L'Auditorium "Gianni Vergineo" del Museo del Sannio ha accolto la presentazione del volume curato da Marcello Rotili "Il Museo del Sannio di Benevento. 1873-2023", edizioni "La Provincia sannita".
Con questo evento, si concludono ufficialmente le celebrazioni per il 150° anniversario dall'istituzione del Museo del Sannio, fondato nel 1873 su iniziativa del Consiglio provinciale di Benevento.
Il libro, in formato folio di oltre 500 pagine, un volume di grande rispetto, dunque, ha trattato della storia del Museo del Sannio dalle origini.
Con il curatore ne abbiamo discusso prima che la manifestazione avesse inizio.
Parliamo di una struttura museale peraltro a lei molto cara, abbiamo detto a Marcello Rotili (nella foto di apertura è con Antonella Tartaglia Polcini) e che è stato diretto per 11 anni da suo padre Mario Rotili che fu anche sindaco della nostra Benevento.
L'idea del libro, ci ha risposto Rotili, è nata come contributo alla celebrazione del 150° anniversario dalla Istituzione del Museo che cadeva nel 2023 ma il libro è stato concepito e strutturato all'inizio proprio di quell'anno e c'è voluto del tempo per realizzarlo e stamparlo.
E' un'opera abbastanza complessa che ripercorre la storia del Museo analizzando le sue sedi monumentali e quindi il Museo di Santa Sofia con il Chiostro, la chiesa di Santa Sofia, la Rocca dei Rettori con capitoli dedicati specificamente a questi edifici monumentali e capitoli molto approfonditi che fanno il punto sulle conoscenze finora acquisite e magari propongono nuove interpretazioni.
Il libro riguarda poi, in maniera particolare, le collezioni e quindi descrive le varie sezioni e le raccolte, compresa quella di statue egizie e inoltre c'è una sezione del volume che riguarda gli approfondimenti su alcuni temi come per esempio la figura di Nicola Ciletti, un artista di grande livello, nativo di San Giorgio la Molara, attivo anche negli Stati Uniti ma fondamentalmente mai studiato cosa che avviene ora e per la prima volta ad opera della storica dell'arte di professione, Francesca Stroppa, che è docente di Storia dell'Arte nella Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Una figura quella di Ciletti che come artista ed anche come fotografo, non era stata mai adeguatamente valorizzata.
Poi ci sono gli approfondimenti come ad esempio su un gruppo scultoreo di grandissima qualità qual è "Pane e lavoro", un bellissimo articolo di Rosanna Cioffi, specialista della scultura neoclassica, che ha scritto un magnifico saggio su questa scultura di Emanuele Caggiano originario di Buonalbergo.
L'opera, di grande livello, viene analizzata anche nei suoi contenuti sociali.
Quindi il libro contiene tutta una serie di dati nuovi, ha proseguito Rotili.
Gli autori sono stati complessivamente 17 analizzando però una trentina di capitoli.
Io sono l'autore di quattro capitoli.
Si è cercato così di ripercorrere la storia di questa istituzione culturale e al tempo stesso delineare un profilo di questo Museo che ha avuto una grande funzione a partire dall'Unità d'Italia nel 1873.
Molto fece anche Alfredo Zazo mentre il primo direttore fu Almerico Meomartini.
Zazo, in particolare, svolse una funzione importantissima perché traslocò il nucleo originario del Museo dalla Rocca dei Rettori in questa sede di Santa Sofia e dal 1928-29 il Museo è qui.
Se dovessimo dare un giudizio su questo Museo e sulla sua valorizzazione, che cosa potremmo dire, abbiamo chiesto a Rotili?
Ho una precisa opinione al riguardo, ci ha risposto.
I problemi del Museo sono molti e molti sono di carattere edilizio ma non nel senso dello spazio.
Essi, gli spazi disponibili, non sono abbondantissimi e qualcuno in più gioverebbe.
Ma soprattutto l'edificio richiede molta manutenzione, in special modo il chiostro, la terrazza, che è sul chiostro medesimo e dalla quale penetra acqua al piano inferiore e negli ambulacri.
L'archivio storico provinciale è una componente importante del Museo e fu fondato come Istituto a parte nel 1909. Poi Zazo fece una ottima operazione acquisendolo al Museo del Sannio e da allora è qui.
Nel 1973 Museo e Biblioteca vennero divisi ma l'Archivio è rimasto nel Museo.
E' una struttura importantissima con una documentazione di grande rilevanza.
Insomma, per l'edilizia bisognerà spendere dei soldi tenendo anche conto che gli ultimi lavori fatti si rifanno alla fine degli anni novanta, ha concluso Rotili.
Questo grido di allarme di Rotili lo abbiamo girato all'assessore alla Cultura, Antonella Tartaglia Polcini.
La struttura, le abbiamo detto, è di proprietà della Provincia e su questo non ci sono dubbi, ma il Comune ha una sorta di particolare attenzione da porre ad essa trattandosi di un Museo che insiste sul suo territorio...?
Sicuramente l'idea di rilancio della intera struttura museale è parte integrante di una programmazione, ci ha risposto l'assessore, perché c'è una programmazione di riconversione e di rifunzionalizzazione degli spazi di valorizzazione anche della stretta contiguità tra Museo, inteso nella dimensione tradizionale di spazio espositivo e di accoglienza e di presentazione e promozione del patrimonio materiale e immateriale, ma c'è anche l'idea oggi del Museo multimediale.
Oramai con la deliberata e reale cooperazione istituzionale per la realizzazione di una nuova realtà che accoglierà anche il Museo Egizio all'interno di una rilocalizzazione delle opere della Pinacoteca, ad esempio, che andranno alla Rocca dei Rettori, e di altri spazi espositivi, con una riconsiderazione anche degli ingressi e di una maggiore comunicazione del Museo con la città, si va in questa direzione perché naturalmente non si può rifunzionalizzare senza risanare e sono sicura che sia stato contemplato il tutto nella programmazione rispetto alla quale sappiamo però che oggi il bilancio è di cassa e non di competenza.
La programmazione è pluriennale e si prevedono gli investimenti ma poi bisogna fare i conti con la effettiva disponibilità delle risorse.
La volontà c'è tutta e si va in questa direzione, ha concluso Antonella Tartaglia Polcini.
Il presidente della Provincia, Nino Lombardi ha quindi ricordato nel suo intervento che la istituzione del Museo fu voluta proprio da un prefetto che sollecitava i presidenti del tempo ad agire.
Il libro di Rotili racconta i 150 anni del Museo del Sannio che a sua volta ci riporta i tre millenni di storia del territorio.
Forse dobbiamo sottolineare meglio il patrimonio culturale di cui siamo possessori, ha detto Lombardi.
Il Museo ha messo insieme tutto il patrimonio della nostra città con quello della Provincia, ha concluso Lombardi.
Antonio De Lucia, responsabile dell'Ufficio Stampa della Provincia che ha condotto l'evento, ha quindi passato la parola a Nadia Barrella, ordinaria di Museologia e Storia del collezionismo all'Università "Luigi Vanvitelli", per la relazione.
Ha concluso i lavori Marcello Rotili.
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