Nell'ambito degli studi del Lucidario Bergamasco si fa menzione della esistenza di un Lucidario di Telese

Nell'ambito degli studi del Lucidario Bergamasco si fa menzione della esistenza di un Lucidario di Telese

In quegli studi si rinviene una citazione in ordine ad un Lucidario beneventano redatta da un monaco benedettino a Telese ovvero definito Lucidario di Telese, scrive Carmine Meoli

Nell'ambito degli studi del Lucidario Bergamasco si fa menzione della esistenza di un Lucidario di Telese.
A parlarcene, in una nota, è Carmine Meoli.
"Gentile direttore - scrive - i  Lucidari o Elucidari ebbero diffusione nel Medioevo sull'onda del successo di una opera in latino di Onorio di Autun.
Onorio in tre libri aveva realizzato un compendio di religione e fede ad uso di istruzione e consultazione del basso clero.
Si trattava di una sorta di summa teologica, anzi tempo, per consultazione e formazione tradotta poi in diverse lingue volgari.
In italia vi furono diverse volgarizzazioni e principalmente una milanese, una bergamasca e una bolognese alle quali si aggiunse una versione veronese (nella foto) e una lecchese!
Solleva grande interesse la versione bergamasca per gli studi ad essa riservati in molteplici occasioni.
Proprio nell'ambito degli studi del Lucidario Bergamasco si fa menzione della esistenza di un Lucidario di Telese!
Negli studi bergamaschi si rinviene una citazione in ordine ad un Lucidario beneventano redatta da un monaco benedettino (sic) a Telese ovvero definito Lucidario di Telese.
Ignorando la esistenza di altro monastero benedettino si puoi ritenere che l'opera sia stata frutto della Abbazia benedettina del Santo Salvatore, oggi in territorio di San Salvatore telesino.
Non risultando ulteriori memorie né notizie al riguardo si assume ragionevole che una Diocesi come quella beneventana, estesa all’epoca in ambito pluriregionale, fino ad includere il Santuario di San Michele di Montesantangelo, disponesse ad uso del basso clero e prima della fondazione dei seminari di un suo Lucidario.
Resta ora agli studiosi o alla Fondazione Gerardino Romano che a Telese promuove storia e cultura, dare impulso ad un approfondimento che porti alla luce la vicenda".

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