Si è concluso a "La Fagianella" con un successo di pubblico il ciclo d'incontri dedicato alla "Guida all’ascolto" di tre capolavori della lirica
Si è concluso con un successo di pubblico il ciclo d'incontri dedicato alla "Guida all’ascolto" di tre capolavori della lirica, un progetto nato per scardinare il pregiudizio che vede il melodramma come un genere riservato esclusivamente agli addetti ai lavori.
Il segreto di questo successo risiede in una formula innovativa: Una "passeggiata guidata" che ha intrecciato l’analisi storica e culturale alla profonda indagine psicologica delle eroine protagoniste.
Una visione nata dalla passione e dalla sinergia
L'idea, scaturita dall'intuizione del musicologo, pianista e cantante Antonio Criscuoli e della psicologa Francesca Mottola, ha trovato terreno fertile grazie alla sensibilità di Maria Rosaria Minicozzi.
E' stata lei a scorgere nel progetto un'opportunità preziosa da proporre ad Antonio Benvenuto.
I due direttori artistici, che vantano un sodalizio professionale ventennale nell'organizzazione di eventi di rilievo a Benevento, hanno saputo trasformare l'idea in una realtà tangibile, curando con dedizione certosina ogni dettaglio e avvalendosi della prestigiosa collaborazione
dell’Archeoclub, rappresentato dal presidente Francesco Morante e dell’ospitalità de "La Fagianella", cornice perfetta per queste serate di alta cultura.
Ogni serata, introdotta da Francesco Morante, ha saputo incantare la platea attraverso l'ascolto e la spiegazione dei libretti e delle partiture.
La Traviata: "Amore tra Brindisi e Pregiudizio" (31 gennaio scorso).
Il debutto è stato affidato al dramma verdiano.
La discussione ha sviscerato la lotta di Violetta Valéry per il diritto alla felicità contro le ipocrisie sociali.
L'atmosfera è stata resa vibrante dalle voci di due talenti d'eccezione, già allievi di Minicozzi e attualmente al Conservatorio San Pietro a Maiella di Napoli: Il soprano Alessia Rosa D'Abruzzo e il tenore Gabriele Rossi.
La Vedova Allegra: "Amore tra decadenza sociale... e valzer" (28 febbraio)
Il secondo appuntamento ha virato verso l'ironia e la brillantezza di Franz Lehár. Un'opera che, tra un giro di valzer e una battuta di spirito, ha raccontato il tramonto di un’epoca.
Sul palco, la freschezza interpretativa del soprano Myriam Di Sanza, affiancata nuovamente dal tenore Gabriele Rossi, ha saputo restituire la leggerezza e la complessità sentimentale del primo Novecento.
Il ciclo si è chiuso con il capolavoro pucciniano Madama Butterfly: "Amore tra ingenuità e disperazione"
Una storia di attesa straziante e sacrificio estremo, dove il soprano Myriam Di Sanza e il tenore Gabriele Rossi hanno dato voce e corpo alle disillusioni di Cio-Cio-San, portando il pubblico verso una tragica e commovente consapevolezza.
Un plauso speciale gli organizzatori lo hanno rivolto ad Antonio Benvenuto e Maria Rosaria Minicozzi.
Il loro lavoro dietro le quinte è stato il vero motore di questa iniziativa.
Con una determinazione instancabile, hanno saputo mettere in risalto ogni protagonista, dai relatori ai giovani interpreti, garantendo uno standard qualitativo alto.
"Abbiamo voluto questo progetto con forza - hanno spiegato i direttori artistici - con l'obiettivo di trasmettere le emozioni tipiche di chi si mette realmente in "ascolto".
Vedere un pubblico così numeroso, attento e partecipe è la conferma che l'Opera ha ancora tanto da dire al cuore della gente.
Grazie a questa sinergia tra associazioni e professionisti, Benevento si conferma ancora una volta un polo culturale capace di guardare al passato con il rigore della storia e al futuro con la sensibilità dell'anima".