Operazione di vasta portata per contrastare le frodi legate agli incentivi statali per gli interventi edilizi, tra cui Bonus facciate, Superbonus 110%, Ecobonus e Sismabonus

Operazione di vasta portata per contrastare le frodi legate agli incentivi statali per gli interventi edilizi, tra cui Bonus facciate, Superbonus 110%, Ecobonus e Sismabonus

I militari della Guardia di Finanza hanno sequestrato beni e valori per un totale di circa 160 milioni di euro. Nella provincia di Benevento, 29 persone risultano indagate

Operazione di vasta portata per contrastare le frodi legate agli incentivi statali per gli interventi edilizi, tra cui Bonus facciate, Superbonus 110%, Ecobonus e Sismabonus.
I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno hanno sequestrato beni e valori per un totale di circa 160 milioni di euro e notificato a nove indagati l'interrogatorio preliminare, finalizzato all'applicazione di eventuali misure cautelari.
Sono oltre 240 i soggetti coinvolti, tra persone fisiche e giuridiche, distribuiti su tutto il territorio nazionale, con un'attenzione particolare alla Campania e ad altre nove regioni italiane: Lazio, Basilicata, Sicilia, Emilia-Romagna, Toscana, Lombardia, Piemonte, Puglia e Veneto.
Nella provincia di Benevento, 29 persone risultano indagate.
Si tratta di residenti nei Comuni di: Benevento, Montesarchio, Apice, Amorosi, Arpaia, Pago Veiano, Paduli, Pietrelcina, San Giorgio del Sannio, Sant'Angelo a Cupolo, Torrecuso. 
Le indagini hanno rivelato un sofisticato sistema di riciclaggio che prevedeva il trasferimento di notevoli somme di denaro verso paesi esteri come Cina, India e Pakistan.
Le attività investigative condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Salerno, sotto il coordinamento della Procura locale, hanno portato alla scoperta di un'ampia rete criminale organizzata nel salernitano.
Due distinte organizzazioni criminali, formate da professionisti ed imprenditori, sarebbero state al centro delle operazioni fraudolente ai danni dello Stato.
Secondo quanto emerso, le truffe sono state orchestrate attraverso l'utilizzo di oltre 80 società sparse in tutta Italia.
La maggior parte di esse si è rivelata essere fittizia e avrebbe simulato la realizzazione d'interventi milionari di riqualificazione edilizia su circa 200 immobili, senza mai eseguire i lavori dichiarati.
Tra gli immobili coinvolti, alcuni appartenevano direttamente agli accusati, mentre altri risultavano intestati a terze parti estranee ai fatti, compresi cittadini privati ed enti pubblici come diversi comuni.
L'inchiesta ha già prodotto i primi risultati: è stata disposta la liquidazione giudiziale di una società del salernitano coinvolta in reati quali bancarotta fraudolenta, riciclaggio e auto-riciclaggio.
Quella stessa società avrebbe instaurato relazioni con altre aziende implicate in attività illecite sistematiche nell’ambito tributario.
Tra queste figura l'emissione di fatture false relative a operazioni inesistenti, per un valore complessivo superiore ai 335 milioni di euro.

Argomenti