La condizione in cui da qualche anno la crisi globale ci ha fatto precipitare impone attenzione alla ricerca di nuove visioni e approcci partendo dai luoghi a noi vicini come quelli della città di Benevento

La condizione in cui da qualche anno la crisi globale ci ha fatto precipitare impone attenzione alla ricerca di nuove visioni e approcci partendo dai luoghi a noi vicini come quelli della città di Benevento

Si avverte la necessità di approfondire l’approccio territorialista, sostenere e rendere fruibili i giacimenti culturali e naturali e diffondere la cultura dell’intesa fra aree provinciali e regionali, afferma Vincenzo Carbone

Il tema delle aree interne con quello del modello di sviluppo dal basso è alla base dell'intervento inviatoci dall'architetto Vincenzo Carbone.
"La condizione in cui da qualche anno la crisi globale ci ha fatto precipitare - scrive - impone attenzione alla ricerca di nuove visioni e approcci partendo dai luoghi a noi vicini.
I luoghi a noi vicini sono quelli della città di Benevento, città intermedia del Mezzogiorno e città delle aree interne.
La crisi globale obbliga a mettere in luce i pilastri delle aree interne, le pietre angolari su cui orientare lo sviluppo per invertire la tendenza.
Dai Rapporti degli Istituti è riconosciuto in capo alla popolazione delle aree interne una maggiore resilienza e cura alla valorizzazione delle risorse e luoghi identitari, sebbene questa cura non è sorretta abbastanza dall’azione di marketing.
Ugualmente, è riconosciuto alle città intermedie, di disporre di una risorsa rigenerativa in grado di fare rete, ricomporre lo spirito di comunità e creare condizioni per renderla vivibile (Giuseppe De Rita).
La città di Benevento ha posto, dal 2024, il tema di fare rete e quello dell’area vasta per ricreare, come scrive De Rita, lo spirito di comunità e agevolare lo "sviluppo dal basso".
L'ampia adesione di comuni al progetto di area vasta caratterizza il sistema città anche come "area target".
Lo sviluppo dal basso è un tema che è stato offuscato dagli asset globali e che anni fa Alberto Magnaghi approfondì al tempo del Piano della Regione Puglia.
Scriveva nel suo testo importante, "il progetto locale": Il territorio è un'opera d'arte, forse la più alta, la più corale che l’umanità abbia espresso.
Magnaghi fu vicino alle poetiche della natura di Ruschin e Morris, al pensiero di Mumford e all’idea del sano rapporto tra territorio e costruito dell'italiano De Carlo.
Nell'agenda del Paese, lo "sviluppo dal basso" ricomincia ad avere primato, a partire dall'attività del Dipartimento delle Politiche di Coesione che dà forma e operatività alla pianificazione provinciale e regionale, alla cultura dell'intesa, alla programmazione, agli strumenti negoziali, premiando le città virtuose.
Naturalmente lo sviluppo di cui parliamo è quello sostenibile, come teorizzato da Herman Daly, pioniere dell'economia ecologica e grande oppositore della crescita quantitativa.
In questa visione territoriale, si colloca anche “Officina delle aree interne” (nella foto Carbone è a destra ed a sinistra è Giovanni Quarantiello, proprio alla manifestazione al Teatro de la Salle), iniziativa di Pellegrino Mastella, che apre il tema dello sviluppo locale dalla prospettiva che lega bisogni, valorizzazione, condivisione e partecipazione.
Quindi, l'approccio territorialista, attualizzato alle nuove sfide, impone di selezionare le risorse da valorizzare e le funzioni di rango elevato necessarie al mosaico territoriale.
Dal completamento della "cura del ferro", alle stazioni, alla logistica, alle risorse archeologiche, agli asset delle coltivazioni di pregio, come la viticoltura sannita di per sé un cluster specifico, soprattutto nella Valle di Telese, già area pilota.
Il Piano Territoriale Regionale della Campania (Ptr) del 2008, le aree target, valli e città anche del Sannio marcano l'attenzione su quattro pilastri: la regia regionale, la spinta dal basso, le risorse autoctone, le infrastrutture materiali e immateriali.
Inoltre, i recenti aggiustamenti legislativi (del 2024 e 2025) della Campania circa le disposizioni sul governo del territorio, sanciscono il riconoscimento dello strumento negoziale dell’area vasta come rappresentazione della territorializza-zione dei bisogni nella visione regionale finalizzata a sostenere l'equilibrio tra fascia costiera e aree interne.
Naturalmente anche per le città intermedie e le aree target.
A proposito di ciò, a tutti è capitato d'incrociare dibattiti in cui la Valle Caudina o la Valle dell'Ufita o l'Agro aversano, o la Valle di Eboli-Paestum hanno discusso insieme alla Regione, di bisogni, risorse autoctone e infrastrutture locali o di rango elevato o strategiche: come il collegamento su gomma con Napoli, la stazione ferroviaria Hirpinia, l'hub logistico nella Valle dell’Ufita e la stazione di Afragola già realizzata.
Questi processi hanno raggiunto l’obiettivo di rafforzare la cultura politico-istituzionale che detterà l’Agenda sulla sostenibilità ambientale e messa a sistema dei patrimoni.
La coesione è l'altro pilastro.
Come afferma De Rita: Le città e i territori intermedi hanno il gravoso compito di rinsaldare la coesione e sperimentare strumenti negoziali; cosicché, da qui a breve, questi strumenti innerveranno il mosaico regionale.
Un'idea pertinente e utile ai territori è "lo statuto dei luoghi".
Possiamo affermare che lo statuto dei luoghi include due componenti partecipi della vita: Una immateriale e una materiale.
La componente immateriale è rappresentata dalla molteplicità delle energie, sociali, istituzionali, economiche e culturali che praticano relazioni e cura dell'ambiente.
Quella materiale include, invece, il riconoscimento sistematizzato delle invarianti strutturali che rappresentano il capitolo fondativo.
Oggi il riconoscimento di queste componenti si riscontra in tutti i progetti territoriali.
Anche nel governo regionale con la promozione delle aree target.
Si avverte, in conclusione, la necessità di approfondire l'approccio territorialista, sostenere e rendere fruibili i giacimenti culturali e naturali e diffondere la cultura dell’intesa fra aree provinciali e regionali".

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