Una trappola burocratica che penalizza i cittadini onesti che vogliono pagare le tasse ma si trovano in difficoltà economica

Una trappola burocratica che penalizza i cittadini onesti che vogliono pagare le tasse ma si trovano in difficoltà economica

E' la denuncia del gruppo consiliare di minoranza "LiberaMente per Sant'Angelo a Cupolo", che ha deciso di trasmettere alla Procura della Corte dei Conti per fare luce sulla gestione dell'Ufficio Tributi del Comune

Il gruppo consiliare di minoranza "LiberaMente per Sant'Angelo a Cupolo", composto dai consiglieri Antonio Tornusciolo, Donato Biele e Maria Grazia Micco, ha deciso di trasmettere un esposto ufficiale alla Procura della Corte dei Conti per fare luce sulla gestione dell'Ufficio Tributi del Comune.
"Si tratta - si legge nella nota inviata alla Stampa - di una trappola burocratica che penalizza i cittadini onesti che vogliono pagare le tasse ma si trovano in difficoltà economica.
Al centro della battaglia, ci sono i recenti avvisi di accertamento della Tari (la tassa sui rifiuti) per gli anni 2021 e 2022 spediti ai cittadini.
Molti residenti, non potendo pagare centinaia di euro in un'unica soluzione, hanno chiesto al Comune di poter rateizzare la somma prima della scadenza dei sessanta giorni
La risposta dell'Ufficio Tributi è stata però un incredibile "no".
Le rate non si concedono subito perché l'atto si trova in una presunta "fase agevolata".
In parole povere, per il Comune il cittadino deve prima far scadere i termini, diventare volutamente moroso e insolvente e solo allora potrà chiedere la rateizzazione.
Siamo davanti a un assurdo logico e giuridico, dove il Comune sta dicendo ai cittadini che per pagare a rate devono per forza diventare degli evasori.
Ma c'è una beffa ulteriore perché facendo scadere i sessanta giorni, sulla testa dei cittadini cadranno sanzioni piene, interessi pesanti e i costi di riscossione della società privata Gamma Tributi.
Questa non è un'agevolazione, è un modo per fare cassa sulla pelle di chi è in difficoltà.
Proprio il rischio di una valanga di ricorsi persi dal Comune ci ha spinto a rivolgerci alla magistratura contabile.
Il Comune perderà queste cause e sarà condannato a pagare migliaia di euro di spese legali.
Quei soldi usciranno dalle tasche di tutta la comunità, creando un danno erariale evidente. 
Abbiamo provato a dialogare con una diffida formale, ma ci è stato risposto con un muro di gomma.
Condividiamo la doverosa azione di recupero e lotta all'evasione fiscale, fatta però non calpestando i diritti dei contribuenti già in grave difficoltà economica, peraltro disponibili al pagamento di quanto dovuto.
A questo punto, continueremo a difendere i diritti dei nostri cittadini in ogni sede, passando la parola alla Corte dei Conti".

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