Come immergersi nelle proprie radici, prospettare un presente consapevole e lanciare l'identità oltre l'ostacolo. E' in questa cronologia vitale che la storia diventa racconto
Come immergersi nelle proprie radici, prospettare un presente consapevole e lanciare l'identità oltre l'ostacolo.
E' in questa cronologia vitale che la storia diventa racconto, mentre le risorse territoriali e i beni culturali stabiliscono i confini e le armonie di un orizzonte dinamico e creativo.
Cosa fare, in sostanza, delle nostre culture in termini di produttività.
Nel cuore di queste problematiche e di queste suggestioni si inserisce il lavoro geomitologico di Luciano Campanelli, geologo e divulgatore, intitolato "Una storia minore".
L'opera esplora il legame tra paesaggio, memoria e identità culturale attraverso un approccio che intreccia geologia, mito e tradizioni popolari.
Durante l'incontro di presentazione, introdotto e animato da Anna Maria Mollica, l'autore ha illustrato il suo lavoro di valorizzazione del patrimonio geopaleontologico del Sannio, con particolare attenzione al Taburno-Camposauro, alla Dormiente del Sannio e ai giacimenti fossiliferi di Pietraroja, dove fu scoperto il dinosauro Scipionix samniticus.
Il libro propone una lettura innovativa del territorio sannita, arricchita da illustrazioni realizzate con il supporto dell’intelligenza artificiale e da contenuti didattici accessibili tramite qr code.
Al centro del dibattito vi sono state anche le opportunità di sviluppo culturale e turistico del territorio attraverso forme di turismo sostenibile e partecipato.
In questo contesto, è stato presentato il progetto cicloturistico "Viaggiando nel tempo del Sannio fossilifero", previsto per il prossimo settembre e organizzato dall'Associazione Cicloturistica Traiano Velo Club, con l'obiettivo di valorizzare il patrimonio geologico, storico e paesaggistico del Sannio e contribuire alla creazione di un museo diffuso all’aria aperta.
Nel corso della manifestazione, si è svolto un confronto interculturale con Alfa Oumar, che ha raccontato la leggenda della Néné Fouta, legata al Monte Luoura in Guinea.
Il parallelismo con la Dormiente del Sannio ha evidenziato come paesaggi e leggende possano rappresentare simboli universali di appartenenza, protezione e memoria collettiva.
La serata si è conclusa con un'esibizione della Piccola Orchestra di Organetti di Benevento "Il Respiro dell’Anima", diretta da Alessandro Parente, che ha trasformato i temi del libro, viaggio, emigrazione, dialogo tra i popoli, memoria e legame con la terra, in un'esperienza musicale e narrativa condivisa.