A quasi un mese dall'incendio nel sito di stoccaggio rifiuti nell'Area Pip di località Caracciano in Airola, il materiale combusto e incombusto è ancora presente sul posto

A quasi un mese dall'incendio nel sito di stoccaggio rifiuti nell'Area Pip di località Caracciano in Airola, il materiale combusto e incombusto è ancora presente sul posto

Le aziende insediate nella medesima area industriale, per il tramite dell'avvocato Diego Ruggiero, hanno notificato una formale diffida e messa in mora, chiedendo la rimozione immediata dei rifiuti a tutela della salute pubblica e dell'ambiente

A quasi un mese dall'incendio nel sito di stoccaggio rifiuti nell'Area Pip di località Caracciano in Airola, il materiale combusto e incombusto è ancora presente sul posto.
Le aziende insediate nella medesima area industriale, per il tramite dell'avvocato Diego Ruggiero, hanno notificato una formale diffida e messa in mora, chiedendo la rimozione immediata dei rifiuti a tutela della salute pubblica e dell'ambiente.
"Dopo il primo spegnimento - si legge nella nota inviata alla Stampa - l'area ha conosciuto nuove riaccensioni prontamente segnalate al presidente della Regione, il 9 settembre e ancora tra il 16 e il 17 settembre, e le rilevazioni dell'Arpac hanno segnalato la presenza di diossine, in un quadro ambientale ancora in via di consolidamento.
Con l'avvicinarsi delle piogge, la permanenza dei residui espone a un concreto rischio di dilavamento e di veicolazione degli inquinanti nel suolo, nelle acque superficiali e in falda, con possibile aggravamento della contaminazione e ampliamento dell’area interessata; rischio non scongiurato dal solo posizionamento di sacchi di sabbia sul suolo non cementato.
La cronologia dell'iniziativa: 8 settembre, lettera al Prefetto e alla Procura di Benevento, per invocare la presenza dello Stato e il presidio dell'area; 10 settembre, la Procura di Benevento dichiara pubblicamente la propria disponibilità ad autorizzare con immediatezza gli interventi, precisando che il sequestro non è d'ostacolo; 11-17 settembre, istanza e solleciti delle aziende alla Regione Campania per un intervento urgente; 18 settembre, la Regione risponde, comunicando di aver avviato le procedure ordinarie il 15 settembre diffidando il responsabile del sito di stoccaggio al ripristino ambientale del sito oggetto dell’evento incendiario entro il termine di trenta giorni; 26 settembre, diffida formale e messa in mora, promossa dalle aziende, per la rimozione immediata dei rifiuti.
Un punto è dirimente: la rimozione dei rifiuti costituisce misura di messa in sicurezza d'emergenza, da eseguirsi immediatamente, e non è soggetta al termine di trenta giorni, che riguarda unicamente il ripristino ambientale finale del sito.
La Procura ha inoltre già chiarito che il sequestro dell’area non costituisce ostacolo agli interventi.
Con la diffida le aziende hanno chiesto all'amministrazione giudiziaria e all'amministratore del sito incendiato di procedere senza indugio alla rimozione integrale e al conferimento a impianto autorizzato del materiale, richiedendo la relativa autorizzazione all'autorità giudiziaria, ovvero di dichiarare l'eventuale impossibilità di provvedere.
In difetto, hanno diffidato il Comune di Airola a intervenire in via d'ufficio, quale Ente territorialmente competente ai sensi dell'articolo 250 del Dlgs numero 152/2006, e la Regione Campania e la Provincia di Benevento ad attivare, a loro volta, l'intervento sostitutivo.
Anche il Comune è stato invitato a dichiarare l'eventuale impossibilità di provvedere.
L'omesso riscontro dei soggetti obbligati varrà quale accertato inadempimento, presupposto dell'improcrastinabile intervento sostitutivo pubblico della Regione Campania.
Ogni giorno con quei rifiuti sul posto è un giorno di rischio in più per la salute delle nostre comunità: le aziende promotrici chiedono che il materiale venga rimosso e portato via prima dell'arrivo delle piogge.
Resta fermo il rispetto della presunzione d'innocenza e delle valutazioni di competenza dell'autorità giudiziaria in ordine all'accertamento di eventuali responsabilità".

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