Mio padre, 69enne, ha presentato una violenta ed indomabile insufficienza respiratoria. La Tac praticata ha, tra l'altro, evidenziato: "...noduli polmonari con versamento pleurico e milza ingrandita che provoca un sollevamento del diaframma..."
Una cittadina, Eugenia Romano, ci ha inviato una nota per denunciare quanto accaduto a suo padre, ricoverato al Pronto Soccorso dell'Ospedale "Rummo" di Benevento.
"Egregio direttore - scrive - ringraziandola per l'ospitalità che vorrà riservarmi su "Gazzetta di Benevento", è mia intenzione illustrare quanto ho potuto constatare in merito alla funzionalità dell'Ospedale.
Mio padre, 69enne, ha presentato una violenta e indomabile insufficienza respiratoria.
La Tac praticata ha, tra l'altro, evidenziato: "...noduli polmonari con versamento pleurico e milza ingrandita che provoca un sollevamento del diaframma...".
Non avendo sortito alcun effetto la terapia praticata a domicilio, siamo stati costretti a portarlo al Pronto Soccorso del "Rummo".
Qui, con il sospetto diagnostco di tubercolosi, è stato per due giorni, a contatto con gli altri ammalati, senza alcuna precauzione, quale almeno una mascherina.
Solo dopo due giorni è stato trasferito nel reparto di "Malattie Infettive".
La sintomatologia, nel contempo, è andata sempre più peggiorando, malgrado la terapia.
Non si è potuto, intanto, provvedere ad altre indagini in quanto ci è stato riferito che bisogna attendere dei giorni, considerando il periodo di ferie e la celebrazione, lunedì, della festività di San Bartolomeo.
Ciò dimostra che al "Rummo" manchi del tutto una programmazione che tenga presente le necessità di chi soffre.
Nulla da eccepire sulla disponibilità del primario, Angelo Salomone Megna, del sanitario, Antonio Glielmo, e di tutti i medici del reparto.
Tutta l'operosità dei due, nonché quella del personale, si infrange sulla disorganizzazione della struttura sanitaria.
Il primo obiettivo che bisognerebbe raggiungere da parte del direttore generale credo sia quello di evitare situazioni del genere che appaiono gravissime per il paziente offuscando, nel contempo, la professionalità. di tanti operatori.
La mia domanda sorge spontanea: ”Se al posto di mio padre ci fosse stato un parente della direzione sanitaria, veniva considerata la giornata del patrono?"