Quasi del tutto spento l'enorme incendio che ha avvolto il territorio del Parco Regionale del Taburno. Non è possibile assistere impotenti all'azione di delinquenti che distruggono il territorio
E' stato un evento, quasi certamente doloso, estremo e ci auguriamo irripetibile.
Ma questo è un auspicio.
Il Monte Taburno, alle falde, è andato a fuoco e le fiamme alte, alimentate dal vento, fortunatamente non nelle proporzioni annunciate dall'allerta emanata dalla Protezione Civile, cominciate nella mattinata di ieri, sono andate avanti per tutta la notte nonostante l'intervento dei Vigili del Fuoco che hanno messo sul campo tutti gli strumenti a loro disposizione compreso l'ausilio di canadair.
La foto mostra la situazione attuale, di stamane. L'incendio è stato quasi spento del tutto, ma ancora fuma.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco di Benevento, San Marco dei Cavoti, Vitulano, Napoli ed Avellino.
Hanno lavorato tutta la notte e salvato le abitazioni poste in prossimità del fuoco.
Questa ferita la natura la comporrà e poi cercherà di ripararla con altre essenze ma ci vorranno anni.
Troppo grande ed esteso l'incendio per essere considerato evento trascurabile.
La salvaguardia delle nostre montagne, dei nostri boschi, deve essere affidata a chi magari in quei luoghi ci vive.
Portare avanti anche politiche premiali a favore di chi si rende disponibile tutto l'anno a tenere pulito il sottobosco, a vigilare sulla presenza di persone sospette.
Le istituzioni pubbliche dovrebbero invece usare fototrappole e telecamere e tutti gli strumenti tecnologici di cui vantiamo il possesso.
Assistere a braccia conserte a questo sfacelo non deve essere consentito.
Il danno, anche erariale per mancata vigilanza, potrebbe e dovrebbe essere addebitato non solo ai delinquenti che lo hanno appiccato quel fuoco, al di là dell'azione penale, ma anche a chi non ha fatto nulla affinché si evitasse.