Andrea Lanzalone ha conquistato un altro importante traguardo, concludendo in poco più di 4 ore la maratona di Sydney
Il nostro concittadino, Andrea Lanzalone (nelle foto) riferimento nel campo della finanza locale e in quello, per lui forse più divertente, delle maratone internazionali, ha conquistato un importante traguardo, concludendo in poco più di quattro ore la maratona di Sydney e rientrando così tra i pochi che, in Italia, hanno raggiunto questo obiettivo, che fino a due anni fa era per lui "limitato" alle maratone di New York, Boston, Chicago, Londra, Berlino e Tokyo, aggiungendo Sydney e Cape Town.
Abbiamo sentito l'atleta beneventano, che ci ha commentato così la sua esperienza.
"Questa maratona è stata una delle più belle, svolta interamente all'interno di questa bella città, che unisce una natura impareggiabile a una grande modernità, con il tifo incessante di decine migliaia di persone che accolgono gli atleti di tutte le età, prestazioni e paesi del mondo.
La gara è partita intorno ai 12 gradi che, dopo l'afa beneventana, sono stati un vero toccasana per il corpo.
E' la sola Major che si svolge in agosto e questo significa allenarsi nei mesi più caldi, con uno sforzo per il corpo e, nella nostra provincia, con il rischio di disidratarsi, a causa della scarsa attenzione degli Enti all'installazione (e spesso al funzionamento) dei fontanini pubblici.
Per questo motivo, per me che soffro il caldo, è stato molto più "sano" correre la gara di 42km, ad un ritmo sostenuto, che allenarsi nelle dieci settimane precedenti.
La preparazione atletica è stata per me continua, con tanti duri allenamenti alle spalle, che hanno richiesto, visto il caldo di quest'anno, una grande determinazione.
L'emozione di ricevere la medaglia da Finisher proprio davanti all'Opera House, uno dei traguardi più iconici ed emozionanti del mondo, ha ricompensato ogni sforzo.
Complessa è stata la gestione del jet-leg, per le 8 ore di differenza di orario, difficili da recuperare, però la gara mi ha portato, come sempre fanno le corse lunghe, benefici enormi, emozioni intensissime ed uno sguardo all’io più profondo che solo chi la conosce può pienamente comprendere.
Felice, infine, per essere rientrato tra i meno di cento italiani (sono solo un paio di migliaia nel mondo) che hanno completato tutte le sette Majors, le maratone più importanti del mondo, tutte gare perfettamente organizzate, con decine di migliaia di partecipanti, e un carattere veramente internazionale".