LR Vicenza (3-5-2): Gagno; Cuomo, Leverbe, Sandon (46' Tribuzzi); Caferri, Zonta (46' Talarico), Carraro, Rada (67' Alessio), Costa; Morra (46' Capello), Stuckler (73' Rauti). A disposizione (Bianchi, Massolo, Golin, Vescovi, Cappelletti, Benassai, Cavion, Vitale) Allenatore Fabio Gallo
Benevento (4-2-3-1): Vannucchi; Pierozzi, Scognamillo (76' Saio), Caldirola, Ceresoli (76' Romano); Kouan, Prisco (76' Talia); Lamesta, Tumminello, Della Morte (73' Celia); Salvemini (82' Mignani). A disposizione (Russo, Esposito, Sena, Carfora, Manconi, Borghini, Giugliano, Del Gaudio, Donatiello) Allenatore Antonio Floro Flores
Arbitro: Francesco Burlando di Genova
Assistenti: Marco Sicurello di Seregno ed Emanuele Spagnolo di Reggio Emilia
IV Uomo: Simone Gauzolino di Torino
Reti: 31' Lamesta, 35' Lamesta, 79' Salvemini, 86' Lamesta, 90' Caferri
Ammoniti: Kouan, Caldirola (B); Sandon, Tribuzzi (V)
Angoli: 4-1
Recupero: 2' pt; 0' st
Spettatori: 9103, di cui 300 ospiti
E' un Benevento da applausi quello che si è imposto per 4-1 al "Romeo Menti" di Vicenza ed ha conquistato, per la prima volta nella sua storia, la Supercoppa di Serie C.
I giallorossi, per poter vincere il trofeo, avevano un solo risultato a disposizione: la vittoria e l'hanno portata a casa come meglio non potevano, dominando in lungo e in largo un avversario non dei più facili, per giunta in trasferta, con un Lamesta in versione super, autore di una tripletta. La Strega ha offerto ai suoi tifosi il miglior volto possibile: si è rivista, dopo il comprensibile torpore delle ultime settimane, la squadra che aveva dominato il proprio girone dimostrandosi implacabile nei momenti chiave.
Si è chiusa, così, come meglio non si poteva una stagione trionfale che verrà ricordata a lungo nella storia di questa società.
Venendo alla cronaca, Antonio Floro Flores recupera Scognamillo, che viene inserito al centro della difesa al fianco di Caldirola, con Pierozzi e Ceresoli davanti al portiere Vannucchi.
A centrocampo è Kouan a sostituire lo squalificato Maita al fianco di Prisco, con Lamesta, Tumminello e l'ex Della Morte dietro la punta che è Salvemini.
Nel Vicenza, Fabio Gallo nel suo 3-5-2 manda in campo il terzetto difensivo collaudato con Cuomo, l'ex Leverbe e Sandon davanti a Gagno. Caferri e l'ex Napoli e Spal Costa sono gli esterni di centrocampo, con Zonta, Carraro e Rada al centro. Davanti la coppia offensiva composta da Morra e Stuckler.
Sin dall'avvio del match si nota un Benevento con un piglio deciso e diverso da quelle che sono state le ultime prestazioni, con un possesso palla continuo nella metà campo avversaria, gioco manovrato e propositivo.
La prima emozione la regalano proprio gli ospiti con una conclusione dalla distanza di Scognamillo che centra in pieno la traversa.
Al 27' un traversone di Prisco dalla destra vede la spizzata di testa di Salvemini, con la sfera che termina la sua corsa di poco sul fondo.
Alla mezz'ora è Prisco a commettere un errore regalando una ripartenza al Vicenza, con la conclusione di Stuckler che viene respinta da Caldirola.
Sulla ripartenza, Lamesta dalla destra si accentra e serve sulla sinistra Tumminello, il quale scambia a sua volta con Salvemini che appoggia per l'accorrente Lamesta, il quale trova la via del gol per il vantaggio del Benevento.
