Ai primi tre spazi, abitare, lavorare, ricreatività, dobbiamo esser capaci di associare il quarto spazio, che è quello del luogo della convivenza faccia a faccia

L'iniziativa di Pellegrino Mastella “Officina delle aree interne”, offre la possibilità di altre considerazioni commenta Vincenzo Carbone, architetto

Le considerazioni di Roberto Costanzo, pubblicate su "Gazzetta" hanno concorso a scrivere delle riflessioni specifiche sul tema delle città e aree interne da parte dell'architetto Vincenzo Carbone.
"Gentile direttore - si legge - l'iniziativa di Pellegrino Mastella "Officina delle aree interne", offre la possibilità di altre considerazioni.
Laboratorio dal carattere contemporaneo, punto sulle economie e luoghi, sulle aree target del mosaico regionale e sullo sfondo l'idea dell'insieme delle città del Mediterraneo.
Ridare valore ai luoghi e alle economie locali resta quindi il punto centrale.
Il che vuol dire non solo aumentare l'attrattività o la redditività di luoghi ed economie locali ma, come scrive Elena Granata (Politecnico di Milano), significa sostenere la vita di questi luoghi ed economie, produrne riconoscimento, appartenenza.
In altre parole, vanno ridefiniti i bisogni e il campo dell’interesse collettivo.
Oggi l'interesse collettivo è consapevolezza dei beni comuni e delle potenzialità, un conduttore (driver) che alimenta relazioni, cura di luoghi e delle persone, cura delle economie e dell’ambiente.
In altre parole, l'interesse collettivo funziona come "driver sociale"; a Londra, ad esempio, è entrato nella programmazione della città con 1,8 milioni di sterline per la costruzione della rete di spazi relazionali.
Anche le città italiane, investono su interesse collettivo e driver sociale, ad esempio Torino, Cremona, Benevento. Alcuni interventi sono ancora singolarità, pur rappresentando una cultura di governo che si rafforza e per questo non è sbagliato citarli.
Dal mio punto di vista, il focus di "giovani in centro" (City Vision) di Cremona, o Innovation Hub di Benevento nella Casa del Reduce (foto), mirano ad accogliere giovani e attivare luoghi della cultura e socialità, attrarre economia locale, dare valore alla comunicazione faccia a faccia.
Il punto è comprendere nel dopo Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) i temi dello "change" come saranno declinati dal governo nazionale.
Se saranno ancora misure puntuali o azioni articolate localmente secondo la visione ampia di un masterplan?
D'altro canto è il tempo che i governi locali facciano un balzo in avanti guardando agli strumenti di natura negoziale della Regione Campania e che le aree target del Sannio, la città capoluogo, caudina, telesina e fortorina possono perfezionare.
In questa ottica, i messaggeri di creatività sono utili, anche gli "urbanisti placemaker".  
A proposito dei "placemaker", non si può concludere senza parlare di un’esperienza affascinante che riguarda Salvador Rueda che, con il sindaco Ada Colau dal 2015 al 2023, è stato artefice della rigenerazione di parte dei quartieri del ‘900 della famosa città catalana, riarticolando parcheggi, mobilità di auto, autobus, pedoni, biciclette, arricchendo gli spazi esistenti (un tempo solo viabilità) con i noti giardini della pioggia.
Manovra non priva di oppositori.
Alla fine gli abitanti, i bambini e le mamme apprezzarono le strade con poche auto, ma con giochi e alberi che proteggono dal calore, apprezzarono che dalle logge vedevano i bambini giocare, apprezzarono che dalle strade arrivava il profumo degli alberi.
Naturalmente, la famosa città catalana gode di un regime programmatico diverso da quello delle città italiane, sempre a rincorrere risorse.
E' tempo, però, che anche il governo nazionale assuma per le città nuovi riferimenti programmatici come i masterplan.
Mi convince che è il disegno dello spazio che rivoluziona le città.
Come scrive Maurizio Carta (assessore alla città policentrica di Palermo) ai primi tre spazi (abitare, lavorare, ricreatività) dobbiamo esser capaci di associare il "quarto spazio", il luogo della convivenza faccia a faccia.
Questi riferimenti uniscono e stimolano ad andare oltre.
Dalla città pubblica, alle reti verdi e blu, ai telai delle armature della produzione, ai giacimenti blu ed energetici, all’agricoltura rigenerata, alle tracce di cultura rurale".

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