Con un ritardo inaccettabile, a 16 anni dalla legge, a Benevento e provincia non esiste alcuna rete di cure palliative
Giuseppe Iorio (foto) del movimento "Civico 22" interviene sulla questione legata al tema delle cure palliative.
"Il dolore fisico e psichico che accompagna la malattia grave e inguaribile - scrive - può e deve essere contrastato.
Si tratta di un diritto di ciascun cittadino italiano, sancito dalla legge 38 del 2010, come Livello Essenziale di Assistenza (Lea).
Ciò è possibile con le cure palliative, che prevedono interventi articolati di un'equipe di professionisti: medico di famiglia, specialista in terapia del dolore e nutrizione, psicologo e infermieri capaci di accompagnare, sostenere e non lasciare sole le persone malate e le loro famiglie.
Tali cure andrebbero iniziate precocemente in Ospedale e continuate a domicilio, con la rete di cure palliative sul territorio.
Ebbene, con un ritardo inaccettabile, a 16 anni dalla legge, a Benevento e provincia non esiste alcuna rete di cure palliative ed è presente, solo dallo scorso anno, un Hospice (il luogo dove dovrebbero trascorrere gli ultimi giorni i pazienti che non possono ricevere cure palliative a domicilio) con soli 5 posti, a Cerreto Sannita.
Tutto ciò appare assurdo, grave, inaccettabile.
"Civico 22" non si limita a denunciare questa situazione e ad evidenziarla alla cittadinanza, ma si impegna con iniziative propositive.
Ha sostenuto le iniziative che l'associazione Agape Palliativa, l'Ail e altre associazioni del volontariato hanno già messo in atto: un recente congresso dedicato al tema, con particolare focus sulle cure palliative pediatriche, un corso per formare "Caregivers palliativi”, ospitato gratuitamente nella propria sede di piazza Mazzini, a cui hanno partecipato 30 iscritti e varie altre iniziative in cantiere.
Intende altresì rimanere in prima linea in questa battaglia, interrogando e sollecitando le Istituzioni Sanitarie e Civili affinché, alle dichiarazioni d'intenti e alle promesse d'impegno, seguano fatti concreti.
Non avere cure palliative accessibili per pazienti e famiglia, come accade oggi a Benevento, significa disconoscere il diritto costituzionale alla solidarietà sociale e alla rimozione degli ostacoli che limitano il pieno sviluppo della persona umana.
Non vi è più tempo per attendere: chiediamo a tutta la cittadinanza di seguirci e affiancarci in questa battaglia per un diritto civile essenziale".