita, gli ultimi dei suoi 97 vissuti intensamente.
Quest'anno, per la prima volta, il sempre attivo "presidente", come tutti indistintamente lo chiamavamo a Benevento, aveva finanche scelto di tesserarsi con noi, non perché ovviamente ne avesse bisogno, ma perché aveva capito, con la sua solita umiltà e mitezza, che Civico 22 aveva bisogno di lui, della sua visione e della sua esperienza.
Ci ha accompagnati nella nascita, quando abbiamo deciso di essere una novità nel campo del centro sinistra benventani, ci ha rimproverato quando non condivideva a pieno le nostre scelte, ci ha sempre sollecitato a credere nel meglio che avremmo potuto mettere in campo.
I temi su cui si batteva con noi erano gli stessi che egli saggiamente portava avanti a tutti i numerosi seminari ed incontri in cui le persone attendevano un suo intervento.
L'urgenza delle comunità energetiche, il recupero della centralità di Benevento capoluogo in rapporto alla sua provincia, il valore di una rinnovata politica regionale per le aree interne che fosse prima di tutto una visione capovolta: "E' la città che ha bisogno della montagna e non viceversa", soleva ripetere.
E' stato per noi l'uomo del dialogo e dell’impegno.
Ha condiviso la nostra riflessione pubblica sul sostegno all'Ucraina, ha partecipato alla conferenza sulle “Città Sospese” al Cinema San Marco, offrendo il suo contributo sulla visione della Benevento del futuro, e alla prima conferenza sul servizio idrico integrato, promossa nel Teatro Libertà per offrire nuove alternative all'annosa questione della conflittualità pubblico-privato, ispirandoci al suo grande lavoro in ambito cooperativistico nella viticoltura.
Ogni volta non abbiamo mai ricevuto un consenso cieco o entusiasta alle nostre proposte, ma sempre un supplemento di riflessione e ricerca. Oggi se ne va non il più anziano di noi, ma il migliore.
Ci mancherà tantissimo e il nostro impegno sarà quello di tenerne alta la memoria, non con le nostre parole ma con i nostri fatti ispirati alle sue politiche di coesione sociale, che da oltre mezzo secolo hanno arricchito e trasformato la nostra provincia, la nostra regione e le politiche agricole in Europa.
  

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