Dopo una lunga malattia si è spenta la cara esistenza della signora Annamaria Castelluzzo, vedova Pagliuca, di 91 anni

Dopo una lunga malattia si è spenta la cara esistenza della signora Annamaria Castelluzzo, vedova Pagliuca, di 91 anni

Il rito funebre sarà celebrato nella chiesa di Santa Maria della Pace e di Santa Rita alla Pacevecchia. Il ricordo inviatoci dal genero Massimiliano Calabrese

Dopo una lunga malattia si è spenta la cara esistenza della signora Annamaria Castelluzzo, vedova Pagliuca, di 91 anni.
Ne hanno dato il triste annuncio i figli Silvia e Stefano, la nuora Rossella, il genero Massimiliano, i nipoti Alessandro e Carlo, i nipoti ed i parenti tutti.
Le esequie muoveranno domani, martedì 28 luglio, alle 9.15, dalla Comunità Tutelare Santa Rita per poi giungere alla chiesa di Santa Maria della Pace e di Santa Rita alla Pacevecchia dove saà celebrato il rito funebre.
"Gazzetta di Benevento" porge alle famiglie Castelluzzo e Pagliuca, sentite condoglianze.

Quello che segue è un ricordo inviatoci dal genero Massimiliano Calabrese.
"Si è spenta - scrive - dopo una faticosa malattia affrontata con tempra incrollabile e luminosa serenità, la signora Anna Maria Castelluzzo Pagliuca.
Con la sua scomparsa si conclude una di quelle esistenze esemplari che, pur rifuggendo ogni ribalta, sanno farsi pilastro invisibile e insostituibile di un'intera comunità familiare e domestica.
Moglie dell'illustre artista lirico beneventano Silvano Pagliuca, la cui intensa e internazionale attività professionale lo ha condotto per lunghi mesi lontano dal talamo domestico, Anna Maria ha saputo incarnare per decenni il fulcro saldo e discreto della famiglia.
Con un coraggio rigoroso e un alto senso di responsabilità, ha custodito e guidato il cammino dei figli, Stefano e Silvia, trasformando la solitudine e il peso del sacrificio quotidiano in un'opera costante di amore e dedizione assoluta.
La sua figura restituisce il senso più alto di quel magistero silenzioso che appartiene alle grandi donne d'altri tempi: custodi morali della casa, capaci di educare con la forza dell'esempio, di preservare i legami e di onorare il dovere lontano dai riflettori.
Chi ha avuto il privilegio di conoscerne la signorilità, la generosità e la profonda umanità ne serba oggi il ricordo di un punto di riferimento sicuro, animato da una rettitudine morale intransigente e gentile.
I figli, Stefano e Silvia, la nuora Rossella, il genero Massimiliano, i nipoti tutti la salutano con immensa gratitudine, raccogliendo l'eredità preziosa di una vita interamente donata agli affetti più puri".

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