Quello che sta accadendo sul Taburno non è più accettabile. Non è fatalità, è incuria e criminalità

Quello che sta accadendo sul Taburno non è più accettabile. Non è fatalità, è incuria e criminalità

Ancora una volta, per mano di persone incoscienti e irresponsabili, il nostro patrimonio boschivo, il polmone verde del Sannio, viene devastato da fiamme che provocano danni immensi e incalcolabili all'ambiente, alla fauna, al territorio e a tutta la comunità, afferma Alfonso Iannace, segretario generale della Fai-Cisl Irpinia Sannio

Due vasti incendi stanno interessando il massiccio del Taburno-Camposauro.
Il primo fronte si è sviluppato nei territori di Montesarchio e Bonea, verso Sant'Agata dei Goti e Durazzano, in Valle Caudina; il secondo è, invece, stato segnalato nel territorio di Foglianise, sulla montagna di San Michele, interessando una vasta zona boschiva.
Sul posto sono giunti i Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Benevento, le squadre antincendio della Regione Campania con loro anche un Canadair, proveniente da Lamezia Terme, nonché un elicottero, impegnati nelle operazioni di contenimento delle fiamme.
Sono presenti, tra gli altri, anche i Carabinieri Forestali del distaccamento di San Marco dei Cavoti ed i Carabinieri della Compagnia di Vitulano.
"Le immagini che arrivano in queste ore dal Monte Taburno (foto) - scrive in proposito Alfonso Iannace, segretario generale della Fai-Cisl Irpinia-Sannio - fanno male al cuore.
Ancora una volta, per mano di persone incoscienti e irresponsabili, il nostro patrimonio boschivo, il polmone verde del Sannio, viene devastato da fiamme che provocano danni immensi e incalcolabili all'ambiente, alla fauna, al territorio e a tutta la comunità.
Non è più accettabile. Non è fatalità, è incuria e criminalità.
Vogliamo esprimere il nostro più sentito plauso e ringraziamento a tutte le forze impegnate in queste ore difficilissime.
Ai lavoratori idraulico-forestali degli Enti Delegati del Servizio Anti Incendio Boschivo (Aib), agli operatori della Protezione Civile, ai Vigili del Fuoco, ai volontari.
Uomini e donne che da ore lottano senza sosta, al buio, in condizioni estreme, per cercare di domare le fiamme e mettere in sicurezza le nostre montagne.
Come Fai-Cisl lo diciamo da anni: I boschi non si difendono da soli.
Servono più prevenzione, più manutenzione, più investimenti strutturali e stabilità per chi ogni giorno presidia il territorio.
I lavoratori forestali non possono essere chiamati solo quando c'è l'emergenza.
Oggi il Taburno brucia. Domani cosa rimarrà?
Chiediamo che vengano accertate le responsabilità e che si intervenga con un piano straordinario di tutela e rilancio del nostro massiccio".

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