Del referendum istituzionale tra Monarchia e Repubblica del 2 giugno 1946 se ne è parlato nella sala delle conferenze del Cesvolab Irpinia-Sannio
Organizzato da Auser Uselte, l'Università Sannita dell’Età Libera e della Terza Età, si è svolto, a Benevento, nella sala delle conferenze del Cesvolab Irpinia-Sannio, un seminario di studio sul referendum istituzionale tra Monarchia e Repubblica del 2 giugno 1946.
Relatore Mario Pedicini, che ha presentato e analizzato il referendum nel contesto storico del periodo 1943-1948, che rappresenta la complessa e controversa transizione dell'Italia dal fascismo alla democrazia, dalla Monarchia alla Repubblica.
Il 2 e 3 giugno 1946, 25 milioni di italiani (di cui 13 milioni donne), si recarono alle urne. L'89% degli aventi diritto.
Per la prima volta le donne votarono su scala nazionale.
La repubblica prevalse con 12.728.641 voti, il 54,2%.
Il risultato consegnò l'immagine di un paese diviso in due. Al Nord vinse la repubblica. Al Sud prevalse la monarchia.
Umberto di Savoia prese atto della situazione e il 13 giugno 1946 accettò di lasciare l'Italia per l'esilio portoghese di Cascais.
Insieme al voto referendario, gli italiani furono chiamati ad eleggere i componenti dell'Assemblea costituente con il compito di redigere la nuova Costituzione dello Stato. In tutto 556 deputati fra cui 21 donne.
Ne facevano parte democristiani (207 seggi), socialisti (115), comunisti (104), liberali (41), Fronte dell'Uomo qualunque (30), repubblicani (26), monarchici (16), Partito d'Azione (7), Movimento per l'Indipendenza della Sicilia (4), Partito Sardo d'Azione (2) e, con un seggio cadauno, il Partito dei Contadini d'Italia, il Movimento Unionista Italiano, il Partito Cristiano Sociale e il Partito Democratico del Lavoro.
Punto apicale e determinante della transizione italiana, il referendum del 2 giugno 1946 è stato inserito da Pedicini nel più vasto mosaico del periodo 1943-1948.
Lo sbarco degli alleati in Sicilia del 9 luglio 1943; l'arresto e la successiva liberazione, da parte di tedeschi, di Mussolini che fonda la Repubblica di Salò.
La firma dell'armistizio dell'8 settembre che getta l'Italia nel caos.
Le organizzazioni partigiane nelle regioni settentrionali e il Regno del Sud con il Governo Badoglio.
L'ultimo anno di guerra, la resa incondizionata e i trattati di pace di Parigi del 10 febbraio 1947.
Entrata in vigore della Costituziona a partire dal 1° gennaio 1948.
Dati e date che rivelano un mosaico davvero complesso della storia italiana, che merita ancora ricerche e approfondimenti.
Alla relazione di Mario Pedicini, è seguito un dibattito coordinato dal presidente di Auser Uselte, Mario Morelli.
Sono intervenuti, con riflessioni sugli eventi nazionali e sulle loro ripercussioni in ambito sociopolitico e in ambito locale, Piero Russo, Stefania Madonna, Giuseppe Vassallo, Franco Mandato e Milly Paty Chica.
Considerazione finale da tutti condivisa: con il passato, e quindi con la storia, non si finisce mai di approfondire, conoscere, studiare.
Come la transizione italiana del secondo dopoguerra dimostra.