Luca Bigazzi direttore delle fotografia detiene attualmente, nella sua specializzazione, il record di vittorie del David di Donatello con sette premi, del Nastro d'Argento alla migliore fotografia con otto riconoscimenti

Luca Bigazzi direttore delle fotografia detiene attualmente, nella sua specializzazione, il record di vittorie del David di Donatello con sette premi, del Nastro d'Argento alla migliore fotografia con otto riconoscimenti

Una carriera costellata di successi eppure ha contestato il giudizio molto positivo che noi abbiamo dato di questa professione dopo averla vissuta per oltre un mese con Blasco Giurato ai tempi di "Diario di un giudice". Il film è del regista e degli attori non nostro

Ospite del Bct Extra, giunto alla terza edizione, è stato stamane Luca Bigazzi, un direttore delle fotografia che detiene attualmente, nella sua specializzazione, il record di vittorie del David di Donatello con sette premi, del Nastro d'Argento alla migliore fotografia con otto riconoscimenti e del Ciak d'oro per la migliore fotografia con dieci premi ed è anche il primo direttore della fotografia italiano ad essere stato candidato al Primetime Emmy Awards nella categoria Miglior fotografia per una miniserie o film per la serie televisiva The Young Pope, ideata da Paolo Sorrentino. 
Insomma, parliamo di un personaggio di primissimo piano del mondo del cinema e della televisione in un ruolo che non è, come tanti altri che parimenti concorrono utilmente a realizzare un film o una fiction, molto presente nell'apprezzamento del pubblico come invece può essere un attore o al massimo il regista.
Noi, quasi cinquant'anni fa, nel 1978, abbiamo avuto la possibilità di osservare molto da vicino l'azione di un direttore della fotografia che in pratica cura certamente la scena dal punto di vista della luce, esaltando anche quelli che potremmo chiamare i chiaroscuri che peraltro danno profondità e forza all'immagine.
Si trattò, all'epoca, di Blasco Giurato, fratello di Luca, il giornalista Rai molto più conosciuto del fratello.
Fu lui il direttore della fotografia di "Diario di un giudice" per la regia di Marcello Baldi.
A Benevento lo sceneggiato televisivo, così si chiamavano all'epoca, fu girato in circa un mese.
Dunque, pensavamo di aver imparato a conoscere le varie figure professionali che compongono un set, al di là del nome della persona che la interpretava.
Ed invece quest'oggi siamo stati clamorosamente e decisamente smentiti da Bigazzi che ha fatto, inaspettatamente, strame della sua stessa professione.
Lei è un personaggio importante del mondo del cinema e della televisione, vincitore di tanti premi tra cui 7 David di Donatello ed 8 Nastro d'Argento, gli abbiamo detto.
Il ruolo del direttore della fotografia, così importante, non è però prevalente o per lo meno non è conosciuto o riconosciuto dal grande pubblico come può essere quello dell'attore o al massimo del regista e del compositore della colonna sonora.
E' così?
Non voglio contraddirla, ci ha risposto, ma io la penso esattamente al contrario.
Il ruolo del direttore della fotografia è un ruolo estremamente sopravvalutato nel senso che noi siamo degli aiutanti del regista e il fulcro di una serie di persone collettivamente riunite per fare un film, parliamo di macchinisti, elettricisti, costumisti, scenografi che invece paradossalmente non vengono adeguatamente riconosciuti.
Noi abbiamo la fortuna, non so perché, di risultare però più visibili, mentre il nostro ruolo è uguale a quello degli altri.
Alla fine ci mettono anche il nome nei titoli...
E ci mancherebbe abbiamo detto noi...
In realtà, ha proseguito Bigazzi, i film appartengono ai registi e agli attori che ci mettono la faccia e rischiano la loro reputazione.
Ci siamo addentrati, abbiamo ripreso noi, in un giudizio da lei non condiviso, in quanto siamo stati vicino ad un esigente direttore della fotografia per circa un mese, Blasco Giurato, così come abbiamo scritto innanzi e abbiamo visto la meticolosità che metteva nella sua professione pretendendo da tutti, prima fra tutti da se stesso, un risultato indiscutibile.
Lo ricordo benissimo Blasco Giurato, ci ha risposto Bigazzi.
Sì, quello che dice lei è un po' anche il ruolo di coordinatore della troupe, però siamo anche in grado di far perdere pericolosamente un sacco di tempo e questo è molto negativo mentre quello che bisogna fare è lasciare spazio agli attori perché loro hanno la necessità di avere più tempo possibile a disposizione e quindi tutto il tempo che facciamo perdere a mettere delle luci ed a fare cose incomprensibili e molto spesso anche inutili e dannose. E' questo un tempo che togliamo alla recitazione del film.
Sin qui Bigazzi che deve averci visti evidentemente abbastanza sconvolti da questa sua dichiarazione e quindi c'è stata una risata liberatrice con l'aggiunta di una ulteriore frase.
Comprendo il suo smarrimento, ci ha detto, ma è esattamente quello che penso.
Oggi lei si rivolge a dei giovani in questa sua lezione nell'ambito del Bct Extra, gli abbiamo detto.
Cosa possiamo dire loro che non vivono un momento particolarmente felice...
Esattamente, ci ha risposto.
Dobbiamo dire loro che nel nostro Paese è la categoria meno considerata, la più maltrattata ed invece sono molto più intelligenti e più capaci della mia generazione e che è necessario che loro si ribellino perché così non è accettabile essere giovani in un paese in cui non considera i giovani, ha concluso Bigazzi.
A questo punto è cominciata la sua lezione introdotta da Alessio Viola, giornalista.
Una considerazione a questo punto va fatta.
La città non ha compreso l'importanza di questa presenza ed i giovani di cui parlava Bigazzi sono stati gli stessi che non hanno ritenuto di partecipare a questo incontro lasciando la già non capiente sala, praticamente mezza vuota.
Domani si prosegue sempre a Palazzo San Domenico dove dalle 11.00 alle 13.00 ci sarà Pivio per Cinema e musica e nel pomeriggio dalle 14.00 alle 16.00 Luca Tommassini per Cinema e danza.

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