Ho conosciuto Mena Gilardi negli anni della fanciullezza. Ecco perché la sua scomparsa ha per me rappresentato un involontario ed improvviso ritorno alle origini, un viaggio nel cuore pulsante dell'infanzia

Ho conosciuto Mena Gilardi negli anni della fanciullezza. Ecco perché la sua scomparsa ha per me rappresentato un involontario ed improvviso ritorno alle origini, un viaggio nel cuore pulsante dell'infanzia

Ricordo quando lei, giovanissima, il più delle volte accompagnata dalla mamma, ragazzina, veniva a lezione da mia zia Anna Babuscio, insegnante di lettere. Peppino De Lorenzo ricorda anche Massimo Fini, Mimì Fasulo, Ida Foschini e Raffaele Romano

In piena calura di una torrida estate, sono state tante le persone che sono andate via, alcune improvvisamente, lasciando di sé un ricordo indelebile.
Tra queste è nostro desiderio soffermare l'attenzione, scrive Peppino De Lorenzo, su alcune e, precisamente, Massimo Fini, Filomena Gilardi, Ida Foschini e Raffaele Romano.

Massimo Fini
Al coro unanime di affetto, da subito, elevatosi da più parti, nel momento in cui la notizia della scomparsa di Massimo Fini (foto di apertura) è corsa di bocca in bocca, è gradito aggiungere anche la mia modesta voce.
I miei contatti con lui, direttore di banca in quiescenza, non sono stati frequenti, ma, tuttavia, considerando la sua incarnata signorilità, ogni volta che avevamo la ventura d'incontrarci, lui non mancava di fermarsi offrendomi, in questo modo, la possibilità di trascorrere qualche minuto a parlare delle problematiche, le più varie.
Massimo, in ogni occasione, si presentava sempre corretto e pacato nell'argomentare.
Il che permetteva d'intravedere in lui un signore di altri tempi, uomini che vanno scomparendo.
Proprio per tale motivo sarà ricordato da quanti, stimandolo, gli hanno voluto bene.

Filomena Gilardi
Accedere ai cassettini della memoria non è sempre una facile impresa.
Così non è per Filomena Gilardi (nella prima foto in basso), per tutti Mena, storica dipendente dell'Asl, fin dai tempi della vecchia mutua.
Ho conosciuto Mena negli anni della fanciullezza. Ecco perché la sua scomparsa ha per me rappresentato un involontario ed improvviso ritorno alle origini, un viaggio nel cuore pulsante dell'infanzia.
La nostalgia, a mio avviso, non è, di certo, una malattia da curare, bensì un lusso da custodire.
Ricordo quando lei, giovanissima, il più delle volte accompagnata dalla mamma, ragazzina, veniva a lezione da mia zia Anna Babuscio, insegnante di lettere.
Sullo sfondo di quel tempo c'è l'Italia del dopoguerra che, spedita, correva verso il boom economico ed una vita più ricca di benessere.
In questa ottica, mi è ritornato alla mente un episodio.
Un giorno, Mena, molto contenta, venne da noi per la consueta lezione di latino ed italiano, riferendoci che la mamma aveva comperato un nuovo modello, innovativo per l'epoca, di televisore, provvisto di telecomando.
"A letto - ci riferì - non dobbiamo più alzarci per cambiare canale, ma questo accessorio ci permette di farlo comodamente da lontano".
Fui talmente colpito che la implorai di mostrarmelo. Fu così che andai a casa sua rimanendone colpito.
Oggi, una notizia del genere, nel mondo tecnologico che viviamo, non desta scalpore alcuno.
Gli anni, poi, passarono spediti e, divenuto io medico, mi ritrovai Mena nelle stanze della vecchia mutua di allora, in piazza Risorgimento.
Suo compito era quello di provvedere alla scelta del medico di famiglia da parte dell'utenza che ne facesse richiesta.
Collega di stanza di Gilardi, l'indimenticato Mimì Fasulo, mio amico fraterno, (nella seconda foto in basso).
Per me che iniziavo la professione, fu una scoperta lieta. Ed, infatti, Mena, ogni volta, si rendeva disponibile.
Grazie, amica carissima, per l'affetto che in quel tempo mi riservasti e perdonami, oggi per allora, di tutto il fastidio che ti ho arrecato, spesso, quotidianamente (nella terza e quarta foto in basso Mena è alla festa di matrimomio di un altro storico dipendente della mutua, Pierino Salerno, con tutti gli impiegati di allora).

Ida  Foschini
Si è spenta a tarda età dopo una vita dedicata interamente alla famiglia.
Ida Foschini (nella quinta foto in basso) era coniugata con Edgardo Marotti (nella sesta foto in basso), storico commerciante di calzature al Corso Garibaldi.
Fu tra le mie prime pazienti ed il nostro rapporto è proseguito fino alla morte.
La ricordo viva di carattere, educata nei rapporti, disponibile con tutti, negli anni Sessanta, Settanta al volante di una Opel Kadett, colore celeste mare.
Fino a quando ha avuto le forze, conoscendo la mia irrefrenabile golosità, tanti i manicaretti che mi preparava.
Addio, cara ed indimenticabile signora Ida.

Raffaele Romano
Raffaele Romano (nella settima foto in basso), per noi tutti Lello, è andato via solo qualche giorno fa, ancora in valida età.
Fino a quando non sono intervenuti indomabili problemi fisici, Lello è stato un elettrauto, tra i più preparati e noti in città.
Aveva la sua officina, che in tanti, quotidianamente, frequentavano, in una traversa di via Torre della Catena.
Nel momento in cui insorgeva qualche problema alla mia auto, mi recavo da lui che era solito accogliermi con il sorriso di sempre e, sistematicamente, ripeteva: "Cosa hai combinato questa volta?", così, da subito, si poneva all'opera risolvendo l'inconveniente.
Quando avevo qualche mezz'ora di tempo, mi sedevo e, mentre lui lavorava, i nostri discorsi spaziavano sulle problematiche del momento, le più varie.
Sempre presente ed attivo nelle mie campagne elettorali, ricordo che una delle figlie, che lo adoravano, svolse, con eleganza, la funzione di accogliere gli intervenuti in una affollatissima sala di un noto locale cittadino.
Lello rimane nella storia della nostra città tra gli artigiani più preparati, sicuro dell'attività che svolgeva (nella ottava foto in basso, con i suoi familiari).
In questo momento, con tanta malinconia, gli porgo l'ultima carezza.

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