"Sinfonia Mediterranea" è il titolo che il pittore Giovenale ha dato al quadro che quest'anno il pubblico vede in forma di manifesto per Città Spettacolo di Benevento

"Sinfonia Mediterranea" è il titolo che il pittore Giovenale ha dato al quadro che quest'anno il pubblico vede in forma di manifesto per Città Spettacolo di Benevento

E' un insieme di figure che si compongono e si scompongono agli occhi dell'osservatore, quasi come nel gioco delle figure che ai nostri occhi assumono di volta in volta le nuvole, commenta Giacomo Iannella, magistrato emerito

"Sinfonia Mediterranea" è il titolo che il pittore Giovenale ha dato al quadro (foto) che quest'anno il pubblico vedrà in forma di manifesto per Città Spettacolo di Benevento.
"Lui - scrive in proposito Giacomo Iannella, magistrato emerito - ha voluto farmene dono in forma di cartolina.
E' un insieme di figure che si compongono e si scompongono agli occhi dell'osservatore, quasi come nel gioco delle figure che ai nostri occhi assumono di volta in volta le nuvole.
Ma, per comprendere un quadro, occorre sempre partire dal mondo intenzionale dell'autore che é profondamente cattolico e credente.
Esso, quindi, rappresenta la combinazione delle varie culture che si affacciano e si sono affacciate sul cosiddetto "Mare nostrum" e con l'auspicio che debbano non solo coabitare ma collaborare tra loro.
Perciò, il punto cardine dell'opera sono la Madonnina rosa in basso a sinistra, le note dell'Ave Maria di Schubert che attraversano tutto il quadro, quella figura gialla a destra in cui vedo una donna col capo coperto e con le mani congiunte in preghiera e le tre stelle gialle che dominano la composizione e che indubbiamente rappresentano la Santissima Trinità.
Infatti, non tutti sanno della speciale venerazione di cui gode la Madonna nella cultura e nella religione islamica, con gli stessi identici attributi del nostro cattolicesimo: Vergine, mai toccata dal peccato e madre di Gesù anch'egli mai toccato dal Demonio.
E' l'unica donna nominata nel Corano, veicolo di comunicazione con Dio, anche loro vanno al tempio per pregarla.
Vi è poi, al centro del quadro, la presenza di una rete che rappresenta la cultura della pesca, sacra anche per l'Islam, così come nel cattolicesimo (gli apostoli erano pescatori) nell'antica Roma e in Grecia.
E non possono mancare elementi mitologici.
Nella testa rossa che appare in sovrapposizione a quella che sembra una  barca di carta, ma può essere anche un papiro, la Bibbia o il Corano, io vedo Ulisse con le membra azzurre come il mare.
E quella barca di carta richiama anche i popoli di navigatori, esploratori e commercianti che si affacciano sul Mediterraneo. Non è, perciò, una nave da guerra, ma un mezzo di commercio e di conoscenza reciproca.
E, dopo Ulisse, anche al centro dell'opera vi sono figure che richiamano miti antichi, come un pesce-uccello che tende a baciare un toro dagli occhi buoni.
E qui si può attingere a piene mani dalla mitologia greca, anche con le varie trasfigurazioni di Giove.
Infine, con i complimenti all'autore, l'auspicio che anche la politica torni a prendere atto di tale realtà e a realizzare questa "sinfonia" che viene dalla notte dei tempi". 

Argomenti