Un'altra estate si chiude a Benevento e il bilancio non lascia spazio a facili ottimismi
Il coordinatore cittadino di Dimensione Bandecchi di Benevento, Raffaele De Tata, interviene sulla situazione dell'amministrazione comunale di Benevento negli ultimi mesi, offrendo una lettura politica della situazione cittadina.
"Un'altra estate - scrive - si chiude e il bilancio non lascia spazio a facili ottimismi.
La scuola Torre-Sala doveva essere completata al 90% entro fine agosto, come promesso dall'assessore Pasquariello.
I lavori sono fermi al 45-50%, mancano ancora decine di colonne e travi, ed è stata annunciata una proroga a ottobre con il rischio concreto di perdere il 40% del finanziamento Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).
Sul resto della città i numeri raccontati dal Comune e quelli emersi da altre fonti non coincidono nemmeno tra loro e questo la dice lunga su quanto poco trasparente sia diventata la gestione dei fondi europei.
Il fiume Calore, a fine luglio, si è mostrato ai cittadini coperto da una schiuma bianca e da decine di pesci morti trascinati dalla corrente.
Sono dovuti intervenire Carabinieri Forestali, Arpac e Vigili del Fuoco su mandato della Procura, e il depuratore di Ponte Valentino è finito sotto sequestro.
Le analisi sui campioni, a distanza di settimane, restano ancora inaccessibili al pubblico.
Nella zona nord molti residenti hanno passato notti intere con le finestre chiuse per i miasmi.
A questo si aggiunge un problema di sicurezza che la stessa maggioranza fatica a negare.
Solo nelle ultime settimane si sono registrate un'aggressione in piazza Roma, atti vandalici agli arredi urbani di piazza Risorgimento e una rissa al viale Principe di Napoli.
I parchi giochi di Villa Comunale versano in condizioni indecorose, con scivoli sfondati e altalene divelte segnalate più volte dai
genitori senza risultati concreti.
Le strade provinciali sono nel degrado da mesi, tra buche e manutenzioni mai arrivate, mentre i cittadini chiedono semplicemente di sapere dove sono finiti i fondi stanziati.
E poi ci sono i due terremoti dentro Palazzo Mosti.
A marzo l'arresto in flagranza di Gennaro Santamaria, responsabile del Gabinetto del sindaco, con l'accusa di concussione e oltre 157mila euro in contanti trovati in casa.
A giugno la sospensione per un anno di Riccardo Feola, segretario generale e responsabile Trasparenza e Legalità del Comune, per ipotizzata corruzione e turbativa d'asta su un appalto le cui anomalie erano note da oltre un anno.
Va precisato che si tratta di misure cautelari disposte nella fase delle indagini preliminari, i soggetti coinvolti restano, fino a eventuale sentenza definitiva, presunti innocenti.
Una pubblica amministrazione che dovrebbe essere al servizio del cittadino, e che invece in troppi episodi sembra vivere come una casta separata, distante, quasi indifferente a chi paga le tasse e aspetta risposte.
E la politica? Dov'è la politica?
Di fronte a un cantiere simbolo in ritardo, a un fiume che muore sotto gli occhi di tutti, a due dirigenti comunali travolti da inchieste della Procura, a strade nel degrado e a episodi di violenza che si moltiplicano, è legittimo che i cittadini si indignino. Ed è giusto che lo facciano.
Ma è altrettanto legittimo chiedersi cosa stia facendo davvero la minoranza consiliare.
Non è pensabile che non sia a conoscenza dello stato in cui versa Benevento, né dei disservizi che si susseguono a Palazzo Mosti.
Chi siede in Consiglio comunale come rappresentante dei cittadini ha il dovere, non la facoltà, di pretendere risposte, di denunciare pubblicamente, di fare pressione con atti concreti e non solo con dichiarazioni di circostanza dopo che il danno è già fatto.
La verità è che la politica cittadina, tutta, sembra ormai lontana dai problemi reali delle persone.
Distante nei modi, nei tempi di reazione, nella capacità di ascoltare chi vive, giorno dopo giorno, il volto più difficile di questa città.
Una politica che parla per comunicati e si muove per convenienza, più che per servizio.
E' qui che nasce una provocazione, volutamente tale, non un'accusa.
Possibile che alla fine, al netto delle bandiere e degli schieramenti, maggioranza e opposizione non si contrastino davvero fino in fondo, perché in qualche modo remano nella stessa direzione?
Non è un'affermazione, è una domanda che i cittadini di Benevento hanno il diritto di porsi ad alta voce, e alla quale la politica cittadina farebbe bene a rispondere con i fatti, non con le solite rassicurazioni.
Benevento merita risposte vere. E le merita ora, non alla prossima campagna elettorale".