Il Centro Sociale Polivalente "L'età d'Oro della Vita" di San Salvatore Telesino si è attivato per organizzare, anche quest'anno, la "Festa dei Nonni"
Il Centro Sociale Polivalente "L'età d'Oro della Vita" di San Salvatore Telesino si è attivato per organizzare, anche quest’anno, la "Festa dei Nonni".
Non solo un pubblico apprezzamento e ringraziamento a "Nonne e Nonni" per quanto dedicano alle future generazioni familiari, ma anche un loro momento di amorevole aggregazione.
Come non ricordare a noi ed ai nostri affezionati lettori le parole che Papa Francesco pronunciò in piazza San Pietro il 28 settembre 2014: "I bambini e i nonni sono la speranza di un popolo", a significare che i bambini rappresentano il futuro perché faranno camminare avanti la società ed i nonni la memoria e la saggezza della storia.
Effettivamente, un popolo cresce bene solo se unisce chi comincia la vita con chi ha tanta esperienza.
Purtroppo, alla luce di preoccupanti quanto scellerati fatti e fattacci di questa recentissima epoca nostra, tale concetto sembra perdere concretezza.
Attiviamoci, quindi, per consolidare le parole di Papa Francesco anche con iniziative familiari e sociali come quella organizzata dal Centro Sociale Polivalente "L'età d'Oro della Vita" di San Salvatore Telesino.
Nel suo intervento preliminare alla Santa Messa, celebrata nella chiesa Santa Maria Assunta, il presidente del Centro Sociale, Paolo Malatesta, ha ringraziato il parroco don Michele Volpe, gli insegnanti e gli alunni della classe quinta della locale Scuola Primaria e, in particolare, i “carissimi Nonni” per aver partecipato ad un momento che da cinque anni è oramai un appuntamento atteso, l’incontro tra le due età più belle della vita, l'infanzia e la vecchiaia, unite dallo stesso filo d’amore.
Ha evidenziato che la festa dei nonni, istituita come ricorrenza civile per il 2 ottobre di ogni anno, nel Calendario dei Santi coincide con il ricordo liturgico degli angeli custodi.
A tal proposito ha sottolineato che "voi, cari nonni, per i vostri nipoti siete stati e siete tuttora un po' come angeli custodi, presenze silenziose che vegliano, che proteggono, che accompagnano i primi passi della vita con pazienza e tenerezza”.
Ha poi evidenziato che Papa Francesco "ha dedicato agli anziani e ai nonni una delle pagine più belle del suo magistero; ha parlato spesso della cosiddetta cultura dello scarto, quella mentalità che considera le persone anziane un peso perché non sono più produttive, e ha ricordato con parole nette che un popolo che non custodisce i nonni e non li tratta bene è un popolo che non ha futuro".
Ha anche sottolineato che il Papa, quando ha stabilito che ogni quarta domenica di luglio si tenga in tutta la Chiesa la Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, "ha scelto come tema le parole del Salmo 71: Nella vecchiaia non abbandonarmi.
E' un’invocazione, ma anche un impegno che chiede a tutti noi di non lasciare mai soli i nostri anziani".
Il presidente ha poi terminato il suo saluto e intervento con una condivisibile riflessione; quella che viviamo in un tempo in cui il telefonino condiziona: non si legge più come una volta, non ci si guarda più negli occhi, non ci si racconta più le cose a voce.
Questo è un problema serio, per grandi come per i piccoli.
Lo schermo, quando diventa l'unico compagno di giornata, rischia di isolarci.
Proprio mentre crediamo di essere "Connessi".
Il dialogo tra generazioni non può passare da un messaggio letto di corsa, ha bisogno di tempo, di voce, di sguardo.
"Vi invito allora, oggi e sempre, a ritagliare tempo vero, senza schermi in mezzo: è lì che nasce la vera solidarietà tra le generazioni".
A sugellare la cerimonia, la consegna a "Nonne e Nonni" da parte degli alunni di circa cento lavoretti realizzati con attenzione e affetto.
A conclusione della cerimonia, l'immancabile foto ricordo e poi un conviviale al quale hanno partecipato anche il presidente del Consiglio comunale di San Salvatore Telesino, Lucia Vaccarella, il consigliere Leucio Porto, il parroco don Michele Volpe e il cappellano militare don Francesco Marotta.