I giallorossi sono implacabili e al 35' raddoppiano con Lamesta che, ricevuto il pallone da Salvemini, controlla la sfera e di sinistro conclude sul primo palo battendo Gagno.
La risposta dei biancorossi locali è sugli sviluppi di un corner battuto da Costa, su cui c'è l'intervento di testa di Stuckler con la sfera che termina alta.
La ripresa vede subito tra i padroni di casa tre volti nuovi in campo, con Tribuzzi, Talarico e Capello che prendono il posto di Sandon, Zonta e Morra.
E', però, il Benevento a rendersi pericoloso con uno scambio tra Kouan e Lamesta che vede al tiro l'ex Cosenza, con il pallone che viene respinto da Gagno.
Al 16' un traversone di Costa trova l'intervento di testa di Stuckler, con la sfera che finisce sulla parte esterna della rete.
Dopo la conclusione a giro di Lamesta che termina sul fondo, Gallo opera un altro cambio inserendo l'attaccante Alessio per il centrocampista Rada, aumentando il proprio peso offensivo.
Al 24' ci prova Capello con una conclusione di destro piazzata che finisce a lato, così come tre minuti dopo non ha sorte diversa il tiro di Talarico su passaggio di Tribuzzi.
Floro Flores opera la prima sostituzione della serata con Celia che prende il posto di Della Morte, cui fanno seguito anche Saio, Romano e Talia per Scognamillo, Ceresoli e Prisco. Nel Vicenza, invece, c'è Rauti per Stuckler.
Al 34' il Benevento chiude tutti i conti con Salvemini che, in rovesciata, concretizza al meglio un traversone d'esterno di Tumminello, che aveva ricevuto la sfera da Lamesta, ricevendo gli applausi convinti da parte di tutto lo stadio.
Proprio Salvemini, poco dopo, viene richiamato dal proprio allenatore per fare spazio a Mignani.
Al 41' la Strega cala il poker ancora con Lamesta che riceve il pallone e dal limite fa partire una conclusione che batte Gagno.
Solo negli ultimi secondi di gioco, prima del triplice fischio, il Vicenza riesce ad accorciare le distanze con un destro di pregevole fattura di Caferri che si insacca sotto la traversa alle spalle di Vannucchi.
La gara finisce qui con la consegna della Coppa da parte dei vertici della Lega Pro e l'immancabile festa, con tanto di bagno con lo spumante, con protagonisti tutta la squadra e il presidente Oreste Vigorito.
Le voci dagli spogliatoi
Antonio Floro Flores, allenatore Benevento
"Abbiamo raggiunto un traguardo importante, che vogliamo dedicare al nostro presidente.
Sapevamo quanto ci tenesse e ci è stato sempre vicino, sostenendoci in ogni momento.
Questa vittoria è speciale, un risultato che ci rende fieri di una stagione unica, di quelle che non vorresti mai far finire.
Dispiace quasi vederli andare a casa ora.
Sono grato di aver conosciuto un gruppo di ragazzi straordinari, che mi hanno permesso di vivere un sogno.
Mi piace giocare in attacco, ma credo fermamente che gli attaccanti debbano essere i primi difensori.
Per adottare questo stile di gioco, serve gente che corra, che abbia voglia di mettersi in discussione.
Sono felice per come abbiamo raggiunto questo traguardo, dimostrando grande solidità.
Abbiamo concesso davvero poco agli avversari: pochi tiri nello specchio della porta, e anche se abbiamo subito gol, non ho mai percepito insicurezza nella difesa.
Hanno sempre dato il massimo, e, da questa base, sono nati tutti i nostri risultati.
Una difesa così fa davvero la differenza e ti consente di compiere quel passo in avanti necessario.
Non ho mai voluto vedere atteggiamenti egoistici in campo: si gioca per la squadra, sempre.
Salvemini ha disputato una delle sue partite migliori, ho finalmente riconosciuto quel Ciccio di cui mi avevano parlato tutti.
