L'approvazione del rendiconto di gestione di Pietrelcina consegna ai cittadini una fotografia nitida, che non può essere nascosta dietro slogan o operazioni di propaganda

L'approvazione del rendiconto di gestione di Pietrelcina consegna ai cittadini una fotografia nitida, che non può essere nascosta dietro slogan o operazioni di propaganda

I numeri parlano chiaro: Un risultato di amministrazione negativo per oltre 3,1 milioni di euro e un debito complessivo che supera i 4,6 milioni, commenta Alessio Scocca, capogruppo di minoranza al Consiglio comunale

Sulla situazione finanziaria del Comune di Pietrelcina, interviene  Alessio Scocca (foto), capogruppo di minoranza al Consiglio comunale.
"L'approvazione del rendiconto di gestione - scrive - consegna ai cittadini una fotografia nitida, che non può essere nascosta dietro slogan o operazioni di propaganda.
I numeri parlano chiaro: Un risultato di amministrazione negativo per oltre 3,1 milioni di euro e un debito complessivo che supera i 4,6 milioni.
Il dato politico ci dice che, dopo cinque anni di Amministrazione Mazzone, la strategia messa in campo si è ridotta a una sola ricetta: aumentare la pressione fiscale, alienare il patrimonio pubblico e tagliare la spesa nel disperato tentativo di contenere una situazione finanziaria gravissima. In parole povere, una sorta di procedura fallimentare applicata al Comune.
La cosa singolare è che adesso il sindaco vorrebbe quasi scaricare la colpa sulla passata Giunta Masone.
Dimentica, però, che proprio lui è stato il vicesindaco di quella Giunta.
E' troppo comodo presentarsi, a convenienza, sia come eredi che come salvatori.
Un'amministrazione seria non può vivere solo di gestione delle emergenze.
Deve ragionare sull'arco di un mandato e, dopo cinque anni, avrebbe avuto il dovere di mostrare risultati e una via d'uscita credibile.
Invece, ciò che emerge dal rendiconto giustifica una sensazione sempre più diffusa tra i cittadini, quella di essere condannati a un sacrificio senza fine.
Il rischio concreto è che il risanamento si trasformi in un "fine pena mai", dove la comunità continua a pagare il conto di debiti che non ha mai contratto, senza intravedere alcun traguardo".

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