Condannata l'Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale Santobono-Pausilipon al risarcimento del danno non patrimoniale, in favore di una bambina, vittima di una grave malpractice medica
Il Tribunale di Napoli, Sezione Ottava Civile, con sentenza numero 6958/2026 ha condannato l'Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale Santobono-Pausilipon al risarcimento del danno non patrimoniale, in favore di una bambina, vittima di una grave malpractice medica.
La neonata, il 9 giugno 2015 era stata affidata alle cure del Centro di Riferimento Regionale per la Retinopatia del Prematuro proprio al Santobono.
I medici in seguito ad una serie di controlli, avevano dichiarato la malattia "Rop regredita", fissando un nuovo controllo addirittura a 4-5 mesi di distanza, un intervallo che si è rivelato fatale.
Tale valutazione si è palesata non conforme alle condizioni cliniche del paziente che presentava, invece, i segni di una malattia ancora attiva o comunque ad elevato rischio di riattivazione.
La condotta alternativa corretta, sarebbe stata quella di riconoscere i segni di una malattia ancora attiva e/o ad elevato rischio di attivazione, ciò avrebbe imposto la programmazione ad un controllo molto più ravvicinato, come previsto dalle line guida per Rop non stabilizzata, tale condotta avrebbe ridotto così l'entità del danno visivo permanente.
"Questa sentenza rappresenta un importante riconoscimento per la minore e per la sua famiglia, che hanno affrontato un lungo e complesso percorso medico-giudiziario per ottenere giustizia", hanno spiegato gli avvocati Vincenzo (foto) e Michela Piscitelli, difensori dei genitori della minore.
"La decisione conferma l'importanza di un rigoroso rispetto dei protocolli di monitoraggio nelle patologie neonatali ad alto rischio, dove la tempestività dei controlli può incidere in modo determinante sull'esito clinico del paziente".
La pronuncia resta soggetta agli ordinari mezzi d'impugnazione previsti dall'ordinamento giudiziario.