Questi ragazzi sono intelligenti e lavorano duramente su questi aspetti.
Il primo tempo è stato quasi perfetto, l'unica cosa che ho detto è stato di prestare attenzione ai due ammoniti.
Dalla panchina, certe giocate ti emozionano: questo è il motivo per cui facciamo quello che facciamo.
Abbiamo avuto padronanza del gioco, gestione del possesso palla e precisione nel colpire al momento giusto.
E' stata una partita impeccabile.
Le decisioni da prendere non saranno facili, ma dovranno basarsi su criteri condivisi e pensieri chiari.
Non c'è nulla contro nessuno; so che alcuni potrebbero voler cambiare aria.
Tuttavia, quando arriverà il momento delle scelte, sarò onesto e sicuro di poter camminare a testa alta quando li incontrerò sul campo.
Queste decisioni fanno parte del nostro lavoro e insieme alla società valuteremo attentamente ogni aspetto.
E' chiaro ciò che penso: chi arriverà qui deve essere anche una persona con valori solidi.
Entrerà in un gruppo unito dove prima viene la maglia del Benevento e poi tutto il resto.
Servono impegno, rispetto per la città e per ciò che rappresentiamo.
Quando onori quello che hai davanti, guadagni rispetto anche per ciò che hai lasciato alle spalle.
L'ho sempre detto: l'obiettivo va messo davanti a tutto.
Anche quando qualcuno ha dubitato dell'impegno dei miei ragazzi su questo fronte, ho vissuto momenti più difficili gestendo le settimane in cui non avevamo obiettivi rispetto al resto della stagione.
Quando giochi senza un traguardo concreto in vista, è più facile abbassare la guardia psicologicamente.
Nonostante questo, abbiamo sempre dato filo da torcere a qualsiasi avversario, mettendoci sempre il cuore.
E' stata una partita quasi perfetta, e io cerco sempre la perfezione, lavorando costantemente per avvicinarmici.
Era una sfida contro una delle squadre più forti e siamo riusciti a mantenere alta l'attenzione per tutta la gara.
C'è sempre margine per migliorare e io continuerò a lavorarci senza sosta.
Oggi posso dire di essere un allenatore felice e aspetto con trepidazione l'inizio della nuova stagione per dimostrarlo anche in altre categorie. Giochiamo soprattutto per i nostri tifosi, una frase che potrebbe sembrare banale ma che è profondamente vera.
Se esistiamo è grazie al loro sostegno incessante.
Meritano pienamente i successi insieme a noi perché sono quelli che vivono con maggiore intensità gioie e difficoltà, al pari del presidente stesso.
Siamo riusciti ad avvicinare la città alla squadra e questo era il mio sogno fin dall'inizio".
Fabio Gallo, allenatore Vicenza
"Una sconfitta non può cancellare una stagione straordinaria, irripetibile.
In qualche modo, avevo accennato a quello che poteva essere l'esito di questa partita: non perché fossimo meno bravi, ma perché loro sono più preparati fisicamente.
Nel primo tempo abbiamo fatto fatica a trovare le giuste misure, mentre nella ripresa abbiamo avuto qualche opportunità per riaprire il match. L'avevamo impostata in questo modo, aspettandoli, sapendo che amano gestire il possesso palla nella propria metà campo.
Purtroppo i primi due gol li abbiamo concessi noi stessi.
Alla fine della partita, ho parlato ai ragazzi: li ho ringraziati ancora una volta, dicendo loro che rappresentano la squadra più forte che ho allenato fino a oggi.
Una stagione del genere è qualcosa di raro e rimarrà scritta nella storia del Vicenza.
Questo gruppo ha saputo emozionarmi profondamente ma ora è il momento di mettere da parte il cuore.
Bisogna prendere decisioni, anche difficili, per continuare a far crescere questa squadra e portare avanti il percorso.
D'ora in poi servirà agire con lucidità e razionalità".
- 744 